Nuovo farmaco (poco) efficace contro l’obesità

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Fonte: http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1234

Nel febbraio 2009 l’EMEA ha approvato un nuovo prodotto da banco contro l’obesità (BMI ≥ 28 kg/m2). Questo farmaco, che contiene 60 mg di orlistat, inibisce le lipasi intestinali e, quindi, riduce l’assorbimento dei grassi ingeriti con la dieta; in questo modo, il corpo non può usare questo grasso per l’energia o convertirlo in tessuto adiposo, e questo aiuta a ridurre il peso, come sostenuto nel foglietto illustrativo. (1) In Italia, l’orlistat si trova in commercio già dal 1998, sotto forma di farmaco acquistabile con ricetta medica, con dosaggio di 120 mg, mentre il dosaggio ridotto non è ancora disponibile. Secondo una revisione Cochrane del 2009 (2), nel decennio passato sono stati fatti 16 studi clinici sull’efficacia di orlistat: sono state coinvolte più di 10.000 persone, con un indice di massa corporea medio di 36 kg/m2, peso medio di 104 kg ed età media di 47 anni. Soltanto 2 di questi studi clinici hanno studiato l’efficacia di orlistat alla dose di 60 mg, da assumere 3 volte al giorno, in associazione con una dieta standardizzata, ipocalorica e con pochi grassi (meno del 30% delle calorie assunte) e con un aumentato e costante esercizio fisico. In un anno, i pazienti che hanno assunto questo farmaco hanno perso circa 8kg, corrispondenti a circa l’8% del peso corporeo, mentre coloro che hanno preso il placebo hanno perso circa 4 kg. Pur essendo un farmaco da banco non è privo di effetti collaterali, soprattutto a livello del tratto gastrointestinale.
In generale, questi effetti indesiderati sono lievi, si manifestano all’inizio del trattamento e sembra che si verifichino meno con una dieta povera di grassi. Come riporta il foglietto illustrativo, i più comuni effetti collaterali dell’orlistat (più di 1 soggetto su 10) sono: perdita di piccole quantità di materiale oleoso dal retto, flatulenza con emissione di feci, defecazione urgente, feci di aspetto grasso/oleoso, flatulenza, feci liquide, evacuazione oleosa, dolori addominali.
Questi effetti collaterali non sono di per sé gravi, ma sono sicuramente spiacevoli e fastidiosi e riducono la qualità di vita del soggetto. Il bilancio tra l’efficacia dimostrata e i possibili effetti collaterali spinge a fare attenzione all’uso di questo farmaco. L’obesità resta comunque un problema di grande impatto sociale che non deve però spingere a facili entusiasmi per i nuovi farmaci pubblicizzati né al loro scorretto utilizzo. Bibliografia

1. http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/alli/H-854-it1.pdf
2. Padwal RS et al. Long-term pharmacotherapy for obesity and overweight (Review)
Cochrane Library 2009, Issue 2 http://www.mrw.interscience.wiley.com/cochrane/clsysrev/articles/CD00409…

__________________ Claudia Braun
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano

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