Rapporti telepatici tra madri e figli – telepatia ed allattamento

Stampa / Print
Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/04/rapporti-telepatici-tra-madri-e-figli.html

Sono un’attrice professionista. Quando mio figlio aveva 4-5 mesi, lo lasciai con mia madre per andare a teatro. A metà della rappresentazione sentii il latte montare intensamente (sebbene sapessi di averne lasciato un bel po’ a casa per mio figlio; e non era nemmeno l’orario dell’allattamento). Il mio costume si inzuppò di latte, e non riuscivo più a ricordare le battute. Riuscii a malapena ad attendere il momento in cui lasciare il palcoscenico,e non appena lo feci mi precipitai a a chiamare mia madre. Mio figlio stava piangendo affamato sul balcone del nostro appartamento, e mia madre non riusciva a sentirlo. Pensava che stesse dormendo (Tatiana Shirakina, Mosca)

Testimonianza riportata nel libro di R. Sheldrake La mente estesa, Urra edizioni, Milano, 2006, pag 76.

Il biologo Rupert Sheldrake nel suo ottimo libro La mente estesa (a questo link potete leggere un dettagliato riassunto delle ricerche ivi trattate) descrive con dovizia di particolari gli esperimenti di correlazioni telepatiche tra madre e figli (sia umani che animali). Uno dei più sbalorditivi è quello del figlio con un grava handicap visivo che (quando la madre gli sta accanto) riesce sbalorditivamente a riconoscere le letterine indicategli dall’oculista durante un controllo (vedi pag. 68-70 del libro citato). Tale caso è stato studiato fra gli altri da Sir Rudolph Peters, professore di biochimica ad Oxford, il quale con alcuni colleghi approfondì lo studio con un esperimento in cui madre e figlio erano posti a 6 km di distanza. Veniva quindi scelto casualmente un numero da uno a dieci che la madre doveva inviare telepaticamente al figlio.

Il figlio indovinò 20 volte su 58, ovvero il 34,5% delle volte, mentre se avesse potuto indovinare ogni tanto qualche numero “solo per puro caso” la percentuale sarebbe stata ovviamente del 10% (uno su dieci ovvero dieci su cento). Da un punto di vista statistico la probabilità che un tale risultato avvenga per caso è circa di uno su 10 elevato a 16, ovvero bisognerebbe ripetere 10000000000000000 volte lo stesso esperimento prima che “per puro caso” qualcuno indovini 20 volte su 58.

Ma forse questa notizia lascerà dubbiose molte persone dal momento che è difficile da verificare di persona; bisogna in ogni caso fidarsi o di Sheldrake che ne parla nel suo libro o di Peters e colleghi che hanno steso il resoconto di tali esperienze. Non meno interessanti sono gli esperimenti di Wylder sulla telepatia animale, in particolare quello in cui una mamma di cane boxer ed il su piccolo sono stati tenuti in stanze separate e quando uno sperimentatore inscenava una minacciava alla madre: come reazione la madre si rannicchiava ed il cucciolo faceva altrettanto nello stesso tempo (J.E. Wylder, Psychic Pets: the secret world of animals, Stonehill, New York, 1978). Già questo è un esperimento molto più semplice da realizzarsi, così come è abbastanza semplice, per chi ha un animale domestico, fare caso a tutte le volte che gli animali sembrano presentire il ritorno del proprio padrone anche quando giunge a casa fuori orario notare (vedi anche R. Sheldrake, I poteri straordinari degli animali, Mondadori, 1999).

Ma le esperienze che sono più facilmente verificabili da tutti gli esseri umani sono quelle relativi alle relazioni telepatiche tra madri e figli durante l’allattamento, relazioni che potenzialmente sono osservabili da tutti noi: chiunque può verificare l’esistenza di una telepatia fra i bimbi e le donne che li allattano chiedendo informazioni a madri, cugine, sorelle, parenti ed amiche, e non è difficile allestire qualche piccolo esperimento di controllo quando mamma e bambino si trovano lontani (anche solo in stanze separate).

Le madri infatti secernono il latte in tre casi: quando il bimbo stimola il capezzolo, quando il bimbo piange, o in certi casi quando la mamma pensa intensamente al bimbo. Se le madri si accorgono della perdita del latte anche quando sono lontane dal bimbo e quando stanno pensando a tutt’altro, e se poi si verifica che in quello stesso istante il bambino sta iniziando a reclamare il suo pasto, allora si può avere conferma dell’esistenza di un legame telepatico fra madre e figlio correlato all’allattamento.

Con il mio primo figlio non ce ne siamo accorti perché era praticamente sempre incollato alla madre e non lo si riusciva a smuovere da lì, ma col secondo ci siamo accorti fin troppe volte che quando la madre iniziava a produrre latte e a sentire una stimolazione al seno il bimbo nell’altra stanza stava iniziando a svegliarsi e faceva gesti espliciti con la bocca a significare il suo desiderio di latte. Potete quindi forse restare indifferenti alle esperienze descritte ed alle statistiche mostrate da Sheldrake a pagg 75-77 del già citato libro La mente estesa, ma se indagate di persona potreste avere una conferma di prima mano dell’esistenza dei telepatia.

