I veri killer dietro al terremoto

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Fonte: http://www.byoblu.com/post/2009/05/10/I-veri-killer-dietro-al-terremoto.aspx

Il 31 marzo 2009 la Commissione Grandi Rischi si riunisce a L’Aquila. Tra gli altri sono presenti il prof. Barberi, vicepresidente della Commissione stessa, il prof. Boschi, dell’INGV, il prof. De Bernardinis, vicecapo settore tecnico operativo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente.

Dal dibattito – scarica qui il verbale – emerge con chiarezza che i terremoti non si possono prevedere. Ergo, secondo il comunicato del primo di aprile della Protezione Civile, non c’è pericolo. Non ci vuole Sherlock Holmes per capire che se non è possibile sapere con anticipo se un evento si verificherà o meno, non è possibile neppure stabilire se ci sia o non ci sia pericolo.

Per Bertolaso – Berlusconi – Boschi, gli italiani sono inadeguati a decidere da soli. Vanno aiutati, come un cieco ad attraversare la strada. Le interviste rilasciate alla RAI da Giampaolo Giuliani, pochi giorni prima della tragedia, vanno censurate. Il dibattito pubblico non esiste più. Esiste una sola versione della verità, la più conveniente. Si dibatte quella, fingendo di contrapporre interlocutori che volteggiano l’uno intorno all’altro, tenendosi per mano. Chi balla da solo viene escluso. Viene oscurato e poi massacrato senza contraddittorio. L’opinione pubblica viene dirottata costantemente, mantenuta in equilibrio, distratta ad arte quando potrebbe imboccare un binario pericoloso. L’unico binario valido è il binario morto.

Quando giornali e televisione si muovono all’unisono sugli stessi argomenti, con lo stesso taglio e con la stessa insistenza, è allora che dovete cercare l’informazione nascosta. C’è sempre una verità dalla quale vi stanno depistando.

Marco Travaglio
I veri killer dietro al terremoto de L’Aquila
Pescara. Auditorium De Cecco. Venerdì 8 maggio 2009

Il problema non è che ci siano degli eventi imprevedibili ma anche imprevenibili, cioè casi nei quali veramente si può parlare di una tragica fatalità, senza alcun tipo di responsabilità. Viene giù una montagna. C’è un terremoto di dieci gradi, una roba che nemmeno i giapponesi e i californiani riuscirebbero a farci niente, nonostante tutte le precauzioni. Il problema è che questo è un terremoto particolare, non credo di offendere i morti nel dire che è un terremotino. E’ un terremoto che tutti gli esperti sostengono che in Giappone e in California non avrebbe fatto neppure un ferito. E’ la classica tragedia dove c’è molto da nascondere. C’è da nascondere il fatto che la terra tremava da sei mesi, e che nessuno di questi geni della Protezione Civila… “La migliore Protezione Civile del mondo!“, ci diciamo noi da soli a noi stessi. Ce la invidiano da tutto il mondo. Mi telefonano dal Giappone, mi chiedono come facciamo ad essere così bravi. E io gli faccio vedere Bertolaso, medico laureato in vaccinazioni per bambini, spero che si sappia. Non c’entra niente con i terremoti, con le frane.. è un vaccinatore di bambini. Vestito con la maglia della nazionale però. Con lo scudetto che non si sa quando l’abbia vinto però ce l’ha. Non ha ancora la stellina perchè deve vincerne dieci di scudetti… Ma li vincerà. Glieli daranno il Giappone, la California, quando lo inviteranno a tenere delle conferenze per spiegare come si organizza la prevenzione dei terremoti in questi paesi di baluba dove sono ancora all’anno zero, mentre noi fortunatamente abbiamo la Protezione Civile più brava del mondo che in sei mesi di sciame sismico non ha mandato un cazzo di ingegnerere con un martellino a controllare quattro uffici pubblici a L’Aquila! Non ha predisposto un piano di evacuazione, non ha fatto una esercitazione che fosse una, non ha messo un cartello con scritto cosa si deve fare nel caso in cui le scosse si facciano più dure, non ha spiegato nemmeno dove ritrovarsi nel caso le scosse si facessero più pesanti, e non ha ritenuto di avvertire la popolazione nemmeno quando è stata evacuata la prefettura. Io ho sentito in televisione dire più volte, spero che non sia vero ma temo che lo sia, che dopo la scossa delle undici e mezza dalla Prefettura hanno preso e se la sono data a gambe. Cioè il comandante della nave ha abbandonato la nave, senza dire niente all’equipaggio e ai passeggeri, perchè aveva visto dei topi allontanarsi. Ora, dato che il comandante è l’ultimo che deve andarsene, io capisco che sia un cagasotto e che quindi se ne vada per primo, almeno fa sapere agli altri “Ragazzi, io scappo! Vedete un po’ voi.” Gli aquilani non sono stati informati nemmeno del fatto che dalla Prefettura si scappava a mezzanotte, perchè se fossero stati informati, qualcuno sarebbe scappato a sua volta, invece di trascorrere la notte lì, in quanto gli era stato garantito, ancora il giorno prima in un vertice di cervelloni, che non c’era alcun rischio, e che chi parlava di rischio era un ciarlatano da denunciare per procurato allarme. Questo c’erea da nascondere! Non il fatto che dopo siano arrivati dei volontari eroici meravigliosi che hanno lavorato benissimo da tutta Italia, pertanto volontari: non c’entrano niente con l’organizzazione della Protezione Civile.

