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Fonte: http://www.dottorperuginibilli.it/index.php?option=com_content&task=view&id=250&Itemid=126

In occasione del 43° congresso nazione della Società Italiana di Radiologia (Sirm), svoltosi recentemente a Roma, i radiologi hanno espresso serie preoccupazioni per l’eccessivo ricorso alle prestazioni radiologiche in Italia, quasi una per ogni abitante, bambini compresi. Si parla di 40-50 milioni di esami radiologici all’anno. Questo si traduce non solo in una notevole spesa pubblica, ma anche in una maggiore esposizione ad inutili radiazioni e quindi al rischio di tumori (1).
L’impiego delle radiazioni ionizzanti, in medicina, costituisce la fonte principale di esposizione della popolazione a sorgenti artificiali. Oltre agli effetti che si manifestano direttamente sulla persona esposta a radiazioni, esiste la possibilità di effetti ereditari sulla prole.
Particolarmente forte è l’esposizione alle radiazioni quando ci si sottopone alla TAC (Tomografia Assiale Computerizzata). Un esame TAC produce una dose radioattiva pari a 15 mSv. Una TAC alla colonna cervicale corrisponde, in termini di radiazioni ricevute, a 85 radiografie al torace, mentre una TAC al bacino corrisponde a ben 440 radiografie al torace.
Un rinomato radiologo della Columbia University di New York, il Prof. David Brenner, ha stimato che 2-3 TAC corrispondono alle radiazioni cui sono stati esposti gli abitanti di Hiroshima o di Nagasaki al momento dell’esplosione atomica (3) Lo stesso Professore stima che l’esposizione alle radiazioni della TAC è responsabile del 2% di tutti tumori in America. In particolare, le dosi ricevute con una coronaro-Tc , utilizzata per studiare lo stato delle coronarie, può aumentare il rischio di tumore dell’1% nelle giovani donne(4).
I bambini sono particolarmente vulnerabili. Non solo sono molto più sensibili alle radiazioni, ma avendo ancora tanti anni di vita davanti hanno più tempo per sviluppare tumori.
E’ straordinario che una tecnologia così potenzialmente pericolosa, ma se utilizzata bene indubbiamente utile, non sia mai stata oggetto di studi su larga scala per valutarne l’impatto sul rischio di tumore.

Bibliografia

1) Miglino N In Italia è boom di esami e i radiologi dicono basta. G d M, 9 giugno 2008.

2) Magri S Esami Radiologici troppo numerosi: inappropriatezza e dose al
Paziente. www.radiologiacremona.it/fisica/magri_inappropriatezza.pdf
3) Hubbard B CT scans: the cancer tima-bomb. WDDTY Special report. February 2008.
4) JAMA, 2007; 298:317-23, citato da: Hubbard B CT scans: the cancer tima-bomb. WDDTY Special report. February 2008.

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