“Tristi” buffoni

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di Gianfranco La Grassa – 31/03/2009Fonte: ripensaremarx [scheda fonte]
Come avevo previsto nell’aggiunta di ieri, le borse stanno andando bene, trainate dai bancari (che erano alla testa del tonfo di ieri) e dalla Fiat (anch’essa in precedente caduta libera), grazie allo strano – e dopo notizie contrarie – OK di Obama all’accordo tra tale azienda e la Chrysler, cui vengono concessi sei milardi di dollari di finanziamento, malgrado il parere nettamente contrario della task force (i consulenti nominati dalla presidenza statunitense), che aveva addirittura bocciato i piani sia della GM che della Chrysler, affermando che tali aziende dovrebbero essere avviate verso il fallimento. Malgrado il giubilo degli italiani, il fragoroso risuonare di sciocchi peana che si levano da giornali, radio e Tv nostrani, si è capito ancora una volta che siamo in mano a perfetti inconsapevoli e irresponsabili (e ignoranti di economia, che non sia solo una serie di statistiche fasulle stipate in tabelline o grafici). Ieri Trichet (BCE) si è aggiunto al coro degli ottimisti, sostenendo – berlusconianamente – che basta nutrire fiducia e tutto è a posto. Chi è malato di cancro se ne dia per inteso: l’importante, per guarire, è aver fiducia nella guarigione. Decisamente meno peggiori quei medici che alzano gli occhi al Cielo e del malato dicono: “è nelle mani di Dio”.
Comunque è uscito oggi il rapporto di marzo dell’OCSE per la nostra area; e ne riporto qui sotto un pezzo decisamente significativo. Chi vuole può continuare a combattere la crisi con la fiducia. Personalmente, mi convinco sempre più che queste autorità europee e mondiali non sanno più che pesci prendere e ognuna dice il contrario dell’altra. Una bella massa di “tristi” buffoni.

˂˂Tutto male, tutto nero. La recessione nel 2009 in Italia porterà il pil ad una flessione del 4,3% (in linea con il -4,3% stimato per l’area Ocse, contro un calo medio del 4,1% dell’area Euro) a causa del calo degli investimenti, della contrazione del mercato delle esportazioni e dell’incertezza che frena la spesa dei consumatori. È quanto scrive l’Ocse nel suo rapporto di marzo, secondo il quale la struttura dell’economia italiana e la sua specializzazione nell’export di beni di lusso la “espongono alla piena forza della recessione in altri Paesi”.
Disoccupati L’eccezionale grado di debolezza emerso nelle economie dell’Ocse con tassi di disoccupazione sopra il 10% negli Usa e nell’area euro “porterà a livelli di inflazione vicini a zero in alcuni Paesi e alcuni vedranno dei livelli di prezzi in calo”. Le previsioni, spiega l’Ocse, sono condizionate alla fine degli stress nel mercato finanziario. Il rischio maggiore è che l’indebolimento dell’economia reale possa ulteriormente colpire le istituzioni finanziarie e che le misure prese dai governi si rilevino insufficienti per ristabilire la stabilità e la fiducia mentre un’altra area di rischio è quella della tenuta dei Paesi del Centro ed Est Europa˃˃.Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it

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