Giornalista licenziata per un link che parla del ministro Alfano. La solidarietà arriva da Facebook

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Fonte: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8997

alfano-angelinoda dazebao.org

ROMA – Ha veramente dell’inquietante quello accaduto a una giornalista di Agrigento, Olga Lumia, licenziata dal sito “Agrigentoweb” dove collaborava come vice direttrice. Tutto ha inizio qualche giorno fa, quando Lumia pubblica sulla sua pagina personale di Facebook un link a un pezzo di Repubblica che risale al 2 febbraio 2002, dal titolo: “Il bacio pericoloso di Alfano“.

bacio-alfanoIl pezzo a firma di Francesco Viviano ipotizza le probabili relazioni pericolose tra l’attuale ministro della giustizia Angelino Alfano, all’epoca politico emergente di Forza Italia e gli uomini di cosa nostra. Ad alimentare l’intreccio tra politica e mafia siciliana ci sarebbe una foto, sempre pubblicata da Repubblica, che riprende Alfano mentre bacia il capomafia di Palma di Montechiaro, Croce Napoli, nell’estate del 1996 durante il matrimonio della figlia Gabriella.
Un evento al quale lo stesso ministro ha sempre negato la sua partecipazione, ma che invece secondo Repubblica, sarebbe addirittura documentato da un filmato eloquente che riprende i festeggiamenti della cerimonia.

Ma la pubblicazione di questo articolo nella bacheca di Olga Lumia non va proprio giù al direttore e all’editore di Agrigentoweb. Lumia a questo punto invia una lettera alla redazione nella quale esprime il dispiacere per aver messo a disagio la direzione. Ma la missiva non sortisce alcun effetto, tanto che il giorno seguente esce un editoriale in cui si accusa la giornalista di attaccare il premier e i suoi uomini additandola come “cavallino rampante che fa cri cri”. Così lei decide di andarsene. Dimissioni immediate accolte tempestivamente dalla direzione di Agrigentoweb. Così la storia di Lumia inizia a circolare insistentemente nel web ed è proprio su Facebook che la giornalista agrigentina trova una forte risposta di solidarietà da parte di migliaia di utenti che continuano a esprimere indignazione per l’accaduto e soprattutto inquietudine per come il diritto inalienabile alla libera espressione di ogni cittadino, sancito dall’articolo 21 della Costituzione Italiana, possa essere eluso a proprio piacimento.

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