Freedom House: libertà di stampa in Italia (2008)

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Fonte: http://italiadallestero.info/archives/5158

Articolo di , pubblicato domenica 3 maggio 2009 in USA.
[Freedom House]
In Italia la libertà di parola e di stampa sono costituzionalmente garantiti e generalmente rispettati, nella pratica, nonostante le attuali preoccupazioni per quanto riguarda la concentrazione della proprietà dei mezzi di comunicazione. La legge Gasparri del 2004 sulla radiotelevisione, che ha introdotto una serie di riforme (comprese le preparazioni per il passaggio dalla radiodiffusione analogica a quella digitale), è stata fortemente criticata per aver fornito misure rivelatesi successivamente utili agli interessi del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, consentendogli di mantenere il controllo sul mercato dei mezzi di comunicazione privati.
Le cause per diffamazione hanno continuato a colpire giornalisti italiani per tutto il 2007. In effetti, due cause separate sono state intraprese da personaggi politici. Il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli ha citato in causa il settimanale privato “L’Espresso” per aver asserito che egli abbia usato un viaggio ufficiale per motivi personali. Separatamente, il deputato Ferdinando Adornato ha citato “Il Giornale” per un articolo che criticava l’acquisto di un appartamento presso un’agenzia del governo come esempio di eccessivi privilegi politici.
A gennaio, il governo ha approvato nuove norme antirazziste che criminalizzano la negazione dell’olocausto e altre forme di incitamento all’odio che prevedono fino a 4 anni di carcere. Nel mese di ottobre, dei funzionari hanno confiscato delle bottiglie di vino con immagini di Adolf Hitler sulle etichette grazie a questa nuova legge. Separatamente, a giugno, la Camera dei Deputati ha approvato a stragrande maggioranza un disegno di legge sulla intercettazioni telefoniche.
Se passa al Senato, la legge sarà una minaccia per la libertà di informazione, consentendo la distruzione di registrazioni telefoniche una volta terminato il processo legale in cui è stata usata. La legge dovrebbe anche consentire allo Stato di multare o incarcerare i giornalisti che pubblicano queste registrazioni, una volta finita l’inchiesta. Nel mese di dicembre, la casa di Giuseppe D’Avanzo, giornalista per il quotidiano “La Repubblica”, è stata perquisita in risposta a un suo articolo sui presunti tentativi di Berlusconi di corrompere senatori italiani. Il racconto sosteneva che Berlusconi aveva promesso una posizione del suo governo ad un senatore dell’opposizione se avesse aiutato l’ex primo ministro a far cadere il governo di Romano Prodi. Aggressioni fisiche contro i giornalisti in Italia sono rare, anche se devono affrontare alcune intimidazioni e minacce da parte di gruppi di criminalità organizzata, in particolare nel sud.
Sotto il primo governo Berlusconi, il paese ha sofferto di una insolitamente alta concentrazione di proprietà dei mezzi di comunicazione rispetto agli standard europei. Attraverso le sue aziende private e il potere politico sulle reti della televisione di Stato come Presidente del Consiglio, Berlusconi ha controllato il 90% delle trasmissioni del paese, durante il suo governo 2001-06.
Con l’elezione di Prodi nel 2006, la palese interferenza del governo nei contenuti dei mezzi di comunicazione è diminuita entro il 2007, ma gran parte del settore privato radiotelevisivo rimane nelle mani della famiglia Berlusconi. La concentrazione continua ad essere un problema, con la RAI dello Stato e la Mediaset di Berlusconi che controllano l’87,5% della quote del mercato. Tuttavia, nel febbraio 2006 la relazione del Consiglio d’Europa ha affermato che, nonostante la concentrazione della proprietà dei mezzi di trasmissione in Italia, nel paese vi è una notevole diversità di contenuto di notizie e di altri mezzi di comunicazione. La stampa, capitanata da diversi quotidiani nazionali (due dei quali sono controllati dalla famiglia Berlusconi), continua a fornire opinioni politiche diverse, comprese quelle che sono critiche nei confronti del governo.
Il governo in generale non limita l’accesso a Internet; nel 2007 circa il 57% della popolazione ha accesso a questa mezzo di comunicazione. In realtà, i blog sono diventati un importante fonte di notizie per molti italiani. Uno di questi blog, beppegrillo.it, gestito dal popolare comico italiano Giuseppe Grillo, è stato classificato tra i 10 blog più visitati al mondo e riceve regolarmente oltre 1000 commenti per ogni post. Tuttavia, il governo può bloccare siti internet esteri, se in contrasto con il diritto nazionale, e la polizia controlla regolarmente i siti per la pornografia infantile, che è illegale. Dopo gli attentati di Londra del 2005 da parte di estremisti islamici, il Parlamento italiano ha approvato una nuova legge antiterrorismo che richiede agli internet café di ottenere una licenza governativa per poter operare, legalizza la sorveglianza internet e obbliga glli utenti degli internet café a mostrare una foto di riconoscimento.

[Articolo originale “Press Freedom / Italy”]

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