Nuovo terremoto per Annozero

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Il massone piduista Silvio Berlusconi osserva ogni giorno come un ossesso i sondaggi che danno in costante aumento i consensi nei confronti di Italia dei valori, che gli fa orrore. Perciò incarica la ciurma di servi a libro paga del fratello Paolo per scrivere corbellerie di ogni tipo sul Giornale, con la manforte di alcune illustri firme del Corrierone, nel tentativo di fare un bel minestrone a carico di Antonio Di Pietro, Marco Travaglio e Luigi De Magistris, col pretesto di attaccare Annozero di Michele Santoro.
Calunniatori camuffati da giornalisti come Maria Giovanna Maglie, che sulla prima pagina del Giornale dà del calunniatore a Marco Travaglio , si appella alle direzioni Rai e vigilanza, Sergio Zavoli e Paolo Garimberti, 2 rispettabili decrepiti nominati a dirigere il canale televisivo pubblico dal padrone di Mediaset, nonché capo del governo – ergo – fratello dell’editore del giornaletto diretto da Mario Giordano, affinché chiudano Annozero dopo la puntata di giovedì sul terremoto in Abruzzo.
A fare da eco alle stronzate della Maglie, sulla stessa pagina, anche il complice dei delinquenti Enzo Carra, che dà a Santoro del cannibale. Sì, lo stesso Carra che durante Tangentopoli è stato condannato in Cassazione a un anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pm nell’intento di assicurare impunità a corrotti, bancarottieri, e tangentari.
Gianfranco Fi(li)ni sul corrierone definisce Santoro un “indecente speculatore” mentre Berlusconi, a reti unificate, pontifica sulla “Rai che non può comportarsi così.” Come dargli torto? Non a caso, in Rai, Santoro è una mosca bianca.
Ho apprezzato diversi corsivi taglienti del critico televisivo Aldo Grasso, ma con le ultime 2 uscite non ha esitato barattare la sua intelligenza con la causa dei capibastone mafiocratici che controllano il quotidiano.
Ieri nella sua rubrichetta a carico degli italiani “A fil di rete” bocciava Santoro, reo di “aver allestito una trasmissione all’insegna del più frusto slogan politico ‘piove, governo ladro’ con la manforte di Luigi De Magistris (che acquisto per la politica!)“. Qualunque senso abbia voluto dare alla candidatura dell’ex magistrato di Why Not, che importa a Grasso della politica? Così il critico televisivo venduto diventa critico di ’sti cazzi comprato, quando chiude il suo triste epitaffio equiparando “le denuncie sugli abusi edilizi con gli abusi di libertà.
Se sommiamo il corsivo di oggi, in cui sempre Aldo Grasso promuove Vespa per il “reportage molto coinvolgente sul terremoto che gli ha fatto dimenticare i plastici di Cogne“, sono davvero le marchette a impallidire, con buona pace per la sua reputazione.
Di bulgaro, qui, c’è ancora un editto. Altro che le beghe da cortile di Filippo Facci sulla società bulgara di Di Pietro!
Insomma, la realtà sotto i nostri occhi ci dice che è la canonizzazione televisiva controllata dalla P2 evoluta a speculare sul terremoto in Abruzzo come uno sciacallo. L’ossessivo loop comunista che non deve solleticare il pensiero degli italiani, tantomeno scomodare il pluralismo, deve attenersi ai soliti microfoni passivi sugli sputi di Berlusconi e accoliti massoni, primi piani sulle lacrime di 4 disperati costretti loro malgrado a gettarsi in pasto a Raiset, in un groviglio di immagini sempre uguali, narrate da voci che non rivangano le responsabilità dei costruttori collusi con la politica locale, rei di aver chiuso 2 occhi di fronte al cemento allungato con l’acqua (o L’Aquila).
L’ossessiva e sciacalla disinformazione perpetrata all’unisono da Raiset (la stessa Rai che ha fatto ricorso contro la sentenza di riammissione al ruolo di giornalista di Santoro) è un terremoto costante per la ormai defunta democrazia italiana. Consiglio ancora (e vivamente) di mandare al macero i giornali e spegnere i televisori. Bisogna spargere voce. Ricostruiamo una società critica. Diffondiamo la Rete.

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