L’influenza suina, il Tamiflu e l’esercito italiano

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Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/04/linfluenza-suina-il-tamiflu-e-lesercito.html

Traggo dal sito granma.cu il seguente articolo

Emittente del Nicaragua associa la febbre porcina alla guerra chimico-biologica

PL – L’emittente nicaraguense Radio La Primerísima ha trasmesso un allarme sull’elaborazione delle armi chimiche nei laboratori del Pentagono e sui milionari benefici per le transnazionali farmaceutiche.

L’emittente, nello spazio dedicato alla febbre porcina ha segnalato nello spazio di stampa situato nella sua pagina digitale che cita un’informazione di Radio Pacífica, sull’attuale epidemia che minaccia il mondo.

Nel caso della febbre e delle case farmaceutiche, si riferisce ai Laboratori Gilead Sciences Inc, diretti Donald Rumsfeld, ex segretario alla Difesa statunitense, che ha i diritti sul farmaco “Tamiflu”.

Questo medicinale si vende come rimedio per l’influenza ed ha già fatto guadagnare cifre stratosferiche con l’influenza aviaria.

La Primerísima ha segnalato che un rivelatore lavoro d’investigazione di Informativo Pacífica, elaborato dal collettivo giornalistico che ha la base in California Pueblos Sin Fronteras, pone vari interrogativi che i media egemonici di comunicazione hanno dimenticato di considerare, nel loro affanno di provocare terrore.

Qual’è origine del nuovo virus che ha già ammazzato un centinaio di persone in Messico?

Un rapporto di Fernando Velázquez su un articolo dell’investigatrice Lori Price nel sito web globalresearch.ca , intitolato “L’influenza tocca le note della tortura”.

Il testo segnala che la febbre porcina fabbricat probabilmente nei laboratori militari degli Stati Uniti è finita sui memorandum sulla tortura ordinata dalla CIA contro i prigionieri a Guantánamo, Abu Ghraib, ed in altre prigioni segrete.

Price sottolinea nel suo studio che l’attuale isteria provocata dal virus porcino potrebbe apportare grandi guadagni a Donald Rumsfeld.

L’ex segretario alla Difesa è direttore da 20 anni del laboratorio Gilead Sciences, Inc., la firma con sede in California che fabbrica ed ha i diritti sul “Tamiflu”, presunto rimedio per malattie che terrorizzano il mondo.

I comunicatori degli USA indicano che il laboratori militarizzati in tutti gli USA perfezionano armi biologiche con i virus porcini aviari, l’asiatico e altre malattie per le quali non esiste risposta immunologia.

Per esempio il gornalista Fernando Velázquez ricorda il libro “Uccidendo la speranza”, in cui William Bloom ricorda come nel 1971 la CIA consegnò a degli esiliati cubani un virus che provocò la febbre porcina africana nell’Isola di Cuba.

Sei settimane dopo, un’epidemia della malattia obbligò il governo cubano a sacrificare mezzo milione di maiali.

Dieci anni dopo la popolazione fu attaccata da un’epidemia di dengue trasmessa dalle zanzare che fece ammalare 300.000 persone, uccidendone 158 tra le quali un centinaio di bambini piccoli. Il dengue prima non esisteva in Cuba (Traduzione Granma Int.)

Traggo dal sito Mala cibus currunt il seguente articolo


Il 13 novembre 2006, Roche la farmaceutica che detiene i diritti di sfruttamento del TAMIFLU, l’antivirale indicato come la via d’uscita dalla pandemia influenzale suina, invia una comunicazione riservata alla FDA statunitense.

“Spett.le FDA, dobbiamo allertare i professionisti della salute degli eventi neuropsichiatrici collegati all’uso del TAMIFLU in pazienti affetti da influenza. L’assunzione di TAMIFLU è associata a casi di sintomi neurologici e del comportamento che possono comprendere eventi quali, allucinazioni, delirio e comportamento anormale, con conseguente esito mortale. Siamo in possesso di rapporti postmarketing (principalmente dal Giappone) di casi di delirio e comportamento anormale, che conducono a autolesionismo in alcuni casi con esito mortale in pazienti con influenza che stavano ricevendo TAMIFLU. Poichè questi eventi sono stati segnalati volontariamente durante la pratica clinica, non siamo in possesso di dati per effettuare una valutazione di frequenza, tuttavia sembra di poterli associare all’uso del TAMIFLU. Questi eventi sono stati segnalati soprattutto tra i pazienti pediatrici (in 12 pazienti pediatrici l’esito è stato fatale) e spesso hanno avuto un esordio brusco. I pazienti con influenza dovrebbero essere controllati molto attentamente per i sintomi di comportamento anormale. Se i sintomi neuropsichiatrici compaiono, i rischi e i benefici del trattamento dovrebbero essere valutati per ogni paziente”.

Aggiungiamo noi che il TAMIFLU prodotto e venduto in milioni di dosi a scadenza breve (2009) per fronteggiare il virus A/H5N1 (aviaria) si rivelò inefficace perchè il virus sviluppò immunità, mentre il “caso” vuole che sia efficacissimo contro questa influenza suina, una buona notizia per i magazzini ROCHE stipati di centinaia di milioni di dosi (pare 2,5 miliardi) in scadenza di questa inutile porcheria. Già perchè gli ESPERTI ci dicono che l’incubazione dell’influenza suina è di 4/6 giorni, mentre ROCHE consiglia l’assunzione nelle prime 48 ore di contrazione del virus, pena l’inefficacia totale.

Non siamo superesperti, non ci inviteranno mai a Matrix oppure a Porta a Porta, ma non ci vuole molto per capire che è impossibile assumere un farmaco entro 48 ore da una contaminazione, se i sintomi si rivelano almeno 4 giorni dopo.

Vi invitiamo a leggere anche questo post di Steven Salzberg professore di genomica, bioinformatica ed evoluzione all’Università del Maryland, intitolato “the tamiflu scam” ossia il raggiro di tamiflu.

Traggo dal sito economia e finanza il seguente articolo

pollonovavax.jpgFebbre suina, si parla di morti ma non delle prime cure somministrate alle potenziali vittime. Ieri Crisis aveva parlato del Tamiflu, il medicinale della Roche di dubbia utilità che con la nuova pandemia rivive una seconda primavera. La prima era stata con l’aviaria, meglio conosciuta come Sars. Ilsole24h aggiunge informazioni riportate da altroconsumo: Non ci sono prove sufficienti per dire che oseltamivir (principio attivo di Tamiflu) sia efficace nel prevenire o curare le complicanze della comune influenza, né per consigliarlo in caso di nuova epidemia. Ma, al di là degli avvertimenti, Agoravox spiega che il ministro della salute Usa Janet Napolitano comincia a far circolare una parte delle 50 milioni di dosi del Tamiflu in possesso del governo federale. Immaginiamo che anche i governi delle altre nazioni correranno a fare incetta del preziosissimo medicinale contro una malattia di cui si sa ancora pochissimo e per cui non è stata ancora trovata una medicina che la fronteggi seriamente. Quindi non manca il fattore business intorno al boom di Tamiflu e surrogati. Sentite qui.

Giornalettismo scrive di due prodotti, Oseltamivir (Roche) e Zanamivir (Glaxo SmithKleine) ai quali vengono affidate proprietà taumaturgiche contro la febbre suina. Aziende sconosciute alle pandemie? Niente affatto: già con la SARS avevano riempito le cantine di tutti i Paesi del mondo di Tamiflu e di Relenza. A loro si aggiungono anche aziende minori come la Novavax che, dopo aver annunciato perdite per 36 milioni di dollari nel 2008, in appena due settimane si è trovata tra le mani una delle migliori opportunità che potesse immaginarsi. Ma questo non è tutto. C’è un antefatto interessante che risale al 14 aprile:la Reuters riprende un comunicato in cui si informa il mondo che la Novavax ha praticamente finito di studiare un vaccino innovativo contro l’influenza di tipo H5N1 (aviaria) e H1N1 (i nostri maialini). Lo studio è stato completato grazie al contributo di un gruppo di scienziati che appartengono, guarda caso, al CDC (Center of Disease Control and Prevention). A questo proposito, le parole del Vice Presidente della Novavax devono aver commosso più di qualcuno: “La scoperta di un vaccino creato attraverso tecniche di ricombinazione che potrebbe difendere da diversi tipi di influenza ha significative implicazioni per essere pronti ad affrontare una fase pandemica o pre-pandemica. Un vaccino con efficacia protettiva a larga banda , amministrato prima e durante la prima ondata di una pandemia potrebbe prevenire una larga diffusione dell’infezione e le conseguenti mortalità causate da un nuovo ceppo influenzale pandemico e lasciare tempo per lo sviluppo di vaccini più specifici.” [Mi sono permesso di tradurre queste righe che nell’articolo originale erano state lasciate in inglese, N.d.R.]
Non vogliamo fare dietrologie. Per ora osserviamo (stupiti).

Leggo infine sul sito del ministero della difesa di un supposto “Impegno dell’AID sul piano sociale – disposizioni per l’approntamento di dosi antivirali”

Ma direte voi, cos’è l’AID? Semplice, l’Agenzia Industrie difesa! Oh sicuramente lavorerà per il nostro bene, certamente, infatti il Farmaceutico militare di Firenze sta approntando 30 milioni di dosi dell’Oseltamivir (principio attivo del famigerato Tamiflu!). Grazie, grazie e grazie ancora per le armi, le bombe … ed i farmaci inutili e velenosi!

Il sito ministeriale si perita di informarci che “L’iniziativa rientra nel quadro delle attività disposte dal Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa sul piano squisitamente sociale. Ah si già, l’onorevole La Russa, quello che dice che le variazioni locali di pressione dovute alla velocità degli aerei facilitano la condensazione rendendo il cielo gelatinoso! Scusate ma farei volentieri a meno di queste iniziative squisitamente sociali.

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Influenza suina tra allarmi, sospetti, ed alcuni precedenti storici.

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