L’Abruzzo, meta di turismo elettorale di una politica pornografica

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Berlusconi è ormai domiciliato a L’Aquila, dove trascorre le sue giornate tra conferenze stampa e passaggiate con i suoi inseparabili gorilla tra le rovine del capoluogo abruzzese. Casco dei vigili del fuoco sul capo, gioca a fare il soccorritore e si diverte a prendere in giro i bambini aquilani, quando vuol far credere loro di mandarli in vacanza al mare. Non tutti, però. In villeggiatura sulla costa adriatica, vanno solo quelli che non amano il campeggio collettivo organizzato dalla protezione civile.

Non poteva mancare La Russa che si è fatto vedere per le strade dei paesi distrutti dal terremoto del 6 aprile scorso, non avendo resistito alla tentazione di vedere come è fatto un paese fantasma. E non poteva mancare Angelino Alfano, che ha già prenotato la sua visita nei luoghi terremotati. E visto che secondo Berlusconi le tendopoli sono allegri campeggi, dove l’ottimismo deve regnare accompaganato dall’allegria, non poteva mancare la sua valletta preferita: Mara Carfagna, anche lei tra tende e microfoni e giornalisti. E non poteva mancare il leghista Zaia, che spinto dalla curiosità di vedere i popoli indigeni del Sud come se la cavano in casi di emergenza, ha deciso di spingersi al di là delle sponde del Po. E non poteva mancare la Gelmini, che nemmeno questa volta si renderà conto di quanto devastante possa essere tagliare i finanziamenti pubblici a scuole ed università.

E non potranno mancare Fini, Schifani e papa Ratzinger, che hanno già annunciato di voler visitare le rovine aquilane. Ovviamente, come chi li ha preceduti, portandosi dietro un gruppetto di persone fidate, qualche agente delle forze dell’ordine per garantire la loro sicurezza, l’attenzione di un po’ di soccorritori che dovranno vigilare sul dove metteranno i piedi e distraendo l’organizzazione dei soccorsi che dovranno predisporre per loro comode passerelle.

L’Abruzzo sta conoscendo uno squallido turismo elettorale. La politica pornografica è in scena a L’Aquila. Nei TG sono già in corso tribune politiche subliminali con altissimi share, che fanno esultare indecentemente i loro conduttori e direttori.
Eccoli i veri sciacalli. Non entrano nelle case distrutte per portare via oggetti. Questi entrano nelle vite di persone disperate, fin nel loro intimo dolore, tra le pieghe delle loro pene, per rubare visibilità e consensi.

P.S.: in questo desolante contesto, un ringraziamento lo si deve rivolgere al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ai giornalisti che bramosi lo seguivano e fotografavano, ha gentilmente chiesto di “non rompere”.

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