Beppe Grillo nuovo capopolo o grande marionetta?

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Fonte: http://www.fainotizia.it/2008/02/04/beppe-grillo-nuovo-capopolo-o-grande-marionetta

Beppe Grillo nuovo capopolo o grande marionetta? Di Massimiliano Cocozza Investire nel Mondo www.investirenelmondo.com Cosa c’è dietro al successo del blog di Beppe Grillo, il più gettonato della rete? All’anagrafe di Genova risulta come Giuseppe Piero Grillo, ragioniere, meglio conosciuto come Beppe Grillo, professione comico. Grillo è stato lanciato da Pippo Baudo che l’ha scoperto al cabaret milanese “Il Bullone” alla fine degli anni ‘70. Il Beppone nazionale è stato, come ricordiamo, oggetto di ostracismo dalla RAI che lo ha bandito dalle sue tramissioni negli anni ’80. Tuttavia non si è mai abbattuto ed ha continuato a girare l’Italia con i suoi spettacoli nei quali, fino a qualche anno, fa professava il suo odio per i grandi media e soprattutto per i computer ed internet. In quest’ottica, nello spettacolo “Time Out”, iniziava con la distruzione rituale di due computer. Nel 2005 apre il suo blog, che oggi registra oltre 500mila accessi giornalieri, che è attualmente uno dei siti più visitati al mondo, e subito vince il premio WWW messo in palio dal giornale di Confindustria – il quotidiano dei Poteri forti italiani – “Il Sole 24 Ore”. Intanto il blog ha continuato a crescere e oggi che è tradotto anche in inglese e giapponese, è diventato fonte biblica di informazioni per milioni di persone di tutto il pianeta. Grillo si trasforma e finalmente, in barba agli ostracismi, grazie alla forza del popolo libero della rete, fa audience. Un’audience che comincia ad avere numeri tali che persino i partiti politici cominciano a doverne tener conto. Grillo diventa la voce del dissenso. Organizza il V-Day, si fa paladino di una rivoluzione del buon senso. Attacca Telecom e chiede ai piccoli azionisti di farsi rappresentare nel consiglio di amministrazione per fare valere la voce dei piccoli investitori, del popolo. Si dice che scenderà in campo anche in politica e c’è chi applaude, vista la terribile crisi politica che il nostro paese sta attraversando, sperando in un nuovo corso delle cose. Sembra davvero una rivoluzione che viene dalla base, dalla gente che spontaneamente fa pesare le sue scelte. Punto di unione e di divulgazione il suo personale blog, ma come nasce e chi è l’editore di questo fenomeno della rete che sta proponendosi come un nuovo punto di riferimento della dissidenza? Chi è l’editore di Grillo? L’editore di Beppe Grillo è la Società Casaleggio Associati di Milano. Nella prefazione del libro scritto da uno dei fondatori della Società, Gianroberto Casaleggio “Web Ergo Sum” del 2004, Beppe Grillo racconta l’incontro con quello che diventerà il suo editore di fiducia, ovvero lo stesso Casaleggio. Grillo scrive: «lo incontrai per la prima volta a Livorno, una sera di aprile, durante il mio spettacolo Black Out. Venne in camerino e cominciò a parlarmi di Rete. Di come potesse cambiare il mondo. (…) Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco (…) Ebbi, lo confesso, un attimo di esitazione. Strinsi gli occhi. Casaleggio ne approfittò. Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gurdjieff (il famoso mago nero, uno dei maestri del cantautore Franco Battiato), Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Anna di York, Kipling, Jacques Carelman (…) Tutto fu chiaro, era un pazzo. Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla Rete. (…) Ce n’è abbastanza per rinchiuderlo. E’ un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile» In questo modo Grillo racconta di come Gianroberto Casaleggio sia riuscito dove tutti avevano fallito: convertire Grillo a internet! Dal loro sodalizio è nato non solo il blog di Beppe Grillo, ma anche tutti i libri e dvd e le organizzazioni dei Meet-up! Da quel giorno nel camerino di Livorno l’immagine di Grillo viene a poco a poco acquisita, gestita e controllata dagli esperti della società milanese di Casaleggio. Gianroberto ha guadagnato a pieno la fiducia del comico genovese e sarebbe il consigliere di Grillo, a tal punto che, secondo indiscrezioni, è sua l’idea del V-Day! Quello che ha sparso nel mondo il verbo o virus del V-Day convincendo, attraverso il suo comico portavoce, centinaia di miglia di persone in Italia che ci può essere un mondo nuovo. Casaleggio e la sua società hanno rimesso Grillo in gioco e lo hanno fatto con una conoscenza profonda della rete e del marketing ed i numeri parlano da sé. Chi è Gianroberto Casaleggio e chi sono i suoi Associati? La Casaleggio Associati, nasce il 22 gennaio 2004 a Milano nei pressi della casa di Alessandro Manzoni, con 5 soci: Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich. La “mission” dell’azienda è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale» Vediamo chi sono esattamente questi soci: – Gianroberto Casaleggio è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg. “Uomo sulle orme del Parsifal dichiara di voler ricercare la vera natura degli uomini”. Nelle riunioni da sempre ama immergere il gruppo dirigente nel mondo cavalleresco e spirituale della leggenda di Camelot. Usa una tavola rotonda attorno alla quale fa sedere i suoi manager per «parlare liberamente». Sua è anche la gestione del sito web del buon amico di Grillo, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. – Luca Eleuteri tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg. – Mario Cucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg. – Enrico Sasoon entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg – Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano Questo evidenzia senza alcun dubbio che la Casaleggio ed Associati nasce in seno alla Webegg (l’uovo del web, o di Colombo?) E poi cos’è successo? Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduto da Finsiel (79,5% Telecom Italia). Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana. Come dire che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa, all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa soggetto di attacchi da parte del comico genovese. Beppe Grillo sta portando avanti da anni una campagna per “ri-prendersi” (quasi a nome del popolo) la Telecom Italia. Tale strategia di fatto risulterebbe attuabile se tutti o una buona parte dei piccoli azionisti privati delegassero Grillo all’assemblea generale della società. Per attuare questo piano Grillo dal blog ha chiesto ufficialmente una “shareaction”. “Fatemi godere” dice nel suo appello: «inviatemi le vostre manifestazioni di interesse attraverso il form del modulo di adesione per consentirmi di valutare la fattibilità del progetto e tentarne la realizzazione. Fatemi godere. Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. (…) Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Aderite, aderite, aderite». Questo il tono populista del suo appello. A qualcuno però potrebbe sembrare una manovra occulta per entrare in possesso proprio di questa importantissima azienda, ed infatti ad oggi sono decine di migliaia le persone che in buona fede, si sono affidate a Grillo. Certamente si tratterebbe di ”una cosa mai vista al mondo”, ma la domanda che sorge spontanea è: una volta attuato questo progetto, se mai si realizzerà, chi potrà garantire la sicurezza dell’azienda di telecomunicazioni più importante d’Italia? Non solo ma si tratta di una società che ha accesso ad informazioni molto sensibili, ha il potere di intercettare e registrare tutte le telefonate, leggere tutti i fax e le e-mail sul suolo italiano ed oltre. Chi controllerebbe l’azienda nel caso in cui il Beppone nazionale, paladino dei comuni mortali, identificati nei piccoli azionisti divenisse il nuovo Amministratore delegato di Telecom Italia S.p.A.? Prometeus è il futuro dei media? Torniamo alla Casaleggio Associati e vediamo sul loro sito ufficiale (www.casaleggio.it) nella home page un video indicativo dal titolo: “Prometeus il futuro dei media” (www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia). Si tratta della visione futuristica che i soci fondatori della Casaleggio hanno dei Media. Il video inizia dicendo: «L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con Internet alla fine del secolo scorso…» e continua con: « la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a BBC, CNN e CCTV… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di “Cultura Libera” diventa Ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. Chiunque ha un Agav (agente-avatar) che cerca informazioni, persone, luoghi nei mondi virtuali. Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. E’ reale! Nel 2027 Second Life si evolve il Spirit. Le persone diventano chi desiderano e condividono la memoria, le esperienze, le sensazioni. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri». Premonizioni, visioni, proiezioni fantastiche? O questo è davvero lo specchio di uno scenario frutto di una possibile evoluzione del mercato? Un futuro illuminato dove la vita è virtuale, dove si commercializza la memoria, le esperienze e le sensazioni. Ognuno avrà un avatar, un personaggio inventato, e potrà fare ciò vuole, anche quello che non potrebbe fare nella realtà e questo dal suo schermo multimediale come nei film di fantascienza. Uno scenario secondo il quale la nostra Vita verrà letteralmente “copiata” o “replicata” su internet. In questo modo svilupperemo un’esperienza non sul pianeta Terra, ma su un “pianeta” virtuale, formato da bit e byte. Il progetto Prometeus, è solo la visione di menti alterate o si tratta di un piano di controllo occulto? Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza anche Second Life, “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto”. Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa). Per chi non lo conosce si tratta di un videogioco in cui possono partecipare contemporaneamente milioni di giocatori collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar). Si fa amicizia, si può volare da un posto all’altro senza chiedere il permesso, c’è anche una moneta. Ci sono città locali, gente, incontri vernissage. Il giocatore può avere un proprio conto corrente e proprietà mobili ed immobili, quindi acquistare e vendere. La Linden Lab, lo ha reso disponibile in rete nel 2003 ed a luglio 2007 può contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo. Sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life, ma dubitiamo che trovino il tempo di giocarci personalmente. “Dio è ovunque, è chiunque e conosce ogni cosa”, proprio come l’occhio onniveggente della massoneria (il simbolo stampato sul dollaro statunitense), usato dai creativi della Casaleggio alla fine del video. Ma come mai hanno scelto un nome così particolare come Prometeus per questo progetto? Prometeo, tutti lo ricordano, è l’eroe figlio di Giapete e Climene, che ha sottratto il fuoco agli Dei per riportarlo agli uomini sulla terra (dottrina della gnosi) e condannato da Zeus ad essere divorato vivo in eterno. Secondo l’occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, un’altra versione della ribellione dell’orgoglioso Lucifero (portatore di luce in latino), precipitato nell’abisso senza fondo. La maledizione di Zeus a Prometeo un’allegoria della maledizione di Dio a Satana! Quindi secondo la maga (indubbiamente nera) Blavatsky, il fuoco o luce portati sulla terra da Prometeo è l’allegoria del fuoco o luce portati sulla terra da Lucifero. E forse questa l’idea che ha condotto i creativi della Casaleggio Associati a scegliere un logo che rappresenta una fiamma che parte dalla lettera O maiuscola, quindi dal Cerchio chiuso, molto usato anche dai circoli satanici per i loro rituali? Sicuramente la motivazione che ha spinto la Casaleggio a scegliere un nome e logo simili sarà un’altra, magari meno esoterica, però la coincidenza c’è e va notata. Casaleggio Associati in partnership con Enamics? Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM). La Enamics ha come “clienti” potentissime corporation del calibro di: Pepsico, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group e JP Morgan. In particolare JP Morgan è una fra le più autorevoli banche d’affari che fa parte del gruppo Rockefeller, una delle famiglie più potenti al mondo. Davanti al Centro Rockefeller di New York si staglia una statua gigante di Prometeo, voluta proprio dal magnate in persona. Si tratta di una seconda coincidenza? Fondatore della BTM Corporation è un certo Faisal Hoque, autore di numerosi best seller ed ex dirigente anziano della General Electric (anch’essa parte del gruppo Rockefeller) e di altre multinazionali. I partner della BTM tecnology sono “IBM Tivoli” di New York e “Future Considerations” di Londra. Questa ultima ha come clienti: Coca Cola, Barclaycard, Addax Petroleum, KPMG LLP, ecc. Nel settore pubblico invece: Carbon Trust, UNIDO (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (LFPA) ecc. Questo significa in parole semplici che l’editore di Beppe Grillo, lo stesso che ha promosso le giustissime campagne contro l’inquinamento ambientale, le energie alternative, i biocarburanti, l’idrogeno, ecc., abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove, e soprattutto nel comparto bancario, energetico e petrolifero. Che fine ha fatto il Signoraggio monetario? Al Beppone nazionale va il merito di essere stato il primo a denunciare la truffa del Signoraggio monetario (nel tour “Apocalisse Morbida” del 1998) e la natura privatistica della Banca d’Italia. In quello spettacolo ha sparato a zero sui banchieri (Fazio, Duisemberg, ecc.), definiti i cavalieri dell’Apocalisse, che controllano le economie planetarie, sottolineando più volte come questi signori “stampano le banconote e le prestano ai governi”. Per non parlare del debito pubblico. Dice infatti Grillo: “e il debito? A chi li dobbiamo due milioni e mezzo di miliardi di lire?” Negli ultimi tempi però Grillo, che nel 1998 sparava a zero sul Signoraggio, sulla truffa del debito pubblico e sui banchieri, oggi non dice nulla e si limita ad attaccare i politici: semplici camerieri del potere economico. Cosa è successo nel frattempo? Ha ricevuto pressioni e/o ricatti? Oppure ha cambiato idea? Una spiegazione la fornisce il dottor Antonio Miclavez in una recente intervista: «ne ho parlato (con Grillo) circa sei mesi fa e mi ha detto: “sì è molto bello, ma questo per la gente è troppo. Se è troppo poi la gente si spaventa e non lo capisce perché è troppo”. A cosa servono il V-day, il Mastella-day, la petizione per la Forleo o De Magistris, o quella contro Gentiloni, se il vero e unico problema è la gestione massomafiosa della emissione monetaria che rende interi paesi schiavi del sistema economico, sotto la pressione di un debito inesistente? Qual è il senso di scatenarsi per un parlamento pulito (contro i politici pregiudicati), movimentare le masse per assurde liste civiche, quando i controllori della politica sono e rimangono i grandi banchieri internazionali? Quando coloro che emettono la moneta hanno il Potere di far fare le leggi ai burattini in Parlamento, a cosa serve prendersela con la manovalanza? Il giornalista Paolo Barnard offre il suo punto di vista in una lettera intitolata “Considerazioni sul V-day”: “I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta… Credete veramente che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?” Al Potere, le iniziative di Grillo, portate avanti grazie alla consulenza di aziende specializzate, fanno estremamente comodo, perché il vero e unico problema che ha il Potere è il risveglio della coscienza delle Individualità. Persone libere di pensare, sentire e agire, indipendentemente dagli insegnamenti e dalle dottrine di un qualsiasi messia o maestro di vita, sono veramente pericolose! Chissà che non siano vere le affermazioni di Dino Risi (che ha diretto Grillo nel film “Scemo di guerra”) al Corsera, perché secondo il regista, Grillo è più attore adesso che quando girava film e che non crede affatto a ciò che dice e scrive quotidianamente nel blog. Alcune note: Il 16 novembre 2000 in “Brodcast & video” numero 130, alla voce “Business & mercati”, appare la seguente notizia: Nuova Web: Professional Company per il Gruppo Telecom Netikos Spa è la nuova web professional company varata da I.T. Telecom, gruppo Telecom, per offrire soluzioni per le imprese legate alla rete. Il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Gilberto Ricci ha nominato nei giorni scorsi Edoardo Narduzzi alla carica di amministratore delegato. Gli altri componenti del Cda sono: Gianroberto Casaleggio, Michele Colaninno, Alfredo Speranza». Michele Colaninno, parente del più famoso Roberto Colaninno, dal sito ufficiale della Piaggio: Milano, 28 agosto 2006 – L’Assemblea degli Azionisti di Piaggio & C. S.p.A, a seguito dell’ammissione alla quotazione delle proprie azioni presso Borsa Italiana, ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione così composto: Roberto Colaninno, Matteo Colaninno, Michele Colaninno, Rocco Sabelli, […], ecc. Roberto Colaninno nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti. In quegli anni trasforma l’azienda da una società di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel. Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (OPA) su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia. Come soci dell’operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti. L’operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom che non riesce a risanare, facendo sprofondare la società di telecomunicazione. Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli (Marco Tronchetti Provera) e Benetton (famiglia Benetton). Ricapitolando: Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti S.p.A. di Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti S.p.A. cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A.., che intanto ha dato vita a Netikos Spa dove fa parte del Cda con un parente stretto di Colaninno, poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati , l’attuale editore di Beppe Grillo! Come mai lo stesso Grillo si domanda chi ha affossato TELECOM, quando il suo editore attuale è stato nello stesso Cda con i Colaninno? Attualmente la cordata Colaninno, Berlusconi e SanPaoloIMI (vedi Prodi) si stanno prendendo la Telecom (tratto da Finanza World) Ecco cosa pubblica l’agenzia stampa italiana Adnkronos: La trattativa è “in una fase avanzata, mancano solo alcuni dettagli”. Secondo quanto riferiscono all’Adnkronos fonti vicine al dossier, si starebbe per chiudere l’accordo che porterebbe Mediobanca, Intesa, Generali, Benetton e Telefonica a controllare Telecom, attraverso una quota complessiva pari a circa il 25% del capitale. Alla quota del 18% detenuta da Olimpia si sommeranno infatti anche le quote rispettivamente detenute da Mediobanca, 1,54%, e Generali, 4,1%. Telefonica rileverebbe una quota pari al 40% di Olimpia e ne diventerebbe il primo azionista, con Mediobanca e Generali che entrerebbero apportando anche le quote dirette possedute in Telecom. A Intesa Sanpaolo spetterebbe una partecipazione più piccola. All’interno di quella che sarebbe una sorta di Newco rimarrebbe anche Benetton con una quota quasi dimezzata rispetto all’attuale 20%. Il disimpegno di Pirelli, che controlla l’80% di Olimpia, avverrebbe ad un prezzo pari a 2,80 euro, frutto della media di quanto metteranno sul piatto da una parte Telefonica e dall’altra i soci bancari. Un successivo aumento di capitale garantirebbe l’ingresso dei soci italiani.

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