SE I GIUDICI HANNO PAURA

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Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/04/se-i-giudici-hanno-paura.htm

Di Bruno Tinti
(ex Procuratore della Repubblica Aggiunto di Torino)

da La Stampa 3 aprile 2009

e dal sito http://togherotte.ilcannocchiale.it/

Per l’ennesima volta c’è il sospetto che qualche politico importante sia stato preso con le mani nel vasetto della marmellata. La procura di Bari ha da tempo chiuso le sue indagini che riguardavano il Ministro Raffaele Fitto per i reati di associazione a delinquere, concussione, falso ideologico, corruzione, peculato, concorso in interesse privato in una procedura di amministrazione straordinaria e turbativa d’asta. Come prevede il codice di procedura, i procedimenti sono stati sottoposti al Giudice per le Indagini Preliminari; uno dei due è ancora in fase di udienza preliminare; per l’altro, Fitto è stato rinviato a giudizio.

Adesso il suo collega Alfano ha inviato i suoi ispettori presso la Procura di Bari. La supposizione che si tratti della solita ispezione intimidatoria e, se gli riesce, punitiva è seducente; tanto più che, dicono le agenzie, Alfano si è mosso su sollecitazione dello stesso Fitto. Niente di nuovo sotto il sole comunque: hanno fatto così dai tempi delle ispezioni alla Procura di Milano che indagava su Berlusconi. E tutto questo suggerisce qualche (inquieta) riflessione.

E’ evidente che gran parte della classe dirigente del Paese non riesce a comprendere che l’Amministrazione della Giustizia si deve svolgere in maniera indipendente e autonoma rispetto ai desideri, alle opinioni, ai voleri della politica. E’ straordinario come Alfano e gli altri come lui non arrivino a rendersi conto che un’ispezione disposta in coincidenza con un processo nei confronti di un uomo politico e dietro sollecitazione di questi costituisce una obbiettiva interferenza, tale da intimidire i giudici che lo debbono giudicare.

Può essere interessante ricordare che, il 23 febbraio, il Ministro della Giustizia spagnolo, Mariano Bermejo si è dimesso. Aveva passato (come faceva per abitudine, essendone amico) un week end, andando a caccia con il giudice Garzon che stava investigando su Francisco Correa, importante esponente del partito Popolare che, come è noto, è all’opposizione. E’ stato criticato perché si poteva sospettare (sospettare, non è mai emerso alcunché di concreto) che egli potesse approfittare delle circostanze per raccomandare al giudice un inchiesta severa (nei sospetti: parziale, ingiusta, prevenuta) da cui il suo partito avrebbe tratto vantaggio. E’ stato anche criticato perché era andato a caccia senza possedere la relativa licenza… Si è dimesso. Per un sospetto (un sospetto) di parzialità. Nel nostro Paese il Ministro della Giustizia invia ispezioni presso i giudici che indagano sui suoi compagni di partito; addirittura l’ex Ministro Mastella le inviò presso il magistrato che indagava su di lui.

Ma c’è un’altra cosa che lascia perplessi. L’Associazione Nazionale Magistrati, il sindacato dei giudici, è composta da persone che, come tutti i giudici, conoscono a menadito gli articoli 101 della Costituzione (quello che dice che i giudici sono soggetti soltanto alla legge); 104, quello che dice che la magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere; e 112, quello che dice che il Pubblico Ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale (sicché, se pensa che Fitto sia un associato a delinquere, un concussore, un corruttore, un peculatore e tante altre cose poco commendevoli, non può che spedirlo davanti a un giudice perché queste accuse siano accertate).

E’ successo che l’ANM, quando ha appreso dell’ispezione ordinata da Alfano, ha emesso un severo (magari severo è un po’ troppo, che dire, critico, forse ispirato a vigile attesa) comunicato in cui dice di esprimere «piena solidarietà ai colleghi della Procura di Bari» e di condividere “l’auspicio che l’inchiesta amministrativa affidata agli ispettori ministeriali possa svolgersi senza pregiudizio né interferenze sull’attività giurisdizionale». Non proprio un alto là ma un flebile richiamo, questo si.

Solo che, quando era De Magistris ad essere “ispezionato”, mentre indagava su Mastella e coindagati (per tre volte di fila perché, come dichiarò il suo sottosegretario Luigi Scotti, anche lui magistrato, nelle prime due non si era trovato niente ma il Ministro era tanto scrupoloso e voleva essere tranquillo), in quel caso l’ANM non ebbe nulla da dire; nemmeno un flebile “auspicio” che le ispezioni si svolgessero senza pregiudizio delle indagini.

