Ora legale. E se non fosse vero che fa risparmiare?

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Fonte: http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=254909

La notte tra sabato e domenica prossima dovremo spostare in avanti di un’ora gli orologi fino al 25 ottobre prossimo. In ottemperanza alla direttiva dell’Unione Europea 2000/84/CE, lo ha stabilito il Governo con apposito decreto dello scorso settembre, ritenendo che ci saranno vantaggi per il risparmio di energia elettrica, sostenendo che quelle ore in piu’ di luce naturale nelle ore pomeridiane e serali tarderebbero l’accensione dell’illuminazione elettrica.
L’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), in merito a tale consuetudine, rileva invece che, secondo due studi dell’Universita’ della California, non sarebbe cosi’ scontato, con l’aggiunta anche di un maggiore impatto ambietnale.
Nel primo studio, i ricercatori californiani, per tre anni hanno valutato i dati dei contatori di oltre sette milioni di abitazioni nello Stato dell’Indiana, osservando come il cambio d’orario aveva incrementato i consumi annuali delle utenze domestiche tra l’1% e il 4%, per una spesa aggiuntiva di 8,6 milioni di Usd (quasi 6 milioni di euro), e per quanto riguarda i costi che hanno inciso sull’inquinamento, il calcolo parla di 1,6/5,3 milioni di dollari l’anno (1,1/3,6 milioni di euro). Inoltre, l’analisi indica che “in primavera si verifica un leggero risparmio, abbondantemente vanificato nell’estate inoltrata e in autunno”. All’inizio della primavera e in autunno infatti vi sarebbe la necessita’ di accendere il riscaldamento la mattina presto, e nei caldi pomeriggi e sere d’estate un maggior uso di aria condizionata.
L’altro studio e’ basato sull’osservazione di quanto accaduto in Australia nel 2000, dove, per facilitare lo svolgimento dei giochi olimpici di Sydney, lo Stato del Victoria aveva esteso l’ora legale anticipandola di due mesi. I ricercatori hanno combinato i dati del consumo energetico (sulla base di ogni mezz’ora di utilizzo), i dati climatici e i costi in questo Stato con quelli del confinante South Australia dove l’estensione non era stata applicata. Nei due Stati australiani, pur con i dovuti accorgimenti per evitare di considerare nei calcoli i consumi eccezionali dovuti ai giochi olimpici, hanno rilevato piu’ alti picchi di consumo nello stato del Victoria nelle mattine dopo il cambio d’orario, al punto da eguagliare, e in alcuni casi superare, il risparmio energetico che si otterrebbe nelle ore serali.
Nonostante le differenze climatiche con l’Indiana e l’Australia meridionale, è probabile che, anche da noi, si potrebbe verificare un’accensione dei riscaldamenti ancora prima in primavera e in autunno, nonche’ l’accensione prolungata nelle serate estive dell’aria condizionata, soprattutto in seguito ai cambiamenti climatici che negli ultimi anni interessano il pianeta.
Per queste ragioni, con il senatore Marco Perduca abbiamo rivolto un’interrogazione ai Ministri dell’Economia e Finanze e dell’Ambiente, per sapere, se non ritengano opportuno verificare se vi siano dei reali vantaggi dall’utilizzo dell’ora legale in Italia.

Qui il testo dell’Interrogazione: http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=254904

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