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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2009/03/03/corrotto-e-turbatore-le-accuse-a-raffaele-fitto/

Non soltanto Totò Cuffaro, per il quale si profila l’avvio del processo d’appello in cui ha già preso 5 anni di galera per favoreggiamento di mafiosi (tramutati in Senato).

C’è anche Raffaele Fitto fra i pupilli del corruttore Silvio Berlusconi, che gli ha affidato il ministero degli affari regionali. In effetti la stoffa dell’affarista, a Fitto, la procura di Bari gliel’ha riconosciuta. Quand’era governatore della Puglia prese 500 mila euro dagli Angelucci (editori di Vittorio Feltri e di Renato Farina in “Betulla”) per farsi assegnare la gestione delle loro 11 cliniche sparse in tutta la Puglia, per un importo di circa 200 milioni di euro di fondi regionali.

Per quest’accusa di illecito affidamento Raffaele Fitto, per non farsi arrestare si è fatto blindare in parlamento dal piduista già nel 2006, periodo in cui era leader dell’opposizione regionale a Bari dopo aver perso le elezioni contro Niki Vendola.

Non solo. A carico di Fitto, definito dal sindaco di Bari Michele Emiliano “ascaro senza onore” per la vicenda del teatro Petruzzelli, c’è un secondo rinvio a giudizio con l’accusa di concorso in turbativa d’asta e interesse privato del curatore fallimentare, per aver venduto a prezzo di favore (7 milioni di euro invece di 15 e mezzo) la “Cedis” fallita nel 2005, alla “Sviluppo Alimentare di Brizio Montinari”.

Fitto, forte del suo ruolo di governatore, è accusato di aver favorito nell’affare regionale 8 persone, tutte indagate e tutte rinviate a giudizio. La prima udienza del processo al tribunale di Bari è prevista il 12 maggio prossimo. Io ci sarò.

Nello stesso tribunale sono anche iniziate le audizioni dell’inchiesta sul malaffare della sanità pugliese, fra cui è indagato l’ex assessore regionale pugliese alla salute, Alberto Tedesco (in odor di conflitto di interessi).

Ebbene mentre la pm ha ascoltato 4 funzionari delle Asl, ritenuti informati sui fatti, 53 parlamentari del Pdl hanno presentato un’interpellanza urgente con la quale chiedono al Guardasigilli Angelino inaffanno “se non ritenga indispensabile ed urgente avviare iniziative ispettive negli uffici giudiziari baresi per individuare chi ha rivelato ai giornalisti le indiscrezioni sull’inchiesta”.

Vuoi vedere i deputati impuniti faranno ammanettare noi giornalisti colpevoli di lavorare?

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