Stampa / Print
Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2009/02/13/lettera-aperta-a-giampiero-d-alia/

Giampiero D’Alia

Dopo l’approvazione al Senato italiano dell’emendamento birmano sulla censura di blog e siti “che incitano all’odio” mi sento in dovere di rivolgere questo pensiero aperto al deputato Giampiero D’Alia dell’Udc, Unione dei condannati e/o dei concubini.

Intanto ti ricordo che i veri fans di Riina, Provenzano e Màngano non sono 4 babbei su Facebook, ma stanno tutti in Senato, al tuo fianco.

Oscurare un blog per apologia di reato o incitamento all’odio a discrezione del ministero dell’Interno scavalcando la magistratura, è un’idiozia incostituzionale che non andrà lontano. E soprattutto non servirà a bloccare la Rete perché chi come me ha aperto 5 domini con estensione all’estero, potrà rimanere oscurato mezz’ora, un’ora e poi tornare online come prima e più di prima. Anche in Italia.

Fino a prova contraria, l’unica cosa che incita all’odio è la tua norma tappa blogger. Fino a prova contraria sostengo che tu, Giampiero D’Alia, stai in Parlamento a spese mie per tenere a battesimo leggi liberticide e incostituzionali. Per questi motivi, fino a prova contraria posso sperare in un tuo barlume di vergogna.

Se mi stai leggendo mi piacerebbe sapere in poche righe che tipo di apologia sto commettendo.

Se dico che Rocco Buttiglione ha fatto una figura di merda parlando di coppie gay a Bruxelles incito all’odio?

Se dico che Totò Cuffaro è senatore della Repubblica con una condanna in primo grado a 5 anni di galera per favoreggiamento della mafia è apologia di verità?

Se dico che Vito Bonsignore (il cognome non è d’arte è proprio il suo) ha una condanna a 2 anni per tentata corruzione nell’ambito dell’appalto dell’ospedale di Asti e coinvolto nello scandalo di Antonveneta, che apologia è?

Se dico che Umberto Cesa era il corriere delle tangenti nelle valigette per l’ex ministro dei lavori pubblici Pr(e)ndini, e che dal fresco di una cella di galera disse ai magistrati “Intendo vuotare il sacco” che apologia è?

Se dico che Aldo Patriciello fa l’eurodeputato con una condanna definitiva per finanziamento illecito che apologia commetto?

Se dico che Carlo Giovanardi confonde l’assoluzione con la prescrizione e che è il padrino di quella legge assassina che ha portato alla morte un ragazzo rinchiuso in galera per aver coltivato 2 piantine di marjiuana, che apologia è?

Se dico che Cosimo Mele, fra pere di cocaina, ha mandato a puttane la sua reputazione di maritino tutto casa e chiesa con l’Udc a rimorchio, che apologia è?

Se dico che tutte queste brave persone sono del tuo inutile partito che verità è?

Se dico che il tuo Udc è composto da malfattori, inquisiti, condannati e rinviati a giudizio non è politically correct?

Fai qualcosa di utile D’Alia! Incoraggia la discussione della proposta di legge popolare firmata da 350 mila italiani, che prevede l’esclusione di tutti i condannati dal parlamento, la limitazione a 2 legislature e la legge elettorale con preferenza.

Con quell’emendamento tappa blogger sei soltanto patetico. Dimostri che per la libertà d’informazione e la trasparenza che la Rete offre tu provi ribrezzo. Lo stesso che proviamo noi cittadini nei tuoi confronti e per gli accoliti che hanno firmato il tuo emendamento fascistocratico.

Le nequizie che hai raccontato ai microfoni dei telegiornali Raiset non reggono. E’ come se tu pretendessi di far credere che hai tolto i viveri ai profughi perché mangiano senza usare le posate.

Giampiero D’Alia, spero di incontrarti nei prossimi giorni fra Camera