Il punto è che questo atteggiamento timido sulle iniziative aggressive della politica rischia di aggravare lo stato di sconcerto, di solitudine e di paura (si, di paura) di molti magistrati. Ieri i titolari dei fascicoli su Fitto hanno scritto una lettera al Csm, chiedendo di sapere entro quale limite devono esercitare «il dovere istituzionale di salvaguardare la funzione giudiziaria da interferenze indebite o improprie».

Tutti i magistrati conoscono benissimo questo limite; come lo conoscevano i magistrati della Procura di Milano che non consegnarono mai agli ispettori i fascicoli concernenti gli imputati Berlusconi, Previti e altri, coperti dal segreto investigativo che vale (ma lo sanno tutti) anche per il Ministro. Chiedere al CSM che ha condannato De Magistris una direttiva in tal senso è certamente ispirato ad ovvie ragioni di autotutela; ma è anche segno di profonda sfiducia.

1 comment for “SE I GIUDICI HANNO PAURA

  1. Anonimo
    5 maggio 2009 at 14:28

    Primavera 2001. Tutti parlavano della Assemblea di Confindustria a
    Parma come fondamentale passaggio per Silvio Berlusconi allo scopo di
    convincere l´estabilishment “chiclefreak” italiano ad appoggiarlo. E a
    calmare cosi´ Corriere e Repubblica, finendo poi, per fargli vincere
    le elezioni ( test passato: infatti, dopo detto meeting, Gianni
    Agnelli se ne venne fuori con la sua minchia.a “non siamo una
    Banana Republic”; in pochi capirono che quella dichiarazione
    rappresentava una mera vendetta; che Gianni Agnelli mentiva sapendo
    di mentire; vendetta pura, contro il massone Massimo D`Alema, per
    avergli fatto ciulare via la Telecom; comunque, come sempre dissi in vita mia, un millesimo di unghia di Giovanni Agnelli, per lo meno a livello di rispetto per la democrazia e per gli altri, per me, valeva 30990309093090930909 Silvio Berlusconi). Sono, piu´ o meno, per puro
    caso, in macchina, sulla Mi Bo, alle 9 di mattina di quel sabato. Ore
    9.30: mi trovo giusto all´altezza di Parma. Mi sembra, il tutto,
    davvero come un messaggio della Provvidenza e dello Spirito dicentemi
    ” vai a sentire e dare un´occhiata, vai, iamm bell, ia´”. Lo faccio.
    Con un po´di stile alla Totó Le Moco´ riesco scioltemente ad entrare ( la
    Provvidenza e Lo Spirito non prendono mai in giro, mai; se ti dicono
    “vai”, poi ti aiutano). La prima e ( spero) ultima volta che vedo live
    il Satana in terra di Arcorleone: Silvio Berlusxuxluxkloni. Sento
    schifatissimo con voglia di vomitare tutte le sue solite balle e
    puzzone manipolazioni di verita´. L´orticaria davvero mi assale ma a
    furia di pizzicotti, non mollo, resto, col sangue che ribolle, ma
    resto. A un certo punto, il solito grandissimo Spirito dell´Altissimo
    mi dice di avvicinarmi al palco, dove lo gnomo ( specialmente, ma non
    solo) dei valori, Silvio Berlusconi, si agita e frottola
    putridissimamente come suo solito. Lo faccio, anche se un po´
    domandandomi perche´. Allo Spirito, pero´, da sempre, dico mai e stra
    mai di no, e sicuro del fatto che capiro´, forse subito, forse tra
    anni, ogni perche`, mi autodetermino, spiazzo via ogni incertezza e
    tiro dritto. Una volta che sono li, il mandante di assassini, il
    mafioso, il camorrista, il ndranghetaro, il modernazifascista Silvio
    Berlusconi inizia a urlare: ” io sono uno di voi, capito? si, di voi,
    e vi prometto che una delle prime cose che faro´, di certo entro i
    primi cento giorni di mio Governo ( aaaargh, ulteriori conati di
    vomito mi assalgono, ma mi trattengo), sara´ abolire la legge sul falso
    in bilancio, che e´u na vergogna liberticida, mi avete capitoooo”? Dico
