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Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2009/02/una-storia-di-uno-di-noi.html

Il signor Paolo De Paoli è uno dei milioni di italiani della media borghesia, uno di noi! Quarantacinque anni una moglie con un lavoro Part Time , una casa di proprietà, due figli che si apprestano ad affrontare le scuole superiori. Paolo è ingegnere preso la SFM , nota azienda specializzata in microchips.

Il lavoro è sempre stato importante per lui e l’azienda lo ha anche gratificato con una discreta carriera. Ma negli ultimi mesi il sentiment è cambiato in azienda. La violenta crisi economica sta minando i risultati e i profitti aziendali. La concorrenza di società asiatiche crea non pochi problemi alla SFM, in particolare nei corridoi si vocifera che il progetto a cui Paolo sta lavorando, potrebbe subire dei drastici tagli.

I sindacati sembrano agitarsi e lo spauracchio della Cassa Integrazione aleggia sulla famiglia De Paolis. Il signor Paolo comincia a preoccuparsi, in famiglia hanno posticipato l’acquisto di una nuova auto e hanno iniziato a pianificare vacanze estive meno costose.

Tuttavia a Natale, complice anche le abbondanti nevicate, si sono regalati una bella vacanza a Coumayeur. Il fine settimana continuano ad andare con gli amici allo stesso ristorante di pesce e molte spese non sono ancora state tagliate. Anche perché se si limitassero le spese i vicini e gli amici potrebbero cominciare a pensare che Paolo navighi in brutte acque. Senza contare che ai figli non deve mancare nulla, infatti a Natale sono arrivati due cellulari nuovi e due Ipod Itouch.

Guai se i figli cominciassero a dubitare della situazione finanziaria della famiglia. Sarebbe una vera vergogna, Paolo si sentirebbe un fallito. Quindi l’obiettivo è tenere duro e non ridurre troppo i consumi. E poi, pensa Paolo, questa crisi sarà passeggera , tutto tornerà come prima; tuttavia, per la prima volta nella sua vita, comincia a preoccuparsi seriamente dei suoi risparmi. Di soldi ci ha sempre capito poco e si è sempre fidato della Banca. Lui è uno prudente, negli anni è riuscito a risparmiare una bella somma, circa 300.000 euro.

Certo, 18 mesi fa erano 360 mila, ma si sa, la crisi ha colpito duramente i risparmi. I Fondi sulla Cina e sull’India hanno perso il 60% così come quelli sull’Europa, così lo scorso Novembre ha deciso di vendere tutto, stufo e deluso del consulente della Banca. Ha preso quello che è rimasto e ha fatto un pronti contro termine con la Banca di Mercatopoli.

A quel tempo la Banca gli offriva il 4,5% a tre mesi. Tutto sommato aveva fatto due conti molto semplici, con un operazione con la banca di Pronti contro termine poteva ottenere oltre 10.000 euro all’anno. Gli poteva bastare.

Ma Paolo DePaolis da allora ha cominciato a chiedersi il perché di questa crisi. Così mentre la moglie e i figli alla sera si mettevano davanti allo schermo televisivo a guardare programmi come Il Grande Fratello o Ballando sotto le Stelle, il nostro Paolo si ritirava nel suo studio e leggeva il Sole24Ore.

Un suo amico, un giorno di dicembre gli ha poi consigliato di leggere anche giornali esteri. Paolo ha iniziato a leggere il Financial Times su internet, poi è passato al Wall Street Journal, infine, notando su questi siti, l’elenco di blog di finanza ha cominciato a leggere il pensiero di Roubini, o del premio nobel Krugman, o di Rogoff.

