Il sindacato degli studenti vince a Padova

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Fonte: http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/16858

Sono figlie dell’Onda, le elezioni dei rappresentanti degli studenti dell’Università di Padova che si sono tenute il 10 e l’11 marzo. A dirlo è soprattutto l’affluenza: oltre 8 mila votanti, circa il 14 per cento degli aventi diritto, la partecipazione più alta degli ultimi anni.

Un elemento che rende un po’ più significative, stavolta, le elezioni di una rappresentanza che il movimento ha fortemente criticato. Ed è proprio la realtà padovana che più di ogni altra, negli ultimi anni, ha messo in discussione le forme della rappresentanza studentesca, ad uscire premiata da queste elezioni.

I dati ufficiali arriveranno nei prossimi giorni, ma i numeri provenienti da tutti i seggi dell’ateneo parlano chiaro: Il Sindacato degli studenti ha preso oltre 2 mila voti, contro i 1800 di Ateneo Studenti e i 1700 di Studenti Per.

L’identikit della lista vincitrice è complesso: si tratta di una lista di ispirazione sindacale, apartitica e autofinanziata, che fa dell’indipendenza politica ed economica rispetto a qualsiasi soggetto esterno all’ateneo un principio irrinunciabile. Nato nel 2002 dall’unione dell’Asu [Associazione studenti universitari], storica associazione studentesca di sinistra, con altre realtà universitarie radicate soprattutto nel polo scientifico, Il Sindacato degli studenti è un’esperienza praticamente unica per quanto riguarda l’innovazione delle forme della politica. L’Asu, un soggetto sindacale strutturato, con tessere Arci, direttivo, e servizi da fornire, ha delegato tutte le scelte di politica universitaria all’assemblea del Sindacato, in cui non esistono delegati e ogni singolo rappresentante in ogni singolo corso di studio e ogni singolo attivista hanno diritto di parola e di voto.

Niente capi, niente gerarchie, un’innata attitudine allo studio tecnico e pragmatico delle materie in discussione e la capacità di essere a proprio agio nelle commissioni didattiche con cui si contrattano con i docenti i famigerati crediti da attribuire agli insegnamenti così come nelle assemblee del movimento. Questi gli ingredienti della vittoria, che dovrebbe far venire qualche pensierino a chi, a Roma, continua a credere che costruire un sindacato studentesco significhi piantare più bandierine possibili con il proprio loghetto in giro per l’Italia.

Il Sindacato degli studenti era stata nel 2004 la prima lista negli ultimi decenni a battere Ateneo studenti, braccio universitario di Comunione e liberazione, che fa incetta di candidati e voti nei collegi universitari della Compagnia delle opere. Nel 2006 Cl ha riconquistato la maggioranza, ma il movimento studentesco dell’autunno scorso, evidentemente, ha di nuovo scompaginato le carte. Il distacco tra Il Sindacato degli studenti e Ateneo studenti è di oltre 200 voti, e la lista ciellina, che partiva favorita dato l’enorme numero di candidati schierati, si trova addirittura a doversi contendere il secondo posto voto su voto con Studenti Per, la lista di area Pd sostenuta economicamente dalla Cgil.

Ad entrare in Senato accademico [5 posti] saranno anche Studenti in Movimento [una lista di area centrista presente soprattutto a Giurisprudenza e Medicina], con circa 900 voti, e L’Ora del merito [la lista dei giovani di Forza Italia, An e Lega], con circa 650 voti.

Resterà fuori, ma sarà convocato dal Senato per le questioni riguardanti i dottorandi, il candidato di PhD in movimento, i cui 500 voti tra i dottorandi sono un’importante novità.

«È la vittoria di chi dice la verità – esultano i ragazzi del Sindacato – Gli studenti sanno riconoscere un compagno di corso impegnato nella lotta per il diritto allo studio da chi persegue altri obiettivi e altri interessi.»

Decisivi per la vittoria del Sindacato le schiacchianti maggioranze ottenute a Psicologia e Scienze, mentre Studenti Per ha prevalso a Lettere e Ateneo Studenti ha fatto man bassa nella sede staccata di Vicenza.

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