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Venerdì prossimo il governo varerà a colpi di decreto il «piano casa» e Silvio Berlusconi è oggi in pellegrinaggio dal capo dello stato, Giorgio Napolitano, per un confronto sul provvedimento definito oggi da Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, «un condono preventivo».
Negativo è anche il giudizio di Legambiente che questo pomeriggio ha manifestato davanti alla sede romana della Regione Calabria, alla Commissione degli assessori regionali all’ambiente, per chiedere alle Regioni di non abbassare la guardia.
Per l’associazione il disegno di legge, semplificando all’estremo le procedure edilizie, con l’abolizione del permesso di costruire, e incentivando il fai da te, potrebbe rappresentare un «pericoloso regalo all’illegalità in un settore dove è già altissimo il rischio ‘Far West’, tra abusivismo edilizio e lavoro nero».
Ma c’è chi, come il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, non la pensa così, anzi. La «semplificazione degli adempimenti», prevista dal piano casa, annunciato dal governo «potrebbe avere degli effetti di stimolo», dice Draghi e aggiunge che però alcuni elementi come «la concorrenza della materia» con le regioni, e la «necessità di preservare l’ambiente ne rendono incerta la portata dal punto di vista congiunturale.
Insomma, meno burocrazia potrebbe far ripartire la macchina.

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