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Zorrol’Unità, 7 febbraio 2009
L’altroieri il Senato ha approvato un emendamento al pacchettosicurezza scritto dai leghisti (non si sa bene con quale arto e inquale idioma) per impedire ai giudici di mandare gli indagati di stuproagli arresti domiciliari e obbligarli a metterli in carcere sempre ecomunque. Ora, è ovvio che lo stupratore debba andare in galera, madopo il processo: quando è certo che è uno stupratore. L’emendamentoperò riguarda le misure cautelari, che scattano prima del processo, incaso di gravi indizi di colpevolezza e pericoli di fuga o inquinamentodelle prove o ripetizione del reato. Decide il gup se, perscongiurarli, bastino i domiciliari o sia necessario il carcere. Se,come per lo stupro di Capodanno, il colpevole si costituisce econfessa, fornendo agli inquirenti le prove contro se stesso, non potràpiù inquinarle ed è improbabile che fugga o torni subito a stuprare.Dunque basta tenerlo ai domiciliari, in attesa di arrestarlo dopo lacondanna. Ma questo alla Lega non piace: di qui l’emendamento, che valesolo per lo stupro e non per reati ancor più gravi, tipo l’omicidio.All’inizio i giureconsulti padani avevano scritto che è obbligatoria“la custodia cautelare”, ma si erano scordati di aggiungere “incarcere”: pure i domiciliari sono custodia cautelare, dunque nonsarebbe cambiato nulla. Poi, in extremis, l’emendamento è staoemendato. Ma che senso ha la galera preventiva obbligatoria per chiviolenta una donna, e non per chi l’ammazza? Dio salvi le donneitaliane dalle ronde padane. Con questa legge lo stupratore, perevitare il carcere, dovrà uccidere la vittima.

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