Islam, pregiudizio e orgoglio

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Fonte: http://www.internazionale.it/interblog/index.php?itemid=2815

Non mi piacciono i film di fantascienza. Li trovo noiosi e insulsi, e non capisco proprio come la gente possa appassionarsi al genere. Anzi mi deprimono. Alcuni sono violenti. Roba da barbari sottosviluppati. A volte mi fanno perfino paura e in ogni caso consiglio di evitarli.Confesso però che non ho mai visto un film di fantascienza in vita mia. Nemmeno uno. E credo che quando si parla di Islam molti ragionino pressappoco così. Cosa si sa dell’Islam? E’ la religione che non mangia maiale, anche se non è la sola.La religione di Bin Laden. La religione del velo. La religione dei talebani con la barba. La religione che opprime le donne. La religione di chi non ha senso dell’umorismo e scatena un putiferio per le vignette danesi. La religione di chi prega a quattro zampe.Per darvi un paio di cifre in Italia i musulmani e le musulmane sono quasi 1 milione e mezzo, tra stranieri, italiani e italiani di origine straniera; 700 le moschee e/o sale di preghiera.Poi c’è quell’altra cosa che si chiama islamofobia.Dal sito del giornalista neo-con Daniel Pipes apprendo che si tratta di un termine inventato in Gran Bretagna. “Il neologismo islamofobia venne lanciato nel 1996 da un’auto-proclamata ‘Commissione sui musulmani britannici e l’islamofobia’. Il significato letterale del termine è quello di ‘eccessiva paura dell’Islam’, ma viene impiegato nel senso di ‘pregiudizio contro i musulmani’ e va ad aggiungersi ad altre 500 fobie che abbracciano di fatto ogni aspetto della vita”.Mi è venuto da ridere. Non ci avevo pensato in questi termini: islamofobia come claustrofobia, agorafobia, acluofobia, sessuofobia, batofobia, aracnofobia.C’è gente che ha paura dei ragni e gente che ha paura degli imam.Non sono così convinta che si tratti solo di una fobia tra le tante. Come nel caso della xenofobia, dell’omofobia e di altra paure sociali c’è di mezzo altro: una marea di pregiudizi, il disprezzo, e soprattutto la stupida convinzione di essere legittimati a esternare questa ‘paura’, che in fin dei conti è più simile all’odio. Non si è acluofobi nello stesso modo in cui si è xenofobi.Non si ha paura del buio come si ‘ha paura’ di uno straniero: non si aggredisce il buio, però si fanno le ronde.Non si costruisce una campagna elettorale sulla paura degli spazi angusti e soffocanti, ma sulla sicurezza e contro gli immigrati sì. Il Vaticano non si preoccupa del panico da altitudine ma delle unioni omosessuali. Ovvio allora che alcune ‘paure’ dilagano e assumono un peso specifico collettivo rispetto ad altre che rimangono confinate nella sfera privata. Alcune hanno consistenza politica, altre volendo si curano dallo psicologo.Ma posto che l’islamofobia abbia davvero a che fare con la paura, mi chiedo se qualcuno si sia mai inventato un test di quelli con risposta multipla da fare sotto l’ombrellone che si concludono con ‘se hai una maggioranza di riposte a b c d’.Un test per misurare quanto sei islamofobo. Oppure: che tipo di islamofobo sei? Con domande stile – se vedi una donna velata e vestita di nero….:A) Tiri dritto e acceleri il passo temendo che si faccia saltare in ariaB) Grugnisci imitando un maiale e piegandoti in due dalle risateC) Le dici ‘parliamone posso aiutarti’ con aria compassionevoleD) Pensi che nel terzo millennio una roba del genere sia intollerabile, quindi gli strappi il velo di dosso e compiaciuta le annunci che finalmente è libera Direi che A) è islamofobo;B) è un cretino, quasi quanto Calderoli che suggeriva di organizzare il maiale-day contro la costruzione della moschea di Bologna; C) è una donna che non riesce proprio a immaginarsi che qualcuna al mondo voglia indossare il velo senza essere stata costretta o picchiata dal marito per farlo;D) è una donna che pensa che se anche qualcuna davvero il velo vuole metterselo per sua scelta è deficiente e offende la categoria. Quindi va svelata, poi capirà che è meglio così.C e D mi sembrano due risposte comuni a una certa sinistra progressista. Quella sinistra progressista e laica che se la prende con l’Islam dal punto di vista dei diritti umani e dei diritti delle donne in particolare.Non starò qui a difendere il velo come strumento di emancipazione femminile, visto che non credo che lo sia.Non starò qui a difendere una serie di pratiche annesse e connesse alle culture islamiche che giudico inaccettabili, in modo analogo a quelle di tante altre culture.Ma credo che la risposta della laicità a tutti i costi sia una risposta sorda, che fatica a distinguersi dal coro delle voci islamofobe intrise di razzismo e sentimenti di superiorità culturale.Laico è bello ma non basta. Dipende da quello che ci metti a fianco. Un’occupazione militare laica non è bella. Un capitalismo laico non è bello. Una destra laica non è bella per niente.Quindi nemmeno una discriminazione laica è bella. Quanto all’islam, davvero, non è solo roba da sfigati.Si può essere musulmani e contenti. Musulmani e laici. Musulmani e perfino intelligenti.Si può essere musulmani con tante sfumature. Con il velo o senza, con poche o tante preghiere, online o dal vivo, punk o rock.Più o meno halal, più o meno haram.C’è chi pensa il contrario e obietterà, come mi è già capitato, che non esiste l’islam-fai-da-te. Che non si tratta di un supermercato in cui scegli quello che ti piace, prendi tre e paghi due, oppure esci con il carrello vuoto. Ma la disputa tra ortodossi e eterodossi è aperta e fa bene.E per finire. Per chi ha tempo e voglia da oggi 4 maggio va in onda alle 23.30 su Radio 3 per due settimane (dal lun. al ven.) una serie in dieci puntate: Jamila, Ahmed e gli altri. Storie di musulmani d’Italia. A proposito di veli, moschee, conversioni, matrimoni, divieti, digiuni, idiosincrasie e tutto il resto. Raccontando che l’Islam non è una cosa sola, ma tante.04 mag 2009 – posted by Jamila Mascat

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