OGM: la minaccia “ delle super cattive erbe” s’amplifica.

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Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2009/04/ogm-la-minaccia-delle-super-cattive.html

Cinque mila ettari di coltura di soia Transgenica sono stati abbandonati dagli agricoltori georgiani, e 50.000 altri sono seriamente minacciati da una cattiva erba la cui eliminazione è divenuta impossibile. Intanto il fenomeno si estende ad altri stati. La causa: un gene resistente ai diserbanti che ha apparentemente fatto il “grande salto” tra il seme della pianta, che avrebbe dovuto proteggere, e l’amaranto, una pianta allo stesso tempo indesiderabile e invadente… …

Nel 2004, un agricoltore di Macon, al centro della Georgia (all’est degli Stati Uniti), applica alle sue colture di soia un trattamento diserbante al Roundup, come d’abitudine. Stranamente, osserva che alcune piantine d’amaranto (Amarantus retroflexus L.), una pianta parassita, non sembra soffrirne…Eppure, questo prodotto è elaborato a partire di glifosfato, allo stesso tempo il diserbante più potente e più utilizzato negli Stati Uniti.

Da allora, la situazione è peggiorata. Attualmente, solo in Georgia, 50.000 ettari sono infestati e numerosi agricoltori sono stati obbligati a strappare, quando è stato possibile considerando la vastità delle colture, le loro cattive erbe alla mano. L’epicentro del fenomeno, 5mila ettari, è stato semplicemente abbandonato.

Come siamo arrivati là?

Tutti i campi vittime di questa cattiva erba erano stati seminati con semi Roundup Ready, prodotti dalla società Monsanto. Queste comportano sementi che hanno ricevuto un gene resistente al Roundup, un diserbante anche esso prodotto da Monsanto. L’argomentazione pubblicitaria della ditta si basa sul costo inferiore rappresentato dal trattamento d’una cultura così protetta contro un diserbante totale al quale è diventata insensibile, piuttosto che l’applicazione d’un diserbante selettivo, più caro a l’acquisto.

Secondo un gruppo di scienziati del Centre for Ecology and Hydrology, organizzazione britannica di Winfrith (Dorset), ci sarebbe stato un trasferimento di geni tra la pianta OGM ed alcune erbe indesiderabili, come l’amaranto. Benché considerato come molto debole, poiché non è stato mai individuato durante i test, il rischio non sarebbe tuttavia nullo.

Per Brian Johnson, genetista e ricercatore britannico, specializzato, tra l’altro, nei problemi collegati all’agricoltura, non c’è alcun dubbio:E’ sufficiente che un solo evento (incrocio) riesca su molti milioni di possibilità. Appena essa è generata, la nuova pianta è titolare d’un vantaggio selettivo enorme, e si moltiplica rapidamente. Il potente diserbante utilizzato, a base di glifosfato e d’ammonio, ha esercitato sulle piante una pressione enorme che ha aumentato la loro velocità d’adattamento.

La ditta Monsanto non nega il problema. Durante un’intervista accordata alla rete televisiva France24, Rick Cole, responsabile dello sviluppo tecnico, ha ritenuto che queste “super cattive erbe” (superweeds, un termine ormai spesso usato) possono essere controllate. Tuttavia, un comunicato che emana direttamente dalla ditta annuncia che i rappresentanti incitano gli agricoltori ad alternare Roundup ed un altro diserbante come il 2-4-D (acido 2,4-dichlorophénoxyacétique). L’amaranto vi saluta……

Frattanto, l ‘amaranto “mutante” va bene e prolifera. Ogni pianta produce in media 12.000 semi all’anno, e queste possono restare in stato di vita sospesa da 20 a 30 anni prima di germinare, quando le condizioni sono favorevoli. Profondamente radicate, sono molto difficili da strappare, come lo constatano numerosi agricoltori, non soltanto in Georgia ma anche in Carolina del sud, Carolina del Nord, Arkansas, Tennessee e Missouri, costretti a passare al désherbage manuale … o abbassare le braccia.

Altri agricoltori prevedono di rinunciare all’OGM e ritornare ad un’agricoltura tradizionale. Così Alan Rowland, produttore e commerciante di sementi di soia a Dudley (Missouri), afferma che più nessuno gli chiede semi Monsanto di tipo Roundup Ready mentre questo settore rappresentava l’80% del suo commercio non molto tempo fa. Oggi la domanda di semi tradizionali è molto forte ed i semi OGM sono scomparsi dal suo catalogo.

Stanley Culpepper, specialista delle cattive erbe a l’università di Georgia, annuncia che molti agricoltori americani sono infatti desiderosi di tornare a sementi tradizionali, non soltanto a causa della resistenza delle piante parassite, ma anche perché “l’utilizzo degli OGM diventa sempre più costoso e tutto si gioca su una questione di redditività“, afferma da parte sua Alan Rowland.

Una mancanza flagrante di statistiche e di informazioni

Si potrà tuttavia deplorare la mancanza di precisione dei dati statistici che permettono di quantificare la relazione tra sementi OGM, numero di semenzali resistenti apparsi e quantità di diserbante utilizzato. Nel 2008 infatti, mentre i mass media agricoli americani riferivano sempre più casi di resistenza, il governo degli Stati Uniti ha praticato importanti tagli di bilancio che hanno forzato il ministero di l’Agricoltura a ridurre, quindi arrestare alcune delle sue attività.

Tra l’altro, il programma di ricerca statistica sugli antiparassitari ed i rischi associati ai prodotti chimici su colture come il cotone, il granoturco, la soia ed il grano è stato sospeso, a gran danno degli scienziati. “Non sarei sorpreso che Monsanto abbia condotto una campagna di lobby discreta per porre fine al programma“, accusa Bill Freese, del centro per la sicurezza alimentare degli Stati Uniti (USDA), dichiarando pubblicamente la sua insoddisfazione.

Articolo originale di futura-sciences

Traduzione di Giuditta

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