Queste sono alcune delle cose che c’erano da nascondere. Dopo c’erano i nomi e i cognomi dei cotruttori che hanno eretto quei capolavori di edifici che a differenza di quelli di epoca romanica e gotica che sono rimasti in piedi, sono crollati tutti. Io non so quanti giorni abbiamo dovuto attendere per sentire nominare l’Impregilo in televisione. Temo di essere stato il primo, ma non perchè sono bravo. Solo perchè a furia di leggere sui giornali “Basta con i costruttori che costruiscono con la sabbia! Basta con quelli che mettono il tondino liscio anzichè zigrinato! Basta con quelli che risparmiano col cemento armato!“, mi sono detto “Ma porca puttana, ma ci sarà il nome del costruttore che ha consegnato l’opera?“. Ho fatto “Ospedale San Salvatore – L’Aquila – Costruzione” e mi è venuto fuori il sito dell’Impregilo che vantava come uno dei suoi fiori all’occhiello quell’opera lì. Guardate che questo non è giornalismo investigativo. Il giornalismo investigativo fa molta più fatica che mettere su Google tre parole e tirar fuori l’azienda che ha consegnato l’opera. Il problema è che l’Impregilo vuol dire Gavio, Benetton e Ligresti. Uno dei tre sta nel Consiglio d’Amministrazione del Corriere della Sera, due su tre stanno nella Cai, sono sempre lì che entrano ed escono da Palazzo Chigi o a chiedere soldi o a prenderli. Intorno ci sono altri costruttori che fanno tutti la stessa cosa, rappresentati da questa signora Marcegaglia che se ne va in giro a chiedere soldi veri. Ma tirali fuori tu i soldi veri, con tutti i danni che hanno fatto con gli inceneritori e con le case costruite sul fango.

