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Fonte: http://italiadallestero.info/archives/3043

[The Economist]I problemi che sorgono dalle promesse di pugno duro sull’immigrazione e crimine

All’inizio dell’anno, Silvio Berlusconi deve aver pensato di avere la strada spianata. Il Presidente del Consiglio italiano di destra stava per liberarsi del suo problema più grande vendendo le azioni dello stato di una linea aerea piena di problemi, Alitalia. Il suo livello di popolarità era alto. E il maggior gruppo all’opposizione, il Partito Democratico (PD), era caduto in una crisi che poteva danneggiarlo ulteriormente.

Tuttavia la scorsa settimana è apparsa una nuvola nera all’orizzonte di Berlusconi. Le misure repressive contro il crimine che sono state al centro della sua vittoria nelle elezioni politiche dello scorso aprile sono in pericolo su due fronti.

Uno è all’estremo sud dell’Italia. Lampedusa, un’isola 310 km (circa 180 miglia) a nord della Libia, è diventato il principale ingresso in Europa per gli africani che fuggono dalla povertà e la guerra. Dei 67 mila immigrati che sono arrivati in Europa via mare, secondo cifre dell’ONU, quasi la metà sono sbarcati su questo fazzoletto di sabbia, che è un decimo delle dimensioni di Martha’s Vineyard (nota località turistica del Massachusets, Stati Uniti, N.d.T.) ed ha una popolazione di appena 6 mila persone.

Solo una minoranza di immigrati clandestini arriva in Italia via mare e il governo afferma che il loro numero sta calando. Tuttavia questi sono molto più visibili di coloro che silenziosamente si trattengono oltre la scadenza del visto. L’anno scorso il loro numero è salito del 75%, imbarazzando un governo impegnato a bloccare l’immigrazione legale. A dicembre, il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha scelto optato per un deterrente. In precedenza, gli immigrati venivano trasferiti da Lampedusa alla Sicilia, dove coloro i quali non ricevevano lo statuto di rifugiati alla fine ricevevano un ordine di espulsione essenzialmente inutile. Alcuni allora sceglievano di restare in Italia illegalmente, altri si spostavano verso altri paesi europei.

Adesso Maroni ha decretato che gli immigrati dovrebbero restare in un nuovo centro di identificazione e espulsione a Lampedusa stessa, fino a che sono rimpatriati. Ma ci sono degli intoppi. Il primo è che il centro non esiste. Dopo un’ondata di sbarchi illegali il mese scorso, il numero di occupanti nella struttura esistente, che ha una capienza di 850, ha raggiunto 1800. Alcuni ospiti stanno dormendo all’aperto sotto teli di plastica. Il leader di un gruppo del PD che ha visitato il sito il 23 gennaio ha affermato di aver trovato “gente ammassata tutta insieme sotto la pioggia, dormitori contenenti tre o quattro volte il numero consentito e un’infermeria dove i feriti sono accatastati tutti insieme”.

Il giorno dopo la sua visita, centinaia di detenuti sono scappati dal centro e si sono uniti alla popolazione locale che stava dimostrando contro i piani del governo. La paura degli isolani, ha affermato il loro sindaco, Bernardino De Rubeis, è che Lampedusa possa diventare una Alcatraz del Mediterraneo. Poiché un altro problema con il piano di Maroni è che molti immigrati non posso essere rimandati a casa, o perché la loro nazionalità non è accertabile, o perché l’Italia non ha accordi di rimpatrio con i loro paesi. Meno di 200 persone sono state mandate via da Lampedusa per via aerea. Siccome riflette un posizione dura sull’immigrazione, la crisi a Lampedusa probabilmente non porterà all’erosione del sostegno per il governo.

Molto più pericolosi sono gli eventi in Lazio, la regione che circonda Roma, dove sono avvenuti una serie di stupri. Il 27 gennaio la polizia ha arrestato cinque rumeni sospettati di un orrendo stupro di gruppo commesso una settimana prima. Un’aggressione sessuale omicida da parte di un romeno a Roma nell’ottobre del 2007 è stata la prima a provocare richieste per azioni repressive nei confronti del crimine e degli stranieri, richieste alle quali Berlusconi ha risposto con successo durante la campagna elettorale.

Ora sia gli elettori che i politici dell’opposizione si stanno chiedendo se le politiche del governo stiano funzionando, particolarmente per quanto riguarda lo schieramento di 3 mila soldati in sostegno alla polizia. Questa settimana Berlusconi ha incautamente promesso di aumentare di dieci volte quel numero, prima di tirarsi indietro.

Con il suo caratteristico stile, lo ha fatto con una battuta politicamente scorretta che si è attirata le critiche persino dei suoi sostenitori. “Dovremmo avere tanti soldati quante belle donne, e non credo che sarebbe possibile” ha affermato. È di solito così in politica. Una volta che i problemi compaiono, si moltiplicano.

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