Poteri occulti in Italia

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Società segrete e logge massoniche a primo impatto potrebbero sembrare un retaggio del passato, appartenenti ad una antica tradizione di associazionismo ormai lontano dall’apparente trasparenza che media e politici ostentano quotidianamente in Italia.

Eppure una sorta di “revival” politico e culturale sta prendendo piede negli ultimi anni nel nostro Paese. Tra le varie riesumazioni storiche, alcuni tornano a parlare della P2 (propaganda due), una loggia massonica segreta nata con lo scopo di raccogliere figure di primo piano della politica e della amministrazione statale allo scopo di stravolgere la struttura sociale e politica italiana. Durante il regime fascista la loggia Propaganda fu sciolta e rifondata dopo la Liberazione col nome di Propaganda 2. Nel 1970 fu delegata la gestione della Loggia a Licio Gelli schieratosi sia col fascismo (combattè nella guerra civile spagnola e fu agente dei nazisti durante l’occupazione della Jugoslavia), che con l’antifascismo.
Durante il periodo della sua gestione Gelli intessè rapporti con personalità influenti nella società italiana e dato più agghiacciante, ha redatto un documento denominato: Piano di Rinascita Democratica, sequestrato alla figlia nel luglio ’82, che trova preoccupanti riscontri con la attuale realtà politico-sociale italiana, tra i quali la formazione di due grandi schieramenti: uno a destra e uno a sinistra; la facilitazione di una rottura tra i sindacati.

IL TESTO E’ AL SEGUENTE LINK: http://www.loggiap2.com/piano_di_rinascita.htm

Negli anni Ottanta fu istituita una commissione parlamentare d’inchiesta che approfondì i rapporti della loggia con la realtà politica e istituzionale italiana, cncludendo con una relazione che rese nota una lista (anche se incompleta) di tutti gli iscritti; la giudicò «un complotto permanente che si plasma in funzione dell’evoluzione della situazione politica ufficiale»; mise in luce il legame della massoneria italiana con quella americana, favorito dal reverendo Frank Gigliotti, successivamente agente cia, responsabile anche della mafia italiana negli Stati Uniti; sottolineò che la presenza di alcuni imprenditori si poteva spiegare con i benefici economici che il legame con alti dirigenti di imprese pubbliche e banche poteva potenzialmente portare loro, per esempio sotto forma di credito concesso in misura superiore a quanto consentito dalle caratteristiche dell’impresa da finanziare (tra tali imprenditori viene citato Silvio Berlusconi).

A conferma di quest’ultimo aspetto, Gelli, in una intervista del 5 dicembre scorso, ha raccontato la cerimonia di iniziazione del Cavaliere alla loggia massonica P2: «Berlusconi è stato nella P2 per 5 anni. Venne iniziato nella nostra sede di 400 metri quadri di via condotti a Roma nell ultimo palazzo che ospita il gioielliere Bulgari. La sede era intestata a un nome di copertura perchè allora avevamo sei ministri e le cupole dei servizi, della giustizia e della stampa: non potevamo certo segnalate la loggia. Al momento dell iscrizione vengono consegnati due paia di guanti bianchi. Un paio restano al neofita come simbolo di pulizia. L’altro lo deve regalare alla sua donna del cuore.» L’iscrizione, secondo gli atti della commissione P2, risalirebbe al 26 gennaio 1978, mentre la scoperta della loggia è di soli tre anni dopo. Forse Gelli sbaglia o forse il Presidente, come qualcuno in passato ha scritto, era già massone “all’orecchio”. In passato ha ammesso solo un’adesione alla P2 e ha negato la cerimonia. Ma è stato considerato spergiuro e amnistiato per falsa testimonianza. Una cosa è certa: Gelli è “appagato” dal suo governo. Anche se osserva: «Troppe amnistie e troppo lassismo con immigrati e magistrati», che tra l’altro hanno condannato Previti (“Un amico innocente”), (Intervista a Gelli tratta da un articolo de “L’Espresso” N.49, dicembre 2008)

L’attualità della P2, ufficialmente sciolta da anni, è quindi più reale che mai, se si considera il testo del Piano di Rinascita che impone limitazioni per la libertà del cittadino e corrode dall’interno gli elementi essenziali costituzionalmente riconosciuti in Italia; le proposte del documento riguardano, tra i temi salienti la formazione di due grandi schieramenti: uno a destra e uno a sinistra; la facilitazione di una rottura tra i sindacati; nel campo dell’istruzione favorire un principio meritocratico nella scuola e abolire la validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università); l’abolizione della RAI come rete pubblica.Preoccupa anche il fatto che lo stesso Gelli, in una recente intervista ha ribadito l’attuazione del testo da lui redatto durante il periodo di governo degli ultimi anni. Gelli ha infatti dichiarato: «Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa»Una semplice premonizione o un preciso piano prestabilito? www.climatrix.org

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