Queste sono alcune delle responsabilità che bisognava coprire subito! Berlusconi conosce come si fa la comunicazione e come si blocca l’informazione. E quindi occupando interamente la scena con la sua persona, con il suo corpo, sembrando in ogni dove, con plotoni di ministri aviotrasportati con telecamera incorporata è riuscito a nascondere tutto quanto, continuando a ripetere “Ma quando siamo bravi. Ma quant’è bravo sto Bertolaso! E’ una benedizione del cielo, è l’uomo della provvidenza. E quel Letta! Non vi dico, quel Letta è una benedizione del cielo, un’altro uomo della provvidenza. Non a caso l’ho preso io!“. Alla fine però succede l’incidente. Succede che su quel treno lanciato su quell’unico binario possibile che era stato tracciato da Berlusconi medesimo e sul quale tutti arrivavano, tutti i cronisti al seguito, tutti innamorati di Berlusconi, l’opposizione… L’opposizione non c’era. Perchè? Perchè era passata l’idea che dato che c’è una tragedia non si fanno polemiche. Ma se non ci fosse la tragedia avrebbe un senso non fare polemiche, ma è proprio perchè c’è una tragedia che devi andare a vedere se ci sono responsabilità da additare e su cui polemizzare. E’ proprio perchè c’è una tragedia con delle responsabilità, che tu devi denunciare quelle responsailità! Ma cosa credete, che quando l’uragano Katrina si è spazzato via New Orleans, i vignettisti, i giornalisti e gli oppositori si siano stati zitti un paio di mesi per non disturbare Bush perchè c’era una tragedia? Ma gli hanno fatto un culo così! Bush ha perso credibilità ancora più per l’uragano Katrina e la mancata prevenzione che non per la guerra in Iraq. Perchè? Perchè l’uragano Katrina ce l’avevano in casa, e lo vedevano ad occhio nudo, mentre la guerra in Iraq è lontana. Ovunque capiti una tragedia nella quale ci sono delle responsabilità del governo, immediatamente le opposizioni si scatenano e l’informazione fa il suo dovere. Figuratevi un paese dove piove due giorni e si parla di alluvione, piove tre giorni si parla di nubifragio, piove quattro giorni si parla di inondazione, di diluvio universale. Ma quando mai, ma dove? Questo non è un paese di alluvioni, questo è un paese di pioggerelline che diventano della catastrofi a causa degli stessi killer che hanno fatto fuori trecento persone a L’Aquila, e a Onna e in altri posti.
Il killer non è il terremoto. Il killer è la cultura craxiana e poi berlusconiana dei condoni edilizi! Questo è ciò che va nascosto. Naturalmente, indirizzando il treno su quell’unico binario, chiunque non stia in quel binario è un pazzo. Ti metti a fare polemica proprio mentre fanno i funerali? Oppure appena fatti i funerali? Oppure devono ancora fare i funerali e tu fai polemica? Certo! Proprio perchè ci sono i funerali, faccio polemica. Guardate che la vignetta di Vauro, che è stata spacciata come un oltraggio ai caduti, era il più bell’omaggio che si potesse fare ai caduti, perchè indicava con una battuta di houmor nero il piano casa, ultimo aborto malato della cultura dei condoni e del “costruite dove cavolo vi pare” in connessione con in funerali. Era un omaggio ai caduti andando a indicare il killer di quei caduti. Guardate che se non ci fosse stato il terremoto, il gioro dopo o due giorni dopo sarebbe passato in forma di decreto un piano casa che derogava a gran parte delle norme antisismiche, e che consentiva di appesantire fino al 30% edifici che già crollavano o erano potenzialmente crollanti in presenza di scosse sismiche ma anche senza scosse sismiche. Questo è un paese pieno di case abusive che non possono essere abbattute e che continuano ad essere abitate, perchè condonate nell’84 da Craxi, nel ’94 da Berlusconi e nel 2003 da Berlusconi. E questo era un condono preventivo! Invece di sanare le porcherie a posteriori, io vi dico che potete fare delle porcherie e sono già sanate prima ancora che cominciate a farle. E così, quando crolleranno le case con il 30% in più di roba, faranno il 30% in più di danni, perchè pesano il 30% in più! Allora, voi capite perchè Gianfranco Fini, che pure per tanti motivi in questo periodo è uno dei politici più accettabili o meno inaccettabili, se ne è uscito con quella frase “L’unica stonatura è stata Annozero“. Secondo me un giornalista che si sente dare dello stonato è il migliore dei complimenti. Questi non si rendono nemmeno conto di fare dei complimenti, pensando che non siano insulti. Stonato cosa vuol dire? Che non bela nel gregge, che non canta nel coro, ed è proprio la ragione per cui facciamo i giornalisti.

