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Fonte: http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/cnhS/~3/538925249/non-millumino-di-eni.html

Da qualche giorno mi imbatto continuamente in articoli che trattano dell’iniziativa della trasmissione Caterpillar che va in onda su Rai Radio2. Si chiama “M’illumino di meno” ed è una giornata di mobilitazione internazionale, in favore del risparmio energetico. Come l’iniziativa si svolge è ormai noto: si invitano tutti coloro che aderiscono all’iniziativa, a spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2008 dalle ore 18.

Potrebbere essere una buona cosa, relativamente allo scopo di sensibilizzare le persone al risparmio energetico. La contrarietà personale a queste campagne di sensibilizzazione, è il mancato approfondimento sui temi. In genere, e mi pare anche in questo caso, non c’è una divulgazione sulle cause di ciò che si cerca di denunciare, nè sui possibili rimedi a quelle stesse cause. Qual è il pericolo? Che si creda, in questo caso, che lo spreco energetico dipenda dal led rosso della TV rimasto acceso. Che certo contribuisce allo spreco, ma che spegnendo il quale ovviamente non si risolve il problema energetico.

Immagino che in linea teorica, potremmo anche “sprecare” energia, se la sua fonte fosse illimitata. Voglio dire che il risparmio energetico deve passare innanzitutto per un diverso modello di sviluppo, che in primo luogo rinunci all’uso di fonti energetiche tradizionali, assolutamente limitate, delle quali godono quasi esclusivamente i Paesi più spreconi e ricchi del nostro martoriato pianeta e che sono fortemente inquinanti, come ad esempio è il petrolio. Ma come può esprimersi su un discorso del genere quell’iniziativa, se il suo sponsor principale è l’ENI?

L’ENI è quella società che, per pescare petrolio sufficiente ad una produzione per il periodo ridicolo di 15 anni, non si fa scrupolo a distruggere l’Abruzzo (definita regione verde d’Europa), scavando una miriade di pozzi in terra ed in mare ed emettendo prodotti nocivi in atmosfera. L’ENI in Nigeria, nello sfruttare i giacimenti petroliferi, provoca uno dei fenomeni più nocivi per l’ambiente e le popolazioni locali, chiamato gas flaring, consistente nel bruciare a cielo aperto gas naturale collegato all’estrazione del greggio. E si potrebbe continuare di questo passo, come è stato ha fatto in un bell’editoriale del sito unimondo.org.

Anch’io forse oggi per mezz’ora spegnerò le luci. Ma non aderisco all’iniziativa promossa da Caterpillar. Io non m’illumino di ENI.

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