DIABETE, ORA SI PARLA DI EPIDEMIA

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Fonte: http://medicinetradizionali.blogspot.com/2009/03/diabete-ora-si-parla-di-epidemia.html

I numeri del diabete sono di quelli che fanno tremare: ogni dieci secondi nel mondo qualcuno muore per cause legate a questa malattia che anche nel nostro Paese continua a diffondersi a un ritmo crescente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte: presto proprio per colpa del diabete l’aspettativa di vita potrebbe ridursi, per la prima volta in 200 anni.La conferma del trend al rialzo arriva anche dall’Istat attraverso il consueto monitoraggio annuale sullo stato di salute della popolazione, sulla base delle informazioni raccolte nell’indagine multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana”. E’ in aumento in Italia, ma anche nel resto del mondo, tanto che si comincia a parlare di epidemia e in Paesi come l’Africa il diabete sta prendendo il posto dell’emergenza HIV. Per quanto riguarda l’Italia, i dati riportati nell’annuario statistico ISTAT 2006 indicano che è diabetico il 4,5 per cento degli italiani (4,6 per cento delle donne e 4,3 per cento degli uomini). Numeri che segnano un aumento netto rispetto all’indagine multiscopo del 1999- 2000, secondo cui era diabetico il 3,7 per cento degli italiani (4 per cento delle donne e 3,5 per cento degli uomini). Nella fascia d’età 45-74 anni la prevalenza è maggiore fra gli uomini, mentre nella fascia oltre i 75 anni è molto più alta fra le donne. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, l’area con la percentuale più alta è il Mezzogiorno, con un tasso del 5,2 per cento, seguita dal Centro con il 4,5 per cento e dal Nord con il 3,9 per cento. Il diabete è una malattia cronica, spesso su base ereditaria, caratterizzata da valori di glicemia (cioè del livello di glucosio nel sangue) aumentati. Il termine diabete nell’etimologia greca (diabetes) significa “che passa attraverso”, mentre il termine latino che a sua volta ne deriva ha il significato di “sifone”. Infatti gli antichi medici sapevano che la malattia era caratterizzata da una grande quantità di urina emessa ogni giorno, che passava attraverso il corpo come attraverso un tubo senza esserne trattenuta. La malattia è dovuta ad un disordine endocrino che interessa la produzione da parte del pancreas di insulina, un ormone indispensabile per l’utilizzazione dei nutrienti introdotti con l’alimentazione. La glicemia a digiuno deve essere inferiore o uguale a 110 mg/dl, mentre la glicemia post-prandiale (ossia due ore dopo il pasto) deve essere inferiore o uguale a 140 mg/dl.
IL PERCHE’ DELL’ AUMENTO
“Basterebbe osservare il grafico storico della malattia “- spiega il dottor Francesco Frigato, direttore dell’Unità operativa di Endocrinologia dell’Ospedale Umberto I° di Mestre. “ Intorno al 1941 si nota chiaramente un picco positivo per il diabete. Praticamente il diabete non si registra più tra la popolazione”. Libro di storia alla mano, è facile assecondare l’affermazione del dottor Frigato: queli erano gli anni della guerra e di cibo ce n’era talmente poco per tutti, che il diabete era pressochè scomparso. Non c’è dubbio, dunque, che la presenza di questa patologia dalle complicanze anche gravissime, sia legata soprattutto agli stili di vita, al consumo di cibi troppo ricchi di zuccheri, come le bevande gassate che sono entrate a far parte quotidianamente delle nostre abitudini, assieme al fast-food. A questo si aggiunge la scarsa propensione al movimento. E dire che sarebbe sufficiente una passeggiata di mezz’ora quotidiana, a passo spedito…
I SINTOMI DEL DIABETE MELLITO
Purtroppo il diabete è una malattia silente, non si manifesta se non quando il processo di distruzione delle cellule del pancreas è quasi completato. Allora l’organismo non è più in grado di regolare i livelli di zucchero nel sangue e il paziente sviluppa alcuni dei sintomi classici del diabete: – Sete eccessiva, orinazione frequente, fame eccessiva, perdita di peso, stanchezza e affaticamento, visione sfuocata, offuscata, glicemia alta, zucchero e chetoni nelle urine, infezioni da funghi vaginali nelle giovani (anche nella prima infanzia). Mentre i sintomi appaiono improvvisiamente, lo sviluppo della malattia richiede tempi molto lunghi.
LE COMPLCIANZE DEL DIABETE
I soggetti con diabete hanno un rischio di morire per problemi cardiaci da 2 a 4 volte superiore rispetto alle persone senza il diabete. La malattia spesso si associa ad alterazioni del metabolismo lipidico che inducono un aumento nei livelli dei grassi circolanti nel sangue, anticamera dell’aterosclerosi. Quando si riscontrano anomalie di questo tipo è sempre necessario valutare se siano legate al fatto che il diabete non è ben controllato o se siano indipendenti dalla malattia diabetica e richiedano un trattamento specifico. I soggetti con diabete hanno anche un rischio di avere un ictus da 2 a 4 volte superiore rispetto alle persone senza il diabete; il 60-65% di questi è iperteso e l’pertensione può condizionare l’evoluzione delle complicanze a livello renale e retinico, aggravandole ulteriormente. I limiti entro i quali devono essere mantenuti i valori della pressione arteriosa nelle persone con diabete sono più bassi di quelli previsti nelle forme di ipertensione non associate al diabete. Il diabete rappresenta anche la maggiore causa di cecità negli adulti tra i 20 e i 70 anni. L’eccesso di zucchero nel sangue, infatti, può provocare danni irreparabili alla retina (retinopatia diabetica). È possibile prevenire la cecità intervenendo precocemente con la tecnica della fotocoagulazione laser, che è in grado di arrestare la progressione della retinopatia. In alcuni casi può portare allo sviluppo della cataratta, un’opacità del cristallino, la lente all’interno dell’occhio, che ostacola la visione. Il diabete rappresenta anche una delle cause più frequenti di insufficienza renale che impone il trattamento di dialisi. Ma la patologia può intaccare anche il sistema nervoso: disturbi della sensibilità, dolori agli arti inferiori o alle mani, digestione lenta o alterazioni dell’alvo, sindrome del tunnel carpale. Negli uomini, un aspetto particolare è costituito dai problemi di impotenza sessuale. Nel caso di gravi forme di neuropatia, la mancanza di sensibilità e le alterazioni della circolazione sanguigna sono i due fattori critici che promuovono infezioni anche gravi a livello cutaneo. Per il piede diabetico che tende a lacerarsi facilmente, frequentemente si rende necessaria l’amputazione.
I CENTRI DI CURA
Una classifica stilata in base a un rigoroso metodo scientifico individua i centri all’avanguardia in Italia e in Europa. A livello europeo i risultati sono più che soddisfacenti per le strutture italiane e venete in particolare. Padova, con il suo Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Malattie del Metabolismo e dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Ospedale Universitario, si piazza al secondo posto dopo la danese Gentofte. Seguono Dusseldorf (Germania), Milano con il San Raffaele, Londra e le Molinette di Torino.
LA DIAGNOSI
La persona con il diabete, è una persona come tutte le altre, con l’unico problema di non essere in grado di assorbire lo zucchero (glucosio) necessario alle sue funzioni vitali. Tale fatto è dovuto all’incapacità, totale o parziale, del suo organismo di produrre l’ormone insulina. Quando si sospetta di avere il diabete, la prima cosa da fare – suggeriscono al Centro di padova – è quella di rivolgersi al proprio medico curante che vi consiglierà alcune prime elementari indagini. Se si tratta di esordio di diabete tipo 2, normalmente non è necessario il ricovero, ma vengono eseguite una serie di analisi e di controlli, prescritta una dieta ed eventuali medicinali antidiabetici orali. Se si tratta di esordio di diabete tipo 1, al centro vi consiglieranno l’immediato ricovero per disintossicare l’organismo dai corpi chetonici accumulati (tossici in quanto sostanze di rifiuto), per permettere ai genitori (se si tratta di un minore) e al paziente di imparare le prime nozioni fondamentali sul trattamento della malattia. La qualità della vita dei malati di diabete è migliorata notevolmente; cosa impensabile anche solo fino a 5 anni fa. Oggi l’insulina si può iniettare con microinfusori, si misura la glicemia a casa; gli aghi sono sempre più corti e sottili. E grazie alla ricerca i medici possono disporre di tanti farmaci e tipi di insulina e prescrivere cure personalizzate, anche in funzione dei diversi stadi della malattia. Prevenirla, individuarla precocemente e affrontarla in team, è ormai la parola d’ordine in tutti i centri all’avanguardia nella lotta a questa nuova emergenza.

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