RIPORTO L’ARTICOLO DEL PRIMO MAGGIO: TRA INFLAZIONE E DEFLAZIONE (DATE UN’OCCHIATA A TUTTI GLI ARTICOLI DEL LUNGO FINE SETTIMANA)

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Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2009/05/riporto-larticolo-del-primo-maggio-tra.html

Il Pil americano scende del 6% e la Germania ci avvisa che anche da loro il Pil scenderà nel 2009 del 6%. In Italia, poi, la situazione dei conti pubblici è molto preoccupante, specie per l’andamento che avranno nei prossimi mesi le entrate fiscale, la spesa pubblica e il PIL, e non mi soffermo sugli altri paesi europei e il Giappone.

Ma i mercati azionari di tutto il mondo continuano a salire… VEDIAMO DI CAPIRE PERCHE’:

Alcuni economisti sostengono CHE NEI PROSSIMI MESI CI SARA’ inflazione e altri deflazione.

In Deflazione nessuno compra o investe in quanto il mese dopo potrebbe acquistare lo stesso bene RISPARMIANDO (meno spese, meno entrate fiscali, più disoccupati …in una spirale viziosa preoccupantissima)

In Inflazione la velocità della moneta aumenta, in quanto tutti corrono a investire il denaro che altrimenti continuerebbe a perdere valore (CON CONSEGUENTE AUMENTO DEL PIL E DELLE ENTRATE FISCLI, bloccando una spirale viziosa allarmante).

L’inflazione quindi è un bene?

In realtà Inflazione e deflazione sono due mali UGUALMENTE TERRIBILI.

Ma, mentre la deflazione colpisce l’economia in modo diretto e rapido (bloccando i consumi di colpo) l’inflazione la colpisce in modo subdolo e ritardato.

In Deflazione sono i possessori di debito a soffrire, in inflazione, i possessori di debito guadagnano e i possessori di risparmio (e i lavoratori) perdono potere d’acquisto.

In deflazione non si consuma perchè si è consapevoli della crisi. Si risparmia perchè si teme per il futuro, i disoccupati aumentano, i debiti non si riesce a finanziarli (anche in presenza di tassi zero). Le cicale muoiono e le formiche , che hanno presevato i soldi, sono più ricche.

Tuttavia se la deflazione continua a lungo…accade che anche i BRAVI IMPRENDITORI ci rimettano. La disoccupazione diviene insostenibile e crea disordini sociali.

Un governo dovrebbe tagliare le mele marcie (nazionalizzando o facendo fallire chi ha sbagliato ed ha esagerato con i debiti). E solo successivamente riportare la fiducia sui mercati con una politica economica di lungo periodo atta alla creazione di valore tramite COMPETITIVITA’, INNOVAZIONE, ENERGIA PULITA, ricapitalizzazione delle imprese ecc ecc.

Obama ha scelto una differente strada. La pulizia è stata parziale, il conto lo ha pagato solo il cittadino americano (socializzando le perdite). Obama NON ha voluto nazionalizzare molte banche e far fallire aziende che si erano spinte verso un grado di debito insostenibile.

Obama ha deciso di stampare moneta senza valore, gonfiare i bilanci della FED di attività di dubbio valore, far emettere al Tesoro americano debiti che pagheranno le generazioni future (ricordo che il debito enorme di uno stato riduce il potenziale di crescita economica, infatti, un’eventuale crescita economica futura dovrebbe riportare i tassi d’interesse a livelli più elevati, ma così facendo, il costo che lo stato dovrebbe sopportare per pagare tassi d’interesse più elevati diviene insostenibile), e ha permesso un’opacità nei bilanci aziendali che rende il mercato meno trasparente.

Si è fermato troppo presto nell’opera di pulizia. La casta del potere è rimasta lì intatta. Si è creato un precedente importante: OGGI LA CASTA AL POTERE E’ SICURA CHE TANTO…SE TUTTO VA MALE….PAGA IL POPOLO. QUINDI IL MONDO CREATO SUI DEBITI POTRA’ CONTINUARE A LAVORARE COME PRIMA!

Ma stampando moneta ha gettato le basi per :

1) Un’innalzamento innaturale dei prezzi. Infatti la moneta serve solo per lo scambio di beni. Se una penna costa un dollaro è perchè il costo di produzione della penna più il profitto è pari a un dollaro (data una certa quantità di moneta in circolazione).
Ma se improvvisamente lo stato decide di raddoppiare la quantità di moneta in circolazione…è evidente che chi vende la penna deve chiedere due dollari per lo stesso oggetto.