E lì, il nostro buon Paolo ha cominciato a preoccuparsi veramente. Come ogni bravo ingegnere è molto attento e scrupoloso. Ha deciso di andare a comprarsi un libro di macroeconomia che ora legge nelle lunghe ore in ufficio passate a far quasi nulla (visto che nel frattempo il suo progetto è stato accantonato)

Poi, una mattina di due settimane fa è andato in banca per rinnovare il Pronti contro termine e si è trovato la bella sorpresa di una discesa dei tassi di rendimento. Ora si deve accontentare di un tasso dell’1,5%!!! Ovvero, tradotto in soldoni…poco più di 3500 euro all’anno.

I 10mila euro si sono ridotti a3500, e ora chi lo dice in famiglia?

Ma non solo….le quotazioni della Banca di Mercatopoli sono scese drammaticamente. Ha letto su Internet che 15 banche americane sono fallite da inizio anno, che molte banche in America e in Europa potranno essere nazionalizzate, che i titoli del debito pubblico italiano sono sotto pressione rispetto a quelli tedeschi.

Al telegiornale nazionale a gennaio hanno intervistato un professore russo che ha parlato di disgregazione degli Stati uniti, qualcuno parla di divisione dell’Europa in due…. Più Paolo legge e più si preoccupa. E se la mia banca fallisse?

Paolo si chiede come è possibile che se una banca concede un prestito per acquistare una casa voglia l’ipoteca sulla casa stessa ma se un cittadino presta dei soldi alla banca (lasciandoli sul conto corrente) la banca non concede garanzie al cittadino (se non tramite un fondo di garanzia), specie in questi momenti in cui il sistema finanziario è così rischioso.

Basterebbe che la banca conceda a Paolo delle garanzie reali come ad esempio la sua filiale in Lettonia, pagata 5 milioni di euro e che oggi non vuole più nessuno…

Paolo non capisce come mai il tasso di remunerazione dei suoi soldi sia basso, eppure il rischio che affronta a lasciare i soldi lì è altissimo, visto i bilanci delle banche. Paolo è preso da un dubbio atroce….come si giustifica, nel mondo occidentale, un aumento pauroso del debito pubblico, con un crollo della redditività per chi lo acquista?

Un qualsiasi libro di economia spiega a pagina 1 che al crescere del rischio deve crescere il rendimento dell’investimento. Oggi il mondo sta girando all’incontrario.

Il nostro ingegnere è testardo e vuole trovare delle forme d’investimento che lo convincono di più. Paolo una sera legge un articolo sull’oro. Si accorge che i prezzi stanno salendo. Legge dei reports su Internet e anche sul Sole24ore plus che ne suggeriscono l’acquisto. E’ un bene rifugio, se i sistemi finanziari saltano l’oro manterrà il suo valore!!!

Il nostro povero ingegnere finalmente decide di provare a comprare un po’ di metallo giallo…. Ma come fare…..

Dopo vari studi Paolo capisce che ci sono diversi metodi….

– Si potrebbe acquistare degli ETC (fondi che investono sull’oro) quotati presso la Borsa di Milano. Tuttavia non capisce la differenza fra ETC basati sull’oro fisico e quelli basati sui derivati. La cosa è complicata…e lui è per le cose semplici.

2) -Anche i futures sull’oro non lo convincono. Margini che vanno e margini che vengono, troppo problematica la riconciliazione e poi alla banca di Mercatopoli gli hanno detto che per comprare derivati deve firmare una ventina di moduli incomprensibili.

3) -Una sera scopre la Bullion Vault . Una società estera con un sito anche in lingua italiana e con personale italiano che da Londra fornisce tutta l’assistenza. Si deve aprire un conto alla Bullion Vault, poi si fa un bonifico alla Lloyds Bank a loro favore e poi….il nostro caro Paolo può comprare l’oro. Paolo può decidere quando comprare e quando vendere l’oro, se tenerlo presso Zurigo, Londra, o New York …il tutto con un clic. Ma quest’oro, sarà poi reale? O è un’altra mega truffa stile Madoff? Paolo decide di rinunciare a questa soluzione.

-Un giorno si ricorda che per la sua laurea, tanti anni fa , gli avevano regalato un lingotto d’oro. Lo va a prendere e vede che è stato fatto da BANCOMETALLI, una società con sede in Via Mazzini a Milano.

Va su Internet e scopre che Banca Dell’etruria vende oro fisico, così come tanti altri posti come Italpreziosi, italoro ecc ecc.

Due mattine fa il signor Paolo è deciso. Dopo l’ultimo crollo in borsa della Banca di Mercatopoli e il prezzo dell’oro che si avvicina ai 1000 dollari per Oncia (25.000 euro al chilo) si reca alla sua agenzia e pronota contante per lui e per sue moglie. 12.400 euro ciascuno.

Ieri Paolo e la moglie si recano allo sportello. Il cassiere, guardandoli con il sospetto di chi pensa che loro sappiano qualcosa della situazione finanziaria della Banca di Mercatopoli, gli consegna 24 mila euro.

I due coniugi vanno da Banco Metalli in Via Mazzini. Sono agitati, hanno in tasca l’8% dei loro risparmi!!! La signorina che li riceve è molto professionale. Apre il terminale reuters e guarda il prezzo dell’oro in quel momento sulla piazza di Londra. Poi comunica il prezzo, 24.500 euro al chilo!

La signorina avvisa loro che per operazioni sopra i 12.500 deve essere fatta una segnalazione alle autorità, in quel caso dovrebbero fornire le loro generalità e i documenti.

Paolo e la moglie si guardano in faccia e prendono la loro decisione: Ordinano separatamente 1 lingotto ciascuno da 500 grammi.

Ognuno dei due paga 12250 euro in contanti e si fa consegnare un lingotto con tanto di garanzia. Il tutto avviene nell’assoluto anonimato rilasciando una semplice ricevuta fiscale anonima. Pensate che acquistare ORO è esente da IVA. Quindi non si pagano imposte allo stato. Vi ricordo che quando si acquista un’auto, un chilo di pasta, un computer…l’IVA è sempre dovuta. Anche quando si compra un gioiello d’oro l’IVA è dovuta (e su tutto l’importo, senza che sia scorporato il valore della materia prima). Invece l’acquisto di un lingotto d’oro è totalmente esente da imposte.

Paolo e signora escono dal negozio con 24.500 euro in meno ma con due preziosi lingottini da 500 grami l’uno. Sono felici e soddisfatti di aver fatto la scelta giusta. In banca non ti danno più interessi, la crisi economica mette a repentaglio i risparmi di una vita. Tanto vale investire una parte dei risparmi in oro fisico.

Ieri sera però, ai due coniugi, una volta messi a letto i bimbi, viene un dubbio….E se arrivassero i ladri? Dove tenere 25mila euro d’oro in casa. Nella zuccheriera, dietro il quadro dipinto dal bisnonno, in bagno fra le medicine ….e se la donna delle pulizie lo trovasse? Ecco che allora, dopo una veloce discussione decidono di aprire una cassetta di sicurezza in banca.

Oggi i nostri coniugi sono tornati alla Banca di Mercatopoli (le cui azioni scendono ancora) e hanno sottoscritto un contratto per una cassetta di sicurezza: 75 euro all’anno!!!

Hanno depositato i loro lingotti e sono usciti felici e soddisfatti! Ma l’avventura non è ancora finita per Paolo e moglie.

Paolo rientra in ufficio e va si internet cercando di capire se ha fatto la cosa giusta. In un sito americano avvertono che le casette di sicurezza in banca non sono così sicure…

Nel 1933, in America, Roosvelt vietò il possesso e il commercio d’oro e chi lo aveva doveva rivenderlo al prezzo fissato dallo Stato (35 dollari l’oncia).!!!

Nel 1944 in Italia le Cassette di Sicurezza furono bloccate per oltre un anno.

Paolo questa sera dovrà affrontare l’argomento con la moglie …e non sa proprio da dove cominciare!!!

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