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In tema di concorrenza televisiva italiana l’Unione europea invia l’ennesima minaccia all’Italia, accusata di favoritismo nei confronti di Raiset. In particolare Rete4 continua a trasmettere senza concessione sulle frequenze che dovrebbero essere assegnate a Europa7 dell’editore Francesco Di Stefano. Lunga querelle che voi lettori informati della rete conoscete bene, compresa la multa di 350 mila euro al giorno che ci sta costando questa situazione di illegalità.
Maurizio Gasparri è il padrino di quella legge illegale che ha salvato Rete4 dal satellite, e anche presidente dei senatori del partito di Silvio Loggia P2 tessera 1816. L’ho incrociato per caso all’aeroporto di Cagliari mentre si recava al gate per l’imbarco su un volo per Roma. Un evento imprevisto che ho cercato di ottimizzare al meglio partendo col chiedergli conto della sua legge vergognosa che ha legittimato la deregulation del sistema televisivo italiano. Videocamera alla mano, gli ho chiesto i motivi per i quali il governo di cui Maurizio Gasparri fa parte non rispetta la sentenza della Corte di giustizia europea, che impone di liberare le frequenze di Rete4 per assegnarle a Europa7.
L’interessato ha tirato dritto senza rispondere nemmeno con un minimo cenno. Giunto al gate l’ho sollecitato pregandolo di non comportarsi come un coniglio. Solo da quel momento Gasparri ha finalmente risposto: non alla mia domanda iniziale, sia chiaro, ma dandomi del poveraccio. Gentilezza che gli ho restituito “al volo”, ma inutile ai fini di un chiarimento alla prima domanda sulla sua legge vergogna tenuta a battesimo. Seccato da troppa chiarezza, Gasparri ha rincarato la dose dandomi del mentecatto. Dopodiché, vedendo sopraggiungere dal fondo della sala un poliziotto, gli ha intimato di identificarmi nonostante gli stavo urlando in faccia nome e cognome.
Il poliziotto ha obbedito. Senza aver assistito allo scambio di battute mi ha condotto all’esterno dell’aeroporto dai suoi colleghi dicendogli “ha insultato Gasparri, bisogna identificarlo”. Durante l’identificazione dalla mia patente ho chiesto al poliziotto con quale prova ha potuto dire ai colleghi che io ho insultato Gasparri. Risposta: “perché lui è un senatore della Repubblica”. Ho replicato spiegandogli il tema dell’intervista e chiedendogli quali differenze ci sono fra un cittadino incensurato e un senatore che vota leggi incostituzionali che barricano nei palazzi mafiosi, condannati e rinviati a giudizio. Risposta: “sono cose che non mi interessano”.
Finita l’identificazione ho pregato bonariamente il trio in divisa di stare dalla parte dei cittadini, anziché con i Gasparri autori di leggi che ci costano 350 mila euro al giorno. Loro hanno annuito con un sorriso dicendomi di essere dispiaciuti ma di dover eseguire. Sarà.
Intanto, per dovere di cronaca, illustro brevemente ciò che dice il vocabolario sul significato di “coniglio” e “mentecatto”.
Coniglio: (in terza definizione) persona vile, impaurita.
Mentecatto: infermo di mente, sciocco, imbecille, detto spec. in senso ingiurioso.
Ecco, visto che non è ancora entrato in vigore il lodo consolo, valuterò se querelare Maurizio Gasparri con l’ausilio del video come prova.
Volete nel frattempo scrivergli una mail di felicitazioni e magari lasciarne copia fra i commenti?
Ecco il suo indirizzo: gasparri@tin.it

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