LA CRISI: TEMPO DI NUOVI GIUDIZI E NUOVI METODI

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di Stelvio Bo

Per la prima volta da sessant’anni a questa parte il Fondo Monetario prevede che il Prodotto Interno Lordo mondiale sia negativo. I numeri relativi a produzione, vendite, crescita del PIL di moltissime nazioni, e in particolare diquelle più ricche ed evolute, segnano per i primi mesi del 2009 i record negativi degli ultimi decenni.I mercati azionari, non paghi dello scivolone del 2008, sono scesi pesantemente anche nei primi settantadue giorni di quest’anno, salvo il piccolo rimbalzo di questa settimana. William Poole, ex Governatore della FED di St. Louis, Missouri, ha rilasciato un’intervista dicendo che gli USA sono in una “situazione terribile”, guidati da autorità che sono incerte su come evitare il salvataggio di società finanziariee su come smontare gli aiuti già prestati. Insomma, la confusione è grande sotto il cielo.Un Gruppo di 20 paesi (G 20), composto da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Sud Corea, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa, Turchia, U.S.A., U.K. e Unione Europea ha riunito i suoi ministri finanziari in questo fine settimana per tentare di segnare alcune linee guida comuni e coordinate di uscita dalla crisi. Ne è scaturito come principale risultato il raddoppio dei denari a disposizione del Fondo Monetario Internazionale (500 miliardi di dollari USA) per aiutare i paesi in difficoltà, in particolare quelli dell’Est Europa.Per il resto, la posizione USA di rifiuto di regolamentare gli Hedge Funds e quella europea di rifiuto di maggiori deficit pubblici per stimolare l’economia non sono cambiate.In realtà, lo stato di salute degli Stati Uniti è peggiore di quello europeo: là il rischio di deflazione (generale abbassamento dei prezzi e debolezza dell’attività economica) è molto più alto che in Europa. L’utilizzo degli impianti produttivi è a livelli bassissimi (71%) mai più visti dai primi anni ’80, mentre i consumatori sono a metà del loro percorso da zero risparmi verso il livello equilibrato del 10%. In Europa, invece, per citare solo un esempio, il tasso di risparmio dei tedeschi è passato in Febbraio dal 10,5% al 11,8%. Inoltre, negli USA la velocità di circolazione della moneta sta drasticamente abbassandosi: le famiglie consumano meno e le aziende rinviano le decisioni di investimento.Nella settimana in arrivo avremo la riunione della FED il 17 e il 18, ed una serie abbondante di dati sulla produzione, l’inflazione e lo stato di salute dell’immobiliare negli USA: i dati attesi sono negativi, e non faranno che confermare lo stato di grande debolezza dell’economia.Abbiamo però al contempo una mossa della FED che va sicuramente lodata, e contesta nei fatti le critiche malevole del suo ex Presidente di St. Louis: comincerà infatti il 17 marzo ad essere operativa la TALF, cioè una linea di credito volta a far rivivere il mercato del credito al consumo e degli ABS (Asset Backed Securities). Le banche e finanziarie che hanno cessato di lavorare su questi mercati potranno riprendere la loro attività con una certezza in più: i crediti derivanti dalle loro erogazioni potranno essere acquistati, in assenza di compratori di mercato, dalla FED stessa, e ciò fino all’ammontare di mille miliardi di dollari. Se su questi mercati si seguirà la spirale virtuosa che già la FED ha sperimentato con la carta commerciale, dove il mercato si è ripreso grazie alla presenza della Banca Centrale, la TALF potrà a poco a poco rientrare avendo svolto egregiamente il suo ruolo di supplente.Tutto ciò si chiama “CREDIT EASING” o agevolazioni al mercato del credito, ed è ben diverso e più efficace delle agevolazioni consistenti in semplice aumento di moneta utilizzate senza molto costrutto dal Giappone negli anni scorsi (QUANTITATIVE EASING).Gli sforzi dei politici sono in piena espansione, dove più (Stati Uniti), dove meno (Europa). La strada è tuttavia lunga e impervia: le previsioni del PIL 2009 sono da record negativo per entrambi nel primo semestre: -3,8% per noi e -5 % per gli americani. Una differenza marcata dovrebbe invece vedersi nella seconda metà dell’anno, dove gli Stati Uniti avrebbero due trimestri da +3% pompati dal piano Obama, mentre l’Europa resterebbe in frenata, sebbene meno marcata, terminando il 2009 a -3,5%.CONCLUSIONIOgni mercato ribassista ha i suoi rialzi: il presente non farà eccezione. Già abbiamo intravisto qualcosa; potremmo vedere di più e di meglio fra qualche mese, quando le indicazioni macroeconomiche peggioreranno via via di meno, e poi quando i primi frutti degli stimoli pubblici daranno il loro dividendo.Scommettere oggi sui rialzi di borsa ci appare ancora azzardato, a meno di non tenere un’ottica di medio-lungo termine, considerando i corsi abnormemente bassi come il prezzo di altrettante opzioni call sull’esistenza della società quotata fra qualche anno. A questi patti società solide e beneficiarie di flussi di cassa certi (per tutti autostrade ed elettricità) potrebbero formare oggetto di piccole allocazioni.Per il resto, la caccia ai corporate bonds per un 20% darà interessanti remunerazioni, e il resto del portafoglio in monetario e titoli di Stato a breve permetterà strategie vincenti più oltre. Non dimentichiamo infine i fondi di fondi hedge, che dall’inizio del 2009 hanno fatto in due mesi ottimi risultati.Stelvio Bohttp://t.contactlab.it/c/2000448/117/126148/183

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