Focolai di guerra a Londra

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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2009/04/01/focolai-di-guerra-a-londra/

Trovo non ci sia altro di cui parlare anche per oggi, se non di guerra. Guerra urbana, guerra economica, guerra dell’occupazione, guerra di sopravvivenza, guerra di libertà, guerra alla casta, guerra ai voltagabbana, guerra al sistema.

Un sistema che è crollato e di cui noi, generazione attiva degli anni 2000, stiamo vivendo i primi effetti.

Oggi Londra è stata messa a ferro e fuoco per il G20, cui è presente anche Silvio Berlusconi, unico corruttore, imputato, prescritto e autoassolto che in quel contesto non si fila nessuno. Mentre cerca disperatamente di farsi fotografare al fianco di Obama come fosse una teen-ager abbracciata al cantante, migliaia di manifestanti armati di mazze hanno assediato le banche della capitale inglese. Nel video si vedono le vetrate della Bank of England andare in frantumi.

Quelle scene di rivolta si svolgono a Londra, gloriosa capitale della rivoluzione industriale, gloriosa capitale di un popolo colonizzatore di terre e arcipelaghi in tutto il mondo, gloriosa capitale della sterlina perennemente altezzosa con l’euro.

Oggi scopriamo che gli inglesi hanno anche gli anticorpi. Altro che i lord in frack e cappello dall’approccio discreto e glamour.

La city oggi trasudava rabbia e voglia di vendetta.

E’ sempre lei, la gloriosa city che ha fatto scuola fin dal Rinascimento. E se uno più uno fa due, l’escalation della tensione inarrestabile e dagli effetti, ahime, prevedibili, deve indurci a pensare che non ci sono più luoghi al mondo sicuri. Nemmeno le isole (Islanda docet).

Con la recessione economica dovuta alla contrazione dei consumi e l’invasione degli immigrati nell’era della globalizzazione, dobbiamo pensare che il mondo intero va incontro ad un futuro inedito e assolutamente nuovo.

Voglio azzardare che scompariranno i soldi così come li abbiamo concepiti fino ad oggi.

Voglio azzardare che gli Stati con gli attuali confini scompariranno lasciando il posto a una riorganizzazione politica dei territori su scala ridotta, al massimo di dimensioni provinciali, se non addirittura comunali stile polis greche dell’anticristo.

Voglio azzardare che, dopo la tempesta che si lascerà alle spalle tanti danni, ci sarà un parziale riequilibrio della distribuzione delle ricchezze. Non so bene come, ma certamente ogni giorno, da qui in avanti, sarà da raccontare e da vivere. Per chi riuscirà.

Si salvi chi può.

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