    tra me e me, allo Spirito: ” lo so´che e´un ladro, lo so´ che e´un
    manigoldo, lo so´che froda i bilanci come una bestia, lo so´che e´ un
    porco mafioso, lo avrei capito anche dall´ultima fila, mi fa´schifo
    stare vicino a sto verme fascismoderno, perche` mi hai fatto
    avvicinare? scusa la domanda, Spirito grandioso”. LO SPIRITO PERO´ HA
    SEMPRE RAGIONE, SEMPRE!!!! Dieci secondi dopo capisco perche´ mi ha
    detto di avvicinarmi a sto strisciante codardo falsone puzzone
    assassino quale e´ e stra e´ Silvio Berlusconi. Continua, detto mega
    riciclatore di danari killer di Arcorleone: ” entro cento giorni
    aboliro´ la legge sul falso in bilancio, si, mi avete capito”? A
    microfono, dallo stesso criminalchiclefreak Silvio Berlusconi, poi, per pochi secondi, AD HOC, spento, egli fissa Calisto Tanzi ( li in prima fila) e gli dice “mi hai capito Calisto (?)” sorridendogli con quel suo solito sorriso di plastica marcia e falsa? “Mi hai capito CALISTOOOOOOOOOOO”??? ECCO COSA VOLEVA DIRMI LO SPIRITO GRANDIOSO DELL´ALTISSIMO. Non lontano da dove ero io, sedevano, infatti, in prima fila, o giu di li, sia Calisto Tanzi che Stefano Tanzi, ovvii bosses di casa. Appena Silvio Berlusxuxluxkloni disse, anzi, raglio`, nuovamente, a microfoni spenti: “mi hai capito Calisto (?)”, lo stesso subito annui` con la testa, sorridendo ” back” fortissimamente e dicendo “grazie, grazie Silvio, grazie”. Notai cio´ in pieno, guardando in volto Calisto Tanzi, parecchio vicino a dove mi ero spinto. QUINDI, SILVIO BERLUSCONI SAPEVA BENISSIMO CHE LA PARMALAT FALSIFICAVA I BILANCI DA DECENNI E SI E´ RESO REO DEL SUPER STRA ILLECITO DI APPOGGIARE QUESTE FALSIFICAZIONI, ANZI, NON SOLO DI APPOGGIARLE, MA ANCHE DI PROTEGGERLE, IMPEDENDO LEGGI CHE LE POTESSERO VIETARE. SI E´ RESO REO DEL FOT.ERE MILIONI DI MILIONI DI RISPARMIATORI ISTITUZIONALI, E NON, DI TUTTO IL MONDO. VERGOGNA SCHIFOSO DELINQUENTE MAIALE LURIDO NAZISTA, ANZI NAZIFASCISMODERNO MAFIOSO PUZZONE SILVIO BERLUSCONI, VERGOGNAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Gia´in Borsa,infatti, in tantissimi dicevano, e da meta´anni 90 ( ossia almeno da sei anni prima rispetto a detta primavera 2001) che Parmalat era un “paccone”, che manipolava le proprie figures mostruosamente, non per niente. Berlusconi ha legittimato ancor di piu´ sta rapina ai risparmi di mezzo mondo, vergogna putrido criminale incravattato Berlusxuxluxkloni,vergognaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Nel 2004, quinid, capii poi, ancor di piu´, anzi, in pieno, perche´, lo
    Spirito del Creatore, mi disse di avanzare quel giorno verso l´assassino
    megariciclatore di danaro supercolante sangue di milioni di morti
    ammazzati dalle mafie di tutto il mondo, Silvio Berlusconi. Le
    centinaia di migliaia di risparmiatori truffati dai decenni di bilanci
    falsi di Parmalat, suffragarono, poi, il tutto ancor di piu´ . Lo dico
    ora e davanti a tutti : i bilanci di Mafiaset Camorraset Ndrangaset
    Nazistset Mediaset son pure manipolatissimi, lo dicono sempre in di piu´, sia nella City che a Wall Street. Occhio risparmiatori italiani e non. Istituzionali e non. Silvio Berlusconi non e´ cosi´diverso da Calisto Tanzi, se mai e´ tantissimo peggio di Calisto Tanzi, non toccate il suo titolo in Borsa, e´ un titolo fondato sulle ossa rotte e il sangue
    versato da milioni di esseri umani ammazzati dalle mafie di tutto il
    mondo, non toccatelo. E per di piu´e´un titolo rappresentato da
    bilanci ladroni, falsi, truffaldini e artefatissimi, non toccatelo,
    nuncaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    Michele Nista

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