Sheldrake riporta nel suo libro un 26% di donne intervistate che riferiscono casi evidenti di perdita del latte conseguente ad un richiamo telepatico del figlio, ma riporta anche le conferme ottenute con un esperimento più preciso ed articolato. Nel corso di tale esperimento le madri, lontane da casa, ogni volta che avevano una perdita del latte annotavano l’orario preciso in cui ciò avveniva, mentre a casa loro le baby sitter facevano altrettanto con i segnali di richiesta di cibo dei lattanti. Il risultato è stato di una serie di coincidenze 4 volte superiore a quella che si sarebbe potuta imputare al “puro caso”. (vedi pag. 337 del libro citato)

Bene se a questo punto fate i vostri controlli sulla questione potete avere la prova che il cosiddetto paranormale è in realtà la normale manifestazione di capacità possedute da tutti gli uomini (e forse da tutti gli esseri viventi, vedi gli esperimenti descritti nei libri di Lynne McTaggart Il campo di punto zero e La scienza dell’intenzione) .

Che dire allora del Cicap e degli enti consimili, possibile davvero che non siano a conoscenza di questi fenomeni? Personalmente non lo ritengo possibile, le prove scientifiche dell’esistenza del paranormale si accumulano da decenni e quelle qui riportate sono così facilmente verificabili e riscontrabili che chi dirige certe associazioni non credo abbia alibi di sorta. Per quanto ciò risulti scioccante per la maggior parte delle persone ritengo che tali associazioni siano nate da una esigenza ben precise delle élite che ci dominano, quella di nascondere agli esseri umani le proprie potenzialità.

E come mai queste organizzazioni oltre a negare l’esistenza del paranormale si preoccupano tanto di negare l’esistenza degli UFO, l’esistenza delle civiltà antidiluviane, le scie chimiche, continuando a negare, negare, negare, fino a rasentare il ridicolo? Forse perché tutte queste cose sono fin troppo vere ma troppo scomode per l’apparato di potere?

Forse se ci fossero molte persone coscienti dei cosiddetti poteri paranormali potrebbero utilizzarli a fin di bene, sia per facilitare i processi di guarigione che per irradiare (con la meditazione compassionevole e con l’esercizio positivo dell’intenzione) messaggi di amore che rafforzino la coesione degli esseri umani che vengono divisi per finalità bieche di dominio.

Alcuni degli esperimenti più interessanti sviluppati dal PEAR, ma anche da altri istituti, mostrano come l’effetto dei nostri poteri mentali sia cumulativo, e che se ci si applica in molti nel tentativo di modificare la realtà col pensiero l’effetto è maggiore; è un effetto di coerenza dell’intenzione che assomiglia molto a quello della risonanza o dell’interferenza costruttiva dei fenomeni ondulatori. Se molti uomini sviluppassero i propri poteri mentali potrebbero anche affinare l’intuito (un’altra “facoltà nascosta” della nostra mente) per vedere più chiaramente quello che sta accadendo intorno a loro e come il potere li stia avvelenando e manipolando.

Per adesso il potere criminale che ci sovrasta ha fatto in modo che la gente che conosce i poteri della mente non fosse ben cosciente delle logiche di predominio e sfruttamento delle élite che ci governano (e così abbiamo molte persone che utilizzando la meditazione e la focalizzazione dell’intenzione su obiettivi limitati) mentre le persone che sono ben coscienti di come i potenti stiano depredando e sfruttando i loro sudditi vivono ancora nell’ignoranza delle proprie potenzialità mentali. Tale divisione credo sia fortemente voluta dai poteri che ci sovrastano; se un giorno si realizzasse una forte commistione di queste due categorie assieme ad una rinnovata presa di coscienza della realtà che ci circonda (vedi ad esempio le scie chimiche) il potere delle élite che dominano il mondo potrebbe iniziare a scricchiolare.

Forse alla luce di queste considerazioni si comprende meglio il motivo per il quale nel dopoguerra fu condotta una massiccia propaganda mediatica a favore dell’utilizzo del latte artificiale, non solo per una questione di business, non solo per abbassare le nostre difese immunitarie e renderci un poco più deboli e malaticci (è noto come il latte materno fornisca il migliore nutrimento possibile assieme a tutto ciò che serve a rafforzare le difese immunitarie del neonato), ma anche per dividere, per separare i figli dalle madri troncando quel secondo cordone ombelicale che è rappresentato dall’allattamento al seno, e per cercare di eliminare una prova scomoda (diffusissima ed accessibile a tutti) della realtà del cosiddetto paranormale.

Piccola nota, se in alcuni ospedali italiani si rivaluta ormai da tempo la pratica dell’allattamento al seno, tale rivalutazione è spesso più teorica che pratica. Per esempio nell’ospedale di Iseo la regola è che la madre debba stare lontana dal bambino appena noto almeno 4 ore, mentre è noto a tutti che più presto il bambino si attacca ai capezzoli della madre e più facilmente la madre avrà la possibilità di allattarlo a lungo. Lo sanno tutti, persino le ostetriche che ti ripetono che per regola la madre deve stare le prime 4 ore lontana dal bambino, ma per riuscire ad esercitare il tuo sacrosanto diritto di allattare il tuo bimbo appena nato devi importi con determinazione per superare diversi stadi di sbarramento. Incredibile vero? Chiedetevi come mai

… e se siete alle prese con problemi di allattamento consultate l’ottimo sito della Leche League Italia: tutte le donne possono allattare (o quasi, ci sono pure alcune situazioni più difficili , come nel caso di un taglio cesareo) e possono farlo per anni con grande beneficio dei figli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *