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Fonte: http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/cnhS/~3/536499067/nelle-piccole-aziende-si-puo-morire-sul.html

Subito la notizia: la prima commissione parlamentare Affari Costituzionali ha approvvato ieri, due emendamenti leghisti, che eliminano la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza all’interno delle aziende al di sotto dei 16 dipendenti.

Siccome spesso, per le funzioni aziendali in materia di sicurezza sul lavoro, si fa confusione è bene spiegare di cosa si sta parlando. Molte volte, infatti, ho sentito confodere i ruoli tra responsabile della sicurezza e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (in sigle: RSPP il primo e RLS il secondo). E’ capitato addirittura che questa confusione sia stata manifestata da ministri del lavoro.
Il RSPP è un professionista designato dal datore di lavoro con il compito di gestire la sicurezza aziendale. Il RLS è un lavoratore eletto dagli altri lavoratori o designato dalle organizzazioni sindacali, e rappresenta i lavoratori per la materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e deve essere adeguatamente formato.
Con il Testo Unico approvato dal governo Prodi, “in tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per piu’ aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo”. Quando individuato per più aziende il RLS è detto rappresentante territoriale per la sicurezza (RLST).

Se dovessero passare gli emendamenti leghisti, il RLS potrà essere eletto o designato solo per aziende con oltre 16 dipendenti e nel caso di non elezione o designazione, non vi sarebbe più l’obbligo di individuare il RLST. In sostanza i lavoratori non avrebbero rappresentanza in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Praticamente cade l’impianto legislativo sulla sicurezza sul lavoro, per il quale, dal 1996 e cioè dall’entrata in vigore del D.Lgs. 626, si è andati verso una gestione condivisa della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ed indipendentemente dal fatto che sia stata o meno realmente applicata, la partecipazione dei lavoratori verrebbe anche formalmente annullata. La vita e la salute dei lavoratori, tornerebbe ad essere assoluta prerogativa padronale. Un salto indietro di oltre 10 anni!

Considerando che le aziende al di sotto dei 16 dipendenti sono la stragrande maggioranza in Italia, una modifica di questo tipo al Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, significa di fatto, per i lavoratori, una riduzione drastica delle possibilità di tutela della propria salute e della propria integrità fisica.
Tradotto dal linguaggio governativo, significa che l’unico diritto che conta è quello padronale, di disporre dei lavoratori come meglio si creda. Significa dare mano libera ai padroni di violare le norme di sicurezza, perchè tanto controlli in azienda da parte delle ASL sono improbabili e non c’è chi rappresenti i lavoratori e che sia formato in tal senso. Significa, più brutalmente, che nelle piccole aziende si può rischiare di farsi male, di rimanere invalidi ed anche di morire, senza troppe rotture di coglioni per i padroni.

Questo mentre il contatore di articolo21.info è aggiornato a 117 morti, 117084 infortuni, 2927 invalidi. Qualcuno ha ancora dubbi su quali interessi questo governo tuteli?

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