Parzialità e faziosità ad Annozero

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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2009/04/28/parzialita-e-faziosita-ad-annozero/

Qualche riga la devo dedicare alla puntata di Annozero di giovedì scorso, interamente incentrata su Indro Montanelli e sulla qualità dell’informazione italiana attuale, alla presenza tra gli altri, di direttori ed ex tali come Paolo Mieli, Maurizio Belpietro ed Enrico Mentana.

L’ho seguita tutta, dal primo all’ultimo minuto, e devo dire che mi ha deluso per una serie di motivi.

Il primo motivo è che è stata una puntata autoreferenziale dedicata al ruolo dei giornalisti, senza che nessuno di loro avesse davvero toccato le questioni più spinose di chi fa questa professione, che vanno dalla censura parziale o totale degli articoli, fino alla condizione precaria di chi scrive praticamente per la gloria.

Il secondo motivo per cui mi ha deluso Annozero riguarda i contenuti dei discorsi proposti durante tutta la serata. Troppo distanti e incomprensibili per chi non è un addetto ai lavori.

Il terzo motivo di biasimo è l’ossessiva idolatrìa mostrata nei confronti di Indro Montanelli. Un maestro qua e un maestro là che merita, a mio avviso, qualche considerazione.

Era un bravo cronista e un fine pensatore, ma non era certo un editore! I giornali che ha diretto o che ha fondato Montanelli sono tutti finiti sul lastrico con i soldi di quegli editori che alle idee di Montanelli avevano creduto.

Montanelli ha avuto l’intelligenza di saper cavalcare gli umori di chi guidava il timone dei vincitori, in tutte le epoche della sua lunga esistenza. Prima coi fascisti e poi coi partigiani, l’importante era finire in prima pagina.

Checché se ne dica sul suo polemico congedo dal “Giornale”, sono fermamente convinto che Indro Montanelli era già troppo navigato per non sapere di che pasta fosse l’imprenditore edile Silvio Berlusconi, finanziatore del suo “Giornale” e dei suoi corsivi taglienti. Soprattutto dopo l’incontro che ebbe con Licio Gelli!

Montanelli non poteva essere così ingenuo per non prevedere che un imprenditore come Berlusconi, impastato con Bettino Craxi, editore di ben 3 canali televisivi resi a norma di legge su misura, non si stesse spianando il terreno per scendere in politica.

Per carità non prendo le difese di Silvio Berlusconi, tuttavia sono capaci tutti di rinunciare platealmente alla poltrona di direttore per “legittima offesa” quando il giornalista in questione (come il Montanelli degli anni ‘90) ha tanti soldi da potersi permettere di campare di rendita.

E infine, siccome personalmente aborro sia gli sfruttatori che i pedofili, non trovo nessun motivo nobile, per nessun uomo, di nessuna epoca che un individuo in età adulta come Indro Montanelli sposi una bimba di 12 anni per 500 lire, durante la sua trasferta volontaria alla guerra d’Etiopia. Dettaglio che nel dibattito non è emerso.

Il quarto ed ultimo motivo che ha reso Annozero inguardabile e per nulla credibile, è stato che nessuno dei colleghi giornalisti accomodati nello studio di Rai 2 , ripeto nessuno! abbia chiesto a Paolo Mieli perché ha tolto le inchieste su Luigi De Magistris al collega Carlo Vulpio. Per altro non invitato. Sono pronto a scommettere che sulle rassicurazioni, affinché fosse evitata quella domanda, si è giocata la presenza nello studio di Michele Santoro dell’ex direttore del Corriere.

Insomma una puntata di Annozero davvero parziale, faziosa e una volta tanto senza informazione.

Spero che Michele Santoro si riprenda da questo scivolone e pensi ad utilizzare i giornalisti non per cantarsela e per suonarsela da soli. Ma che li utilizzi assieme alle sue doti professionali e pure quelle dei suoi inviati, per fare informazione come ha saputo fare fino al terremoto dell’Aquila.

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