Malpensa dimenticata

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Fonte: http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/economia/malpensa_dimenticata.php

Da quando si è insidiato questo governo ogni giorno si parla di emergenze, che poi vengono smentite dai fatti e dalle statistiche. Quando invece l’emergenza è vera, come quella che abbiamo a Malpensa, il governo non ne parla assolutamente.

A Malpensa si stanno perdendo posti di lavoro, ci sono sempre più disoccupati, i precari non riescono più ad avere neanche un sussidio che gli permetta di sopravvivere dopo il licenziamento. Questi non sembrano problemi del nostro governo.

Che non siano problemi del nostro governo possiamo anche comprenderlo, ma che non siano problemi dei rappresentanti eletti per difendere i nostri interessi a Roma non è assolutamente comprensibile. Ricordiamoci che questi rappresentanti hanno sempre detto che erano andati a Roma per difendere il nostro territorio e i suoi interessi.

Gli interessi del nostro territorio non si difendono abbandonando Malpensa, l’unica risorsa che riesce ancora a portare ricchezza nel nostro Paese: qui abbiamo le industrie che devono esportare, le industrie che devono mantenere i rapporti internazionali, gli operatori industriali che devono riuscire a comunicare con tutto il mondo. Qui togliamo questa risorsa, qui impediamo che tutto questo si possa fare, e coloro che avrebbero dovuto difenderci non ci sono, che quando vengono chiamati non presenziano.

Domandiamoci come dobbiamo fare per far valere gli interessi della nostra provincia. Possibile quando ci sono stati da pagare i debiti lasciati da Alitalia i soldi si siano trovati? Possibile che quando c’è stato da pagare il debito di Roma, il debito di Parlermo, il debito di Catania, i soldi si siano trovati? E’ mai possibile che si siano trovati i 27 miliardi per fare il ponte di Messina?

Quando si parla di opere importanti per la Lombardia e per la nostra provincia, parliamo delle opere infrastrutturali messe in campo dal precedente governo di centrosinistra, quando c’era il ministro Antonio Di Pietro alle infrastrutture, lui che ha pensato a questo territorio non avendo qua le sue radici, preoccupato per gli interessi dei cittadini e dei lavoratori. Lui ha fatto una politica in questo senso, e non coloro che continuano a gridare che questo è il loro territorio, che qui sono loro a dover comandare: questi sono a Roma e vivono la dolce vita romana, ma non si preoccupano della laboriosa vita lombarda, anzi, se ne sono assolutamente dimenticati.

Non si capisce per quale motivo non si possano trovare i 6 miliardi per la Pedemontana, i 7 miliardi per la Brebemi, i 2 miliardi per l’Expo, oppure quella manciata di milioni di euro che servono semplicemente per mettere Malpensa in comunicazione con il Ticino? Com’è possibile che queste opere cosi fondamentali ed importanti si possano dimenticare per portare avanti proposte senza senso? A cosa serve il ponte di Messina quando mancano le infrastrutture per arrivarci? Non è possibile continuare con questi percorsi esclusivamente perché ogni giorno bisogna fare propaganda politica. Al cittadino servono altre strutture, al cittadino servono per forza di cose infrastrutture che portino lavoro, profitto, ricchezza, perché il nostro Paese si basa esclusivamente sul suo lavoro, non ha altre risorse, sul suo lavoro e sui suoi operatori nel mondo dell’industria, del commercio e della ricerca. Qui bisogna lavorare, e su questi settori bisogna investire, non sulle utopie e sulle cose ininfluenti per il nostro Paese.

Da qui pensiamo che gli unici che possono ringraziare in questo momento la Lega sono quelli che vivono a Roma, quelli che a Roma godono di interessi non creati da loro ma dalla laboriosa Lombardia e dall’ancora più laboriosa provincia di Varese.

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