Io non la vedo così disperata. E’ vero che secondo FreedomHouse siamo a livello dell’Isola di Tonga. E’ vero che vediamo ogni giorno come viene pilotata la nostra attenzione. Però se noi riusciamo a capire quali sono i meccanismi in base ai quali veniamo quotidianamente presi per il culo, quei meccanismi poi, almeno con chi li ha capiti, non attaccano più, non funzionanon più. Tra l’altro, chi è stato abitutato in questi anni a mettere in atto quei meccanismi, è poco abituato non solo al contraddittorio, ma anche all’invenzione di scuse plausibili. Io francamente l’ho detto a Ghedini giovedì sera, gli ho detto “Mi aspettavo che Berlusconi se la inventasse meglio, la storia di Casoria, perchè quella è una storia che è un’offesa all’intelligenza media. E’ una storia che se lei, avvocato Ghedini, avesse avuto tempo di scrivegli i testi, glieli avrebbe scritti meglio. Ricorda quando il bambino che non ha studiato dice ‘è morta mia zia’, dopodichè alla quindicesima zia che muore la maestre comincia a dire ‘va beh, insomma, quante zie hai?’“.
Io vedo che c’è una scarsa abitudine alle domande che poi sta peggiorando anche la qualità delle bugie. Nel senso che sono talmente abituati a mentire e a non essere smentiti, che poi cominciano a raccontare delle bugie talmente incredibili che alla fine persino qualche loro elettore, per quanto decerebrato, comincerà ad avere qualche dubbio. Io credo che la storia del messo comunale che convoca il capo del governo e che gli impone una visita a Casoria, sia incredibile per chiunque abbia mai visto Casoria e anche chi l’abbia soltanto immaginato Casoria. E allo stesso modo l’idea che un terremotino, che non fa danni in nessun paese del mondo da noi compia una strage, non può essere nascosta da chi ci dice “E’ stata una tragica fatalità!“, oppure “E’ stato l’evento più nefasto del secolo!“, come ha detto quello che ha lo scudetto e la maglia della nazionale e che è esperto in vaccinazioni di bambini, e che poi da del non laureato agli altri che invece avevano previsto il terremoto. Ecco, questa è la cosa che a me da un minimo di speranza: che da un lato aumenti il numero delle persone che cominciano a farsi furbe – lentamente ma sicuramente aumentano -; dall’altro, che la pessima qualità delle bugie che ci vengono raccontate comincino a seminare qualche germe di dubbio, anche nelle teste più formattate e più imbottite. Io mi rendo conto che anche sforzi individuali, come quelli che fa Carlo Vulpio, come quelli che fanno due singole trasmissioni – perchè poi non è che stiamo scialando. Stavolta se arriva l’Editto Bulgaro, si occupa di due trasmissioni e poi ha chiuso la partita, insomma. Una è Report, l’altra non la cito perchè è conflitto di interessi. Per il resto non c’è più niente da chiudere, non è come nel 2002 dove c’erano quatto, cinque, sei trasmissioni -, proprio perchè sono sforzi individuali catalizzano sempre più l’attenzione di quelli che non se la bevono. Gli Apoti, come li chiamava Prezzolini. Etimologicamente: a-Poti, non la bevo. Ecco, quelli che non la bevono si concentrano in questi pochi segmenti, queste poche oasi, questi pochi villaggi di Asterix, affollando sempre più gli ascolti. Giovedì sera c’erano cinque milioni di persone, non per sapere del divorzio, ma per sapere quali balle aveva raccontato il Cavaliere a Porta a Porta, perchè che avesse raccontato delle balle l’avevano capito in tanti. Per vedere la smentita hanno capito dove dovevano andare. Questo è abbastanza incoraggiante perchè cinque milioni di persone significano un elettore attivo su sei. Questo vuol dire che anche un due o tre voci stonate, come direbbe il Presidente Fini, comunque danno enorme fastidio, o almeno mi piace illudermi che sia così. D’altra parte, se non dessero fastidio le voci stonate, per quale motivo si scatenerebbero tanto per metterle a tacere. Fidiamoci di loro! Se loro si scatenano così tanto a mettere a tacere Vulpio e pochi altri, vuol dire che per quanto inutili ci possiamo sentire singolarmente, forse in realtà non abbiamo mai riflettuto sul fatto che siamo un po’ meno inutili di quanto ci vogliano far credere.

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