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In America un ultrasettantenne su quattro naviga e legge un blog. L’80% della popolazione è connessa. Obama fa campagna su internet e diventa Presidente, sfruttando il mezzo più democratico al mondo. In Europa l’utilizzo di internet è in forte ascesa. Nel 2008 la Francia è balzata dal 49% al 62%. La Spagna dal 45% al 51%. L’Inghilterra dal 67% al 71%. La Germania dal 71% al 75% e la Danimarca dal 78% all’82%. L’Italia è l’unico paese dei 27 dell’Europa allargata nel quale si registra una flessione dell’utilizzo di internet. Nel 2007 navigavano 43 famiglie ogni cento. Nel 2008 ne sono rimaste solo 42. Gli italiani erano un popolo di navigatori. Poi sono affondati.
Francesco Alberoni ha scritto un articolo sul Corriere della Sera nel quale si lamenta che «La nuova generazione non ha radici, non ha fondamenti etici, non ha cultura né classica, né politica». Alberoni è un sociologo. Specializzato negli affari di cuore. Sa tutto dell’amore. L’esperienza se l’è fatta sul campo. Ha tre figli da una donna. Un quarto da una seconda, ed è sposato con una terza. Se tanto mi da tanto, figuriamoci cosa mi può combinare quando parla di cose di cui non capisce niente. Internet, per esempio.
Eppure, il 23 febbraio sul Corriere della Sera la sua rubrica titola con scioltezza “Una moratoria per i giovani. Spengano YouTube e Chat”. Firmato: Alberoni Francesco. Chissà se Alberoni ha mai letto un blog. A giudicare dal fatto che sul suo sito web non indica neppure un indirizzo email, sembrerebbe che non sappia neppure tenere in mano un mouse. Allora proviamo a spiegargli un paio di cose.
In Sardegna il corpo elettorale è formato da 1.456.422 iscritti, dei quali solo 957.983 hanno votato. Tra Cappellacci e Soru uno scarto di appena 87.000 preferenze. La mia Lettera aperta a Renato Soru è stata vista 50.000 volte. Circa 35.000 spettatori unici, il 2,4% degli elettori aventi diritto. Il resto si è informato sul network di Zuncheddu, l’imprenditore edile in affari con Berlusconi cui fanno capo i mezzi di informazione più influenti della regione: Videolina, Radiolina e l’Unione Sarda che si è sempre rifiutata perfino di intervistare Renato Soru.
Non dico il 100%, ma se anche solo il 5% degli elettori si fosse informato in rete, Berlusconi e il figlio del suo commercialista sarebbero andati a casa.
La moratoria Alberoni dovrebbe chiederla contro Il Grande Fratello, contro Uomini e Donne, contro il TG1 che non titola nulla sulla corruzione di Mills ad opera di Berlusconi, e contro il giornale dove scrive, che nell’edizione del 18 febbraio riserva un riquadro di 3,5x9cm, in un azzurrino chiaro poco visibile, alla condanna che avrebbe coinvolto il Presidente del Consiglio di un grande stato democratico se il suo avvocato Ghedini non avesse promulgato in fretta e furia il Lodo Alfano, riportando poi l’articolo a pagina 21, dopo i gossip e le notizie di cronaca.
Caro Alberoni, se tu fossi un ottantenne americano, avresti una possibilità su quattro di informarti in rete, di leggere un blog, di spegnere la televisione e guardare con quanta passione milioni di italiani cercano disperatamente di produrre e consumare informazioni che non siano controllate, strumentali, deformate ad uso e consumo delle oligarchie di potere.
Ma sei italiano, e la rete per te è come il Rock’n’Roll per i miei nonni: un’invenzione del demonio.
Per questo motivo, siamo noi a chiedere una moratoria contro Francesco Alberoni, per istigazione alla schiavitù culturale.

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