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Fonte:http://www.carta.org/campagne/grandi+opere/no+dal+molin/16518

Alle donne e agli uomini che amano Vicenza

A quanti credono nella democrazia e nella partecipazione

A coloro che, negli ultimi anni, si sono battuti contro la nuova base militare statunitense

Alle associazioni, ai comitati, alle organizzazioni che si riconoscono nei valori della pace, della giustizia, della libertà di espressione

Alle amministratrici e agli amministratori che rifiutano la trasformazione di Vicenza in città sotto tutela militare

A chiunque non sopporta l’imposizione e l’intimidazione

Appello per una manifestazione in difesa della democrazia e del diritto a opporsi all’imposizione

* Sabato 14 febbraio, 14.30*

Sono molti mesi che una comunità trasversale di donne e uomini si mobilita per impedire la realizzazione della nuova base militare statunitense. Voci plurali, ma univoche nell’amore per la propria terra; forme e pratiche diverse, a dimostrare la ricchezza e la diversità che si interseca nella mobilitazione vicentina.

C’è un grande messaggio di libertà e democrazia nel racconto scritto, giorno dopo giorno, da questa comunità. Libertà nel voler decidere le sorti della propria terra e del proprio futuro; nel cercare un domani diverso dalla guerra e dalla cementificazione. Democrazia nel pretendere di avere diritto di parola, nell’essere presenti, in prima persona, sulle grandi questioni che coinvolgono il luogo in cui si abita, ma anche il mondo in cui si vive.

Nelle ultime settimane, parallelamente all’avvio, all’interno dell’aeroporto Dal Molin, dei lavori per realizzare la nuova base statunitense, questa comunità è stata delegittimata nel suo diritto a esistere e a esprimersi. Abbiamo ripetuto e condiviso innumerevoli volte le ragioni per le quali ci siamo mobilitati; abbiamo visto i nostri diritti calpestati da chi ci ha impedito di conoscere i dettagli del progetto e di esprimerci attraverso una consultazione popolare.

Ma ora ci vogliono togliere la nostra dignità. Negli ultimi giorni il Governo ha consegnato alla città di Vicenza un messaggio inequivocabile quanto autoritario: chiunque si oppone, seppur pacificamente e in modo pubblico, è considerato un deviante da denunciare e colpire. Tanto che, per le forme di opposizione pacifiche ma determinate di questi giorni, è stato ipotizzato il reato di associazione per delinquere.

Nella giornata di martedì 10 febbraio le forze dell’ordine, guidate dal Questore Sarlo, hanno messo l’area limitrofa al Dal Molin e l’intero territorio vicentino in stato da coprifuoco militare. Ogni assembramento di più di 3 persone era considerato manifestazione non autorizzata e i cittadini minacciati di arresto; ogni iniziativa di opposizione pacifica al cantiere per la nuova base Usa è stata considerata violenza. Nessun canale di dialogo è stato concesso ai manifestanti ai quali sono stati riservate soltanto minacce e botte e la scuola di polizia è stata trasformata in luogo di detenzione provvisoria per accogliere i fermati. La città è stata espropriata del proprio governo cittadino al quale si è sostituito il diktat del Prefetto e del Questore i quali vorrebbero rendere operativo il progetto politico del commissario Costa: estirpare alla radice il dissenso locale.

Ritrovarsi, discutere, condividere, opporsi non è più il sale della democrazia. La partecipazione democratica contro una decisione statuale che gran parte dei vicentini avversano da fatto politico viene trasformata in azione eversiva, come se opporsi collettivamente alla nuova base militare corrispondesse a costruire un cartello mafioso.

In questi giorni la nostra città ha subito una profonda ferita. Ha perso il governo del suo territorio, nella militarizzazione crescente che ha caratterizzato le aree limitrofe al Dal Molin; ha subito l’intimidazione di chi vorrebbe costringere i cittadini a chiudersi nelle proprie case accettando a testa bassa l’ennesima imposizione.

Vicenza ha, tra i suoi borghi, gli anticorpi all’autoritarismo; ci appelliamo a tutti coloro che rifiutano questa situazione e che difendono democrazia e partecipazione per cicatrizare, collettivamente, questa ennesima ferita. Ritroviamoci sabato 14 febbraio per una manifestazione cittadina in difesa della vocazione democratica e civile della nostra città. Per il diritto a esprimersi e opporsi, contro la criminalizzazione di chi vuol continuare, nonostante tutto, ad amare la propria città.

La città del Palladio non è un’associazione a delinquere; la città del Palladio è uno spazio di democrazia.

SABATO 14 FEBBRAIO

VICENZA NON È UN’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE

Partenza ore 14.30 P.za dei Signori

Per adesioni: comunicazione@nodalmolin.it

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