Treviso: erbicidi nelle colline del prosecco

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Fonte: http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8880&PHPSESSID=e4a936af1885f287f566720dfa902c4c

di Gianluigi Salvador, Luciano De Biasi – Comitato locale WWF Villorba

Gli erbicidi disegnano righe spettrali (e mortifere) nelle colline del prosecco (che l’Unesco dovrebbe tutelare come patrimonio dell’Umanità). Paesaggi spettrali si delineano lungo le colline del prosecco papabili di tutela addirittura dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità”.

Qual è la causa di questo spettacolo innaturale?
L’annaffiamento abbondante di “erbicidi” lungo le righe disegnate dai filari delle viti di prosecco.
Il colore rossastro dei ciuffi d’erba letteralmente essiccati dalle sostanze chimiche che li hanno soffocati disegnano righe con effetto “giallo-rosso-secco” che contrastano in modo stridente con il colore verde intenso dell’erba rimasta incolume fra i filari (vedi foto qui sotto).

La convenienza economica di produrre a costi sempre più bassi in barba ad aspetti agronomici e di qualità dei prodotti fa sì che la flora erbacea non sia più “un’alleata contro l’erosione, nel mantenimento della sostanza organica nel terreno, nel controllo del vigore vegetativo della vite, nel miglioramento dei parametri enologici, nell’aumento della biodiversità e quale contributo all’aspetto scenografico del paesaggio” ma “un’erbaccia nel vigneto che si deve combattere con una lotta senza quartiere”. Rispetto al taglio dell’erba ed al suo utilizzo come “pacciamatura”, applicabile in “piccole e specifiche situazioni”, gli “erbicidi sono efficaci, facili da applicare, ma soprattutto, hanno un rapporto costo beneficio molto positivo” (Centro Ricerche Agricoltura – Conegliano).

Tralasciamo brevemente il beneficio economico ed esaminiamo più attentamente il costo sociale.
Quali sono questi “erbicidi” ?
Dai dati ARPAV rileviamo che nel 2007, nella provincia di Treviso, sono stati impiegate 55 tonnellate di “Glyphosate” ed 8 tonnellate di “Glufosinate ammonium”.
Acqua fresca?
Tutt’altro !!!!
Il “Glufosinate ammonium” è stato recentemente mosso al bando dalla Comunità Europea perché classificato CMR (C=carcinonogenic; M=mutagenic; R = classified as Toxic for reproduction).
(vedi elenco dei pesticidi messi al bando dalla UE con la Direttiva approvata il 19 gennaio scorso)
Inoltre, secondo i dati in letteratura rilevati del Prof. Gianni Tamino, il Glufosinate-ammonio è correlato a disturbi neurologici, respiratori, gastrointestinali, ematologici e a difetti di sviluppo dei neonati nell’uomo.
E’ tossico per le farfalle e numerosi altri insetti benefici come pure per le larve delle cozze ed ostriche, per la Dafnia e per alcuni pesci d’acqua dolce come la trota arcobaleno.
Inibisce batteri e spore benefici della terra specialmente quelli che fissano i composti azotati.

Il Glifosate e’ la più frequente causa di problemi e avvelenamenti in Italia (Sistema Nazionale di Sorveglianza delle Intossicazioni Acute da Fitosanitari (SIAF) – rapporto 2005). Disturbi di molte funzioni del corpo sono state riportati dopo l’esposizione a normali livelli d’uso. E’ quasi raddoppiato il rischio di aborto spontaneo ritardato e i bambini nati dai lavoratori esposti hanno evidenziato un livello elevato di deficit neurologici.
Il Roundap (il preparato della Monsanto a base di Glifosate ) provoca un’alterazione della mitosi cellulare che può essere collegata al tumore presente nell’uomo.
Il Glifosate provoca ritardi nello sviluppo dello scheletro nel feto dei ratti di laboratorio.
Inibisce la sintesi degli steroidi ed è genotossico nei mammiferi, nei pesci e nelle rane.
E’ letale e altamente tossico per i lombrichi.

Inoltre il glifosate è uno dei pesticidi maggiormente presente nelle falde acquifere sotterranee.
(L’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ex APAT, nel comunicato del 18 dicembre 2008 denuncia come aumenti l’incidenza (siamo al 37%) dei campioni di acque con presenza di pesticidi eccedenti i limiti di legge (0,1 μg/l). Non c’è da meravigliarsi perché gli ultimi dati dell’Istat indicano un aumento considerevole dell’impiego di diserbanti.

La domanda finale è sempre la stessa: DOVE VOGLIAMO ANDARE ?
Siamo consapevoli che la smania di far soldi, tanti e presto, ci porta alla cecità ?
Cosa ne facciamo della ricchezza facile quando siamo gravemente ammalati (o peggio morti?).
La rincorsa ad una ricchezza effimera che interessa solo una minima parte degli abitanti mentre danneggia e fa ammalare il resto della popolazione. Una smania che sta uccidendo gli ecosistemi locali e la biodiversità. Cosa vogliamo lasciare dietro di noi, la distruzione e l’inquinamento totale ?
Fermiamoci un attimino….e riflettiamo. Finchè siamo in tempo…..

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