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Fonte: http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/16611

Ieri il tribunale delle libertà si è espresso in merito al caso di Simone, il 17enne romano vittima di un calvario giudiziario per due canne. Il tribunale ha rifiutato sia la sospensione della sua permanenza nella comunità terapeutica di Settingiano [Catanzaro], sia il domicilio presso l’ennesima famiglia romana che si è resa disponibile ad accogliere Simone. A questo punto si proseguirà con la decisione del giudice del Tribunale dei minori che aveva richiesto una perizia psichiatrica su Simone. Il 6 marzo cominceranno le somministrazioni dei test per la perizia, sia da parte dell’accusa sia della difesa.

Ieri ad aspettare la notizia fuori dal tribunale c’erano i suoi amici del laboratorio sociale Tana libera tutti, dove Simone svolgeva attività socio culturali e dove aveva trovato una seconda famiglia. La madre è morta mentre con il padre, che ha problemi psichici, ha un pessimo rapporto, tanto da essere inizialmente seguito proprio per questo motivo dai servizi sociali. Per sostenere attivamente la campagna di scarcerazione di Simone e raccogliere i soldi per sostenere le spese legali, gli amici danno appuntamento tutti i venerdì dalle 19,30 al Laboratorio Sociale Tana Liberi Tutti, via Giorgio Pitacco 44 a Roma.

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