Influenza suina: vietato morire

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Fonte: http://www.internazionale.it/interblog/?blogid=40

È già arrivata o no la febbre suina in Cina? In internet la domanda si ripete. Identica anche la risposta: assolutamente no. Alle prime notizie allarmistiche, il governo – non ancora guarito dalla cicatrice della Sars – si è portato avanti, fin troppo. Immediatamente ha bandito le importazioni di carni suine dal Messico (nonostante gli studiosi continuino ad assicurare che mangiare carne di maiale non comporta alcun rischio). Ha lanciato importanti campagne di informazione nelle scuole e predisposto meticolosi controlli negli aeroporti. L’ultima notizia è che le agenzie di assicurazione rimborseranno i clienti in ritorno da viaggi all’estero eventualmente colpiti dalla malattia. Come dire: prima o poi arriverà anche qui…In effetti la notizia di possibili casi sospetti circola già su qualche blog. Studenti ricoverati in quest’ospedale, controlli serrati in quell’altro… In risposta, la stampa ufficiale batte i contagi accertati dei vicini di casa Corea e Thailandia, e ribadisce il ”niente pericolo in Cina”. Certo che, ad ascoltare le dichiarazioni di qualche settimana fa di un medico della provincia Henan sull’epidemia mani, piedi e bocca (Hfmd, un’infezione che colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni), qualche dubbio viene. ”Nessuno ci deve morire fra le mani. Quando è scoppiata l’epidemia, un anno fa, le autorità l’hanno tenuta nascosta come avevano fatto con la Sars e l’aviaria. Solo dopo le denunce della stampa sono stati costretti a riconoscere la gravità della situazione. I medici vivono sotto pressione: hanno ricevuto l’ordine di non far morire nessun paziente affetto da Hfmd. Così sui referti scrivono diagnosi che parlano di malattie comuni come febbre o diarrea, e subito dopo trasferiscono o dimettono i malati”, scriveva il settimanale Caijing. La stessa legge potrebbe valere per la febbre suina. Vietato morire. La popolazione si informa, ascolta le raccomandazioni delle autorità e attende con rassegnazione l’annuncio del primo caso ufficiale.

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