Il meccanismo di trasmissione è però imperfetto E MOLTO LENTO…MA INEVITABILE.

Infatti, una creazione di moneta senza valore comporta una svalutazione della valuta rispetto ad altre. La svalutazione di quella valuta (o di quell’insieme di valute) comporta una perdita di potere d’acquisto per le persone che abitano in quella nazione.

Un effetto naturale sarà un rialzo del costo delle materie prime( che guarda caso sono quotate nella valuta oggetto di svalutazione)

Un maggiore costo delle materie prime – e dell’energia (causato dalla svalutazione della moneta) comporta un rialzo dei costi di produzione.

Il sistema CHE SVALUTA dovrebbe veder ridurre il proprio potere d’acquisto interno MA veder aumentare le proprie espostazioni (ITALIA ANNI 70).

Ma oggi l’occidente NON ha molte fabbriche…le abbiamo date ai cinesi.

Tuttavia la Cina (oggi fornitore netto di prodotti al mondo occidentale), se aumenterà i consumi interni, difficilmente importerà grandi quantità di prodotti dall’occidente. Infatti la Cina, oltre ad avere gran parte del sistema INDUSTRIALE MONDIALE, si è accapparrata quote enormi di materie prime fissando il prezzo. Quindi il suo sistema produttivo riuscirà a mantenere le quote di mercato occidentale, dando poco spazio alle esportazioni delle aziende occidentali e mantenendo il suo pricing power per quello che riguarda le sue esportazioni.

Quindi l’inflazione importata dall’aumento delle materie prime (nell’occidente che ha stampato moneta e svalutato) porterà ad un aumento dei prezzi di molti prodotti e dell’energia.I salari NON potranno seguire l’inflazione. Di conseguenza la popolazione AMERICANA ED EUROPEA dovrà ridurre ulteriormente i consumi, in quanto i prezzi aumenteranno in assenza di crescita di potere d’acquisto.

Oltre alla Cina, altri paesi vincenti potrebbero essere il Brasile e alcuni paesi africani.

Ma torniamo ai mercati azionari. Il 9 marzo la Fed e i governi di mezzo mondo hanno deciso questa nuova politica economica atta a far nascewre l’inflazione.

I numeri usciti ieri (vedi Italia) fanno ben sperare….INFLAZIONE BASSA, MA ASPETTATIVE D’INFLAZIONE MOLTO ALTE.

Gli economisti, nei prossimi mesi, CONTINUERANNO A DISCUTERE FRA INFLAZIONE E DEFLAZIONE.

MA QUESTO E’ PROPRIO QUELLO CHE LE BANCHE CENTRALI VOGLIONO.

VOGLIONO SOSTENERE IL DIFFICILE EQUILIBRIO FRA INFLAZIONE E DEFLAZIONE.

Stampano moneta ma si dicono pronti a ritirarla. Fanno rialzare i prezzi facendo credere all’inflazione…IN MODO TALE DA RIMMETTERE IN CIRCOLAZIONE LA MONETA (ALTRIMENTI LA DEFLAZIONE UCCIDEREBBE LA RIPRESA ECONOMICA).

La teoria del contagio (spiegata nel precedente articolo) è fondamentale. Se la gente si spaventa per le possibili attese inflazionistiche COMINCIA A COMPRARE ASSETS TANGIBILI, PEZZI DI ECONOMIA REALE.

L’economia si rimmette in moto…a quel punto si vedrà il da farsi…MA INTANTO L’OTTIMISMO AVRA’ CONTAGIATO IL MONDO.

Tuttavia, l’ottimismo in America e in Europa SI BASA DU DEBITI ENORMI. Quindi prima o dopo l’ottimismo si trasformerà in realismo e forse in pessimismo.

I verI Bull market: BRASILE, MATERIE PRIME, E UNA PARTE DELLA CINA.

NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI LE BORSE OCCIDENTALI STARANNO IN UN AMPIO TRADING RANGE PER ANNI.Ogni volta che raggiungeranno la parte alta del trading range le aziende venderanno assets (delevereging) e si ricapitalizzeranno. La crescita delle aspettative inflattive dovrà essere combattuta dalle banche centrali CON CATTIVE NOTIZIE (che terranno bassi i salari) e con eventuali rialzi dei tassi d’interesse.

I PROSSIMI ANNI NON SARANNO ANNI PER I CASSETTISTI…MA PER I PORTAFOGLI ATTIVI

BUY ON THE DIPS AND SELL ON THE LOWS!

(BRASILE, E MATERIE PRIME A PARTE).

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