Sciacallaggio mediatico in Abruzzo

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Ci risiamo. Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo ha fatto crollare case vecchie e recenti, tutte costruite senza criteri antisismici.
Al momento in cui scrivo le persone decedute sono circa 150, numero destinato a sfondare quota 200. Fra queste ci sono anche studenti rimasti sotto le macerie della casa dello studente dell’Aquila. Dal nome, la struttura che accoglieva studenti, doveva avere tutti i crismi di anti sismicità.
L’evento è grave, per carità. Il problema è la strumentalizzazione e lo sciacallaggio che i media ne stanno facendo per non parlar d’altro.
Radio e televisioni si sono canonizzate nel capoluogo abruzzese come se non ci fosse null’altro. Aggiornamenti sempre uguali ogni minuto, fino alla nausea, in un rutilante ritornello sempre uguale recitato con l’enfasi dell’eterna prima volta. Su radio e televisioni, in un ingannevole loop all’insegna di una morbosa omologazione mascherata di pluralità.
Pensiamo un po’ se la stessa attenzione dei media fosse rivolta alle attività del parlamento e dei politici! Pensiamo un po’ cosa ne sarebbe stato di tutte le porcherie approvate finora se durante la discussione di ogni legge antidemocratica e liberticida ci fosse stata tanta attenzione e tanta analisi.
Mentre scrivo gli sciacalli Vespa su Rai1 e Vinci su Canale5 stanno spolpando la privacy e la dignità di migliaia di sfollati, che pagano il conto ad una politica incapace di far rispettare le regole, inadeguata ad applicare norme atte a prevenire disastri come quello accaduto, in una terra notoriamente sismica (l’Italia appenninica) e provata da precedenti eventi come il terremoto dell’Irpinia, che fu di magnitudo ancora più alto del sisma dell’Aquila di stanotte.
Quel corpo inanimato che esce dalle macerie in foto, lo ricorderò come simbolo di questa Italia finita e senza speranza di ripresa.
Le mie condoglianze alle famiglie colpite da lutto per questo sisma.

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