Annozero resurrezione

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Fonte: http://unoenessuno.blogspot.com/2009/04/annozero-resurrezione.html

Non può finire in un amern la tragedia che ha colpito l’Abruzzo. Non possiamo accettare le solite parole della tragedia imprevedibile (uno sciame sismico che durava da mesi), dell’eroico lavoro dei volontari, che non si può offendere la persona di Bertolaso, che la sola colpa è delle costruzioni non a norma e di chi le ha permesse (ossia dunque le vittime stesse e gli amministratori locali).
Da questa ennesima tragedia all’italiana (dove chi si preoccupa viene chiamato Cassandra, imbecille, lasciato solo) non ne possiamo uscire con tutti colpevoli, dunque nessun colpevole.
Come mai l’informazione nazionale non ha parlato delle scosse che da mesi si susseguivano a L’Aquila e in Abruzzo?
È vero o non che non esisteva una pianificazione da parte della protezione civile in caso di sisma?
Chi ha costruito quei palazzi? L’ospedale, Il tribunale, il palazzo del governo?
È vero o no che in comune a Pescara (poco distante) si devovo riscuotere 1,5 miliardi di euro dai condoni edilizi?

Qui nessuno vuole accusare Bertolaso di essere responsabile: semplicemente ci si pone delle domande. Quale deve essere il ruolo della Protezione Civile: pianificare gli interventi, prevenire i disastri, occuparsi della messa in sicurezza dei comuni nella nostra Italia?
Oppure occuparsi dei grandi eventi: la morte del papa nel 2005; il G8; i giochi del Mediterraneo a Pescara (!!); i mondiali del ciclismo a Varese.
5800 comuni a rischio idrogeologico.
70% del territorio è a rischio.
Solo il 18% degli edifici pubblici è a norma. 9000 scuole a rischio.

Vogliamo nascondere la testa come lo struzzo e sperare che la scossa non arrivi mai? Oppure vogliamo fare le cose come le fanno negli altri paesi (Giappone, California ad es.) a rischio terremoto?
Può il capo della Protezione Civile occuparsi di così tante cose, associare tanti incarichi (pure le rovine archeologiche a Roma)?
Ieri sera ad Annozero si è cercato di parlare del terremoto in Abruzzo mettendo in luce alcuni aspetti che stonano nel quadro che viene dati dai TG e dalle trasmissioni televisive.
Aiuti che in alcune zone sono arrivati tardi.
Tende che sono arrivate tardi.
Una scarsa organizzazione, nelle prime fasi. Ancora non esiste un coordinatore unico per gli interventi.

Ne possiamo parlare, oppure deve calare il segreto di stato anche qui. Chi ha dato a dato …
La casa dello studente: “i ragazzi a L’Aquila per studiare non per morire .. l’emergenza sicurezza è anche avere edifici sicuri” queste le parole di una ragazza che in quella casa ha perso degli amici.
“In Italia vogliamo fare i ponti, vogliamo costruire il 20% di metri cubi in più .. facciamo qualcosa per i nostri figli”. Parole di un padre di una delle 281 vittime.

Cosa lasciamo ai nostri figli?
Un paese in cui gli edifici non hanno fondamenta solide. Dove i costruttori (citati nell’intervento di Marco Travaglio ad inizio trasmissione) che lavorano non a norma, rubano sul cemento e sul calcestruzzo, truffano la pubblica amministrazione, anche se vongono condannati, non vengono estraniati dal mercati ma fanno carriera in politica.
Il paese della Salerno Reggio Calabria; la Palermo Messina (inaugurata dal politico di turno e poi chiusa); dell’ospedale di Gela, dell’Aquila ..
Il paese dove la più grande impresa di cemento, la Calcestruzzi Spa, oggi Italcementi, è sotto indagine a Caltanisetta e i cui impianti sono finiti sotto sequestro per rapporti con la criminalità organizzata.
Criminalità, appalti pubblici e imprese che con il cemento fanno ricchi affari.
Anche in questo clima maturano le tragedie del nostro paese.
Anche grazie al clima di assenza di prevenzione, di scarso rispetto delle regole (tanto chi controlla? Tanto tutti fanno gli abusi?).

Non serve la bacchetta magica: basta far rispettare le regole. Basta fare i controlli. Oggi, ora.
Più penso a quello che è successo, più mi ritorna in mente un’altra storia, avvenuta anni fa. La tragedia del Vajont raccontata dalla voce di Marco Paolini: anche allora si diede la colpa alla natura. Anche allora chi aveva espresso i suoi dubbi, aveva denunciato il rischio, era stato denunciato (penso alla giornalista Merlin). Anche allora l’uomo fece la sua scommessa con la natura e la perse.
Da allora cosa è fatto per l’emergenza ambientale?
Non basta un bel funerale di stato, con tutti i politici nelle prime file e tanti (parenti impossibilitati ad arrivare a Coppito, amici il cui ingresso è stato negato) lasciati fuori.
P.S: a proposito di sciacalli, leggete qua:
Solo due giorni fa, mentre l’Abruzzo crollava, si son ricordati che siamo il paese più a rischio d’Europa e hanno cancellato l’art.6 e, al suo posto, hanno infilato qualche riga di «misure urgenti in materia antisismica»: gli ampliamenti delle case non saranno autorizzati «ove non sia documentalmente provato il rispetto della normativa antisismica». Ci son voluti 260 morti, per ripristinare la legalità. A proposito di sciacalli. Vergogniamoci per loro, e per i loro servi.

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