PETROLIO A 58,6 DOLLARI. PER QUALCUNO TUTTO E’ NORMALE!

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Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2009/05/petrolio-586-dollari-per-qualcuno-tutto.html


A scuola ti raccontano che l’inflazione nasce se c’è un eccesso di domanda rispetto all’offerta. Quindi, se il mondo occidentale non riesce a consumare a sufficienza come diavolo si fa a parlare di inflazione ???

Ma provate a seguire questo ragionamento.

1) Supponiamo che il dollaro (e l’euro) siano sopravvalutati rispetto alle valute del BRIC (brasile, cina, russia, india).

2) Supponiamo che la domanda interna cinese (e quella delle economie del Bric) sia in forte aumento.

3) Supponiamo che la domanda di beni da parte di USA ed Europa (verso la Cina) continui a scendere in quanto i consumi non aumentano.

4)Supponiamo che il governo cinese abbia acquistato materie prime per i prossimi anni a venire fissando il prezzo in dollari.

5) Supponiamo che fino a oggi il governo cinese non abbia potuto vendere i titoli di stato americani per non causare un forte deprezzamento della valuta americana che avrebbe depresso le esportazioni cinesi.

ORA IMMAGINATE CHE IL GOVERNO CINESE DECIDA DI RIVALUTARE LA PROPRIA VALUTA NEI CONFRONTI DELLA EURO E DEL DOLLARO E CHE COSI’ FACENDO SMETTA DI COMPRARE OBBLIGAZIONI IN DOLLARI.(grazie anche all’aumento di consumi e investimenti interni)

Il dollaro perderebbe di valore. Le esportazioni cinesi diverrebbero un po’ meno competitive.

LE MATERIE PRIME (QUOTATE IN DOLLARI E TRAINATE DAL BOOM DELL’ECONOMIA INTERNA CINESE) improvvisamente volerebbero alle stelle.

I cinesi si sono garantiti(e differenza di europei e americani) l’approvigionamento per anni a un determinato prezzo. Pagano queste materie prime con i dollari che già posseggono (e che disinvestiranno dai bond americani).

Il governo cinese fornisce le materie prime alle aziende locali a un prezzo inferiore a quello che le aziende europee e americane dovranno pagare.

Le esportazioni cinesi (cosi’ facendo) non soffriranno più di tanto.

In america e in Europa l’aumento dei prezzi dei beni importati dalla Cina e l’aumento del costo delle materie prime comporterebbe un aumento dei prezzi.

Ma dato che i salari non salgono e che i disoccupati rimangono alti…I CONSUMI europei SUBIREBBERO UNA PROFONDA E ULTERIORE RIDUZIONE.

Il tutto si accompagna a:
1) Un’enorme quantità di moneta stamapata (che non fa che aumentare il prezzo delle cose tramite un meccanismo di trasmissione che dura diversi mesi e che rende l’inflazione strisciate e subdola)

2)Un aumento del debito pubblico che riduce i margini di crescita di un paese.

3) Non appena ci sarà un aumento dell’economia i tassi torneranno su con un enorme aggravio per i conti degli stati.

COME DIFENDERSI DA QUESTO SCENARIO: Investendo in paesi del BRIC (MA NON SULL’EUFORIA), investendo in materie prime(MA NON DOPO I RECENTI RALLIES), NON investendo in obbligazionario (almeno in presenza di tassi bassi), O ANDANDO CORTO DI OBBLIGAZIONI.
I mercati azionari europei e americani NON potranno festeggiare una ripresa duratura.

La capacità produttiva è in eccesso e deve essere ridotta.

il processo di deleveraging delle banche USA ed Europee terrà bassi i valori delle quotazioni azionarie.

In queste nove settimane si festeggia IL MANCATO FALLIMENTO DEL MONDO (ma non eravamo lontani).

Tuttavia i mercati non sono pronti per continuare indisturbati il rialzo.

Nuovi problemi si vedono molto chiaramente all’orizzonte. Fuori da un tunnel se ne intravede in lontananza un altro.

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