La falsa emergenza dei rifiuti in Campania … e il terremoto in Abruzzo

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Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/04/falsaemergenzarifiuti.html

L’emergenza che non c’era è un documentario scomodo, un’inchiesta di vero giornalismo realizzata da M. Lasagna per conto di RaiNews 24.

Il servizio era evidentemente troppo scomodo, ed è stato ben presto bloccato dalla direzione RAI; non è quindi visionabile dal sito di RAINews24, ma da Youtube . Non so se lo toglieranno pure da lì prima o poi vista la manìa censoria di quel servizio (vedi questi precedenti: primo , secondo). Io per sicurezza ho registrato i video sul PC e consiglio a tutti di fare altrettanto.

La prima parte di questo servizio la potete vedere a questo link oppure qui sotto.

Ed ecco quanto viene detto nelle parti più significative del servizio.

Il servizio inizia con un’intervista ad un certo Nicola Capone, segr. Assise Napoli il quale afferma:

“Sulla Campania è caduto un decreto che sospende la democrazia, e vela la verità, nasconde ciò che di più grave c’è in questa regione. Le emergenze sono provocate ad arte; ce ne da prova il fatto che avevamo una discarica pronta nella provincia di Caserta da tre anni e non è stata mai utilizzata.

Avrebbe potuto evitare almeno le ultime due emergenze. Per questo noi ci convinciamo che su di noi c’è un piano preciso per fare di questa regione lo sversatoio d’Italia”.

Recita il servizio: “Tutto nasce da questa denuncia/scoperta dell’assessore all’ambiente della Campania ai di Walter Ganapini, un passato da tecnico dei rifiuti, ambientalista con Greenpeace, agli amici di Beppe Grillo. Il filmato è visibile su youtube ”.

Nel video (una parte del quale viene mostrata all’interno del servizio) Ganapini denuncia l’esistenza, nel sito di Parco Saurino, di macchinari “per vagliare e ripulire la sostanza organica abbandonati dal 2002 e poterla così utilizzare in agricoltura, come avevamo dimostrato nel beneventano. ho trovato queste macchine tedesche del 2002, ruote sgonfie, erba ovunque, mai usate. Qualche decina di miliardi di euro di valore. Girando dopo avere constatato che le macchine c’erano ho scoperto che di fianco a a due discariche esaurite ce n’era una terza [a Santa Maria la fossa, ovvero Parco Saurino 3, n.dr.] perfettamente nuova: teli argilla, tutti i sistemi di tenuta, la vasca del percolato da 900 metri cubi, mai usata.

E a quel punto diciamo che ho provato anche un po’ di paura nel senso che la domanda immediata è com’è possibile che nessuno si sia posto il tema di usare questa discarica che sola è in grado di contenere tutti i rifiuti della Campania per sei mesi, e dunque usandola non ci sarebbe mai stata la emergenza”.

Il servizio continua con un’intervista del Marzo 2007 al capo cantiere che costruisce una discarica esattamente al di sopra di quella abusiva pre-esistente il quale riferisce che tale situazione non avrebbe creato nessun particolare problema , e che comunque nessun ha chiesto alla sua impresa di effettuare una bonifica preliminare. Alla domanda del giornalista risponde candidamente che quello che c’è sotto (la discarica abusiva pre-esistente), continua ovviamente a fare percolato.

Recita il servizio:”Fioccano le denunce e scoppiano le proteste, ma nonostante questo il progetto va avanti: Caserta deve avere la sua discarica, lo impone il criterio di provincializzazione, inserito nel decreto del governo, e affidato al commissario straordinario Guido Bertolaso, 400. mila metri cubi secondo i calcoli dell’amministrazione provinciale, che ha indicato il sito, sufficienti per accogliere i rifiuti della provincia per almeno 8 anni, ma i calcoli sono sbagliati, e la mancata apertura di altri sversatoi costringe Lo Uttero a ingoiare i rifiuti dell’intera regione. Quando pochi mesi dopo la magistratura impone i sigilli la discarica è già piena, e il disastro ambientale annunciato è sotto gli occhi di tutti”.

Sul finire della prima parte della trasmissione si possono ascoltare le parole di denuncia di Giuseppe Messina, agronomo di Legambiente e visionare le immagini del disastro ambientale di cui sopra.

La seconda parte del servizio la potete vedere a questo link oppure qui sotto.

In quest’ultima parte del servizio la giornalista e l’ambientalista Messina entrano abusivamente nel sito di Parco Saurino 3 e si può così toccare con mano la veridicità della denuncia di Ganapini.

Recita il servizio: “Quello che vedete è un invaso pronto da 6 anni, dal 2002 , quello sulla nostra sinistra invece è Parco Saurino 2. Questo ha una capacità di qualcosa come 200.000 tonnellate”.

Domanda della giornalista: Quanto tempo ci vorrebbe per mettere a posto questo sito?

Risposta di Messina: “Diciamo 15 giorni. Significa sostanzialmente che in una settimana lavorando seriamente qui si può rimettere tutto in funzione senza nessun tipo di problema. Rimane un mistero il fatto che sia stato abbandonato. Così come rimane un mistero il fatto che lì di fronte si vede l’impianto di compostaggio, e anziché completare i lavori hanno riempito i capannoni con le ecoballe.”

Domanda della giornalista: ”Ma quanti impianti sostanzialmente siete riusciti a censire voi qui nella provincia di Caserta che erano pronti sostanzialmente”.

Risposta di Messina: “Noi abbiamo censito, sulla base anche delle osservazioni e delle scoperte, tra virgolette, dell’assessore Ganapini, fatto 100 la produzione dei rifiuti giornalieri in provincia di Caserta, noi abbiamo una dotazione di impianti, macchinari e attrezzature circa del 330-340%, tranquillamente potremmo aiutare la provincia di Benevento o la provincia di Avellino e anche la stessa provincia di Napoli, almeno parzialmente”.

Nel video si vedono poi alcune delle attrezzature abbandonate, a ulteriore testimonianza della veridicità delle denunce di Ganapini.

E adesso passiamo ad un’altra storia, raccontata per esteso in questo articolo sul sito ecoblog:

Si tratta di un brevetto israeliano, un sistema denominato Arrow-Bio che separa la parte organica da quella inorganica dei rifiuti ed utilizza la parte organica per produrre metano o per produrre fertilizzante naturale.

Bertolaso è stato informato il 27 giugno 2008 dell’esistenza di questa macchina durante un’intervista di Stefano Mensurati su Radiocity (RaioUno) nella quale oltre a quella di Bertolaso si possono ascoltare le voci di Doron Sapir vice sindaco di Tel-Aviv, ed ovviamente della traduttrice. Potete ascoltare la prima parte dell’intervista a questo link.

Bertolaso si mostra incredulo ed insinua che la traduttrice abbia sbagliato nel riferire le quantità di rifiuti che si possono smaltire con tale macchinario, ma il vice sindaco conferma che “su una linea a pieno regime si smaltiscono 300mila tonnellate di rifiuti”. Potete ascoltare questa seconda parte dell’intervista tramite questo link. Per altro nell’articolo sul sito ecoblog potete leggere la dichiarazione di un rappresentante per l’Italia di Arrow-bio che afferma di avere informato le autorità campane dell’esistenza di quel sistema prima che si manifestasse la cosiddetta emergenza rifiuti.
Un piccola nota sull’emergenza rifiuti e sul recente terremoto in Abruzzo dell’aprile 2009.Bertolaso, che si è trovato a gestire entrambe le emergenze risulta essere una delle persone più ricche d’Italia (per quanto riguarda i redditi dei nostri politici, nella classifica relativa al Governo, Bertolaso risulta 4°, preceduto solo da Berlusconi, Tremonti e Letta; il suo reddito per l’anno 2007 è di 1 milione e 13 mila € [citazione dal blog nonleggerlo]).Ciò può volere dire tutto e niente, però chi è ricco e gestisce incarichi governativi ad alto livello generalmente non si mette a rompere le uova nel paniere ai suoi consimili. Di sicuro quello che non ha fatto Bertolaso risulta evidente da quanto avete letto prima, e mi viene veramente difficile credere che egli non abbia saputo niente delle esternazioni di Ganapini. Ma si sa, io sono un tipo molto sospettoso, soprattutto nei riguardi del potere.E come fare a non pensare, a questo punto, alle cose che non ha fatto il signor Bertolaso per gestire diversamente l’emergenza terremoto? Come non pensare a tutto quello che non è stato fatto, soprattutto prima che il sisma si scatenasse, dal momento che c’era già stato uno sciame sismico di circa 200 scosse? Pensate che non sono state emanate nemmeno le più banali raccomandazioni come ad esempio quella di tenere a portata di mano sul comodino un cellulare, una torcia a pile e le chiavi dell’auto per ogni emergenza, o anche quella di lasciare un’automobile in strada con delle coperte nel cofano. E neppure é stato varato un piano di verifica della stabilità sismica degli edifici, che avrebbe permesso di scoprire prima del sisma quali strutture potevano essere più a rischio e quali sarebbe stato opportuno evacuare in via precauzionale.
E a questo punto come avere fiducia nel signor Bertolaso quando dice con insistenza che i terremoti non si possono prevedere? Come sono state nascoste le macchine per il trattamento dei rifiuti e le discariche inutilizzate forse sono state nascoste pure le tecniche per la previsione dei sismi tramite il monitoraggio del radon? Vedi questo articolo per approfondire la questione.
ConclusioneL’emergenza rifiuti in Campania dell’anno scorso è stata voluta in tutti i sensi e a tutti i livelli, le discariche pronte per fare fronte all’emergenza c’erano ma non sono state messe in funzione, mentre si sono aperte nuove discariche in luoghi per niente idonei e addirittura pericolosi, col risultato che persino i militari USA si rifiutano di bere l’acqua campana avvelenata mentre le malformazioni neonatali in Campania risultano particolarmente alte, e le famiglie dei militari USA vengono allontanate dalle basi Campane dopo la scoperta di arsenico nell’acqua che esce dai rubinetti delle loro case.

Per altro la gestione dei rifiuti si può gestire in maniera totalmente differente grazie alle nuove tecnologie disponibili, ma nessuno a livello governativo vuole sentirne parlare: si guadagnerebbe un mondo più pulito ma si perderebbero gli affari legati agli inceneritori (ah già adesso è di modo chiamarli termovalorizzatori), alla gestione mafiosa della raccolta dei rifiuti. D’altronde, chi non vuole vedere non vede, ma i poteri forti che dominano il nostro mondo ci hanno sempre avvelenato con ogni mezzo possibile ed immaginabile, e l’avvelenamento da rifiuti è uno dei tanti pezzi di questo osceno puzzle.

Non credo però che ci si possa limitare a pensare che l’emergenza sia stata creata ad arte solo per permettere a qualcuno di continuare a fare affari “sporchi” (permettetemi il doppio senso), perché gli affari si potrebbero fare anche inquinando di meno, ed il guadagno si potrebbe creare anche su un tipo differente di gestione dei rifiuti. Ciò che è successo in Campania, con la militarizzazione del territorio, la repressione violenta delle manifestazioni di protesta, la ventilata sospensione delle garanzie costituzionali sembra sia stato uno degli scopi principali di tale oscena manovra.

La strategia è sempre la stessa: si crea artificialmente un problema, e si fa in modo che in tal modo il popolo approvi o quanto meno tolleri (certe volte addirittura invochi) la “soluzione”, come l’auto-attentato dell’11 settembre 2001 è stato il pretesto per due guerre e due leggi incostituzionali che sopprimono le garanzie costituzionali negli USA (patriot act I e II).

In questo scenario i diversi “attori” (Prodi, Berlusconi, Bertolaso, e tutti gli altri politici che hanno messo in piedi questo bel teatrino) sembrano recitare un copione. Infatti se Prodi avesse voluto davvero guadagnare consensi elettorali avrebbe risolto l’emergenza rifiuti utilizzando la discarica di Parco Saurino 3, rimettendo in funzione alcuni macchinari abbandonati, e comprando alcuni impianti della Arrow-bio (in realtà, come è ormai chiaro, l’emergenza rifiutii non ci sarebbe stata nemmeno se tali provvedimenti fossero stati messi in opera per tempo consentendo comunque al governo Prodi di guadagnare consensi).Invece c’era un copione da rispettare: Berlusconi doveva vincere le elezioni, Prodi doveva fare una pessima figura con la storiaccia dei rifiuti in Campania anche per giustificare la perdita di consenso elettorale, occorreva un pretesto per militarizzare il territorio e per presentare l’apparato di morte dell’esercito come mezzo di salvezza, nello stesso preciso momento in cui la velenosa irrorazione aerea gestita dagli stessi apparati militari si andava intensificando.

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