Ora legale: non è più tempo di risparmio!

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Fonte: http://money.it.msn.com/famiglia/articoli/articolo.aspx?cp-documentid=14994998

Arriva dall’Australia la smentita sulla presunta economicità
FTAOnline
Arriva proprio dalla patria natale dell’ora legale la sua condanna definitiva. E’ infatti appena stata resa nota in California la smentita sul presunto risparmio raggiunto con lo spostamento dell’ora!
L’idea di Benjamin Franklin sembra aver fatto il suo tempo insomma. Alla luce dei dati riportati dalla Commissione per l’Energia californiana infatti: “l’aver allungato di 15 giorni il periodo di ora legale nel nostro Stato, non ha portato ad alcun beneficio, in quanto l’anno scorso il risparmio di energia è stato dello 0,2%, ma è un dato che ha un margine d’errore dell’1,5%”.
Stando ad un lavoro di ricerca condotto dall’economista Matthew Kotchen dell’Università della California essa farebbe addirittura aumentare i consumi di elettricità dell’1%, facendo perdere allo Stato 9 milioni di dollari all’anno.
L’ipotesi è avvallata anche da un’indagine dell’Energy Institute australiano secondo cui i risparmi sono solo apparenti. Secondo l’Istituto infatti, il risparmio viene sempre calcolato sulle ore interessate dalla maggiore quantità di luce (quelle pomeridiane), mentre se si fa il computo complessivo tra il risparmio pomeridiano e la maggiore richiesta di energia tra le 7 e le 8 del mattino e quella usata nelle ore più tarde perché, mediamente, si rimane svegli più a lungo, il risparmio risulta zero.
Diverso sembrerebbe il punto di vista del nostro Paese dove Terna, la società responsabile della trasmissione dell’energia elettrica sulla rete, sostiene che il paese abbia maturato risparmi nell’ordine di 70-80 milioni di euro all’anno.
Ma al di là dell’uso dell’energia c’è un altro elemento da considerare: le ricadute sulla salute. Nonostante si dica che un’ora in più di luce dovrebbe permettere maggiore possibilità di movimento per la gente, secondo il New England Journal of Medicine, durante la prima settimana della nuova ora vi è un aumento del 5% di infarti e questo succede dal 1987.
Motivo: l’alterazione che si viene a creare nei ritmi biologici e soprattutto in quelli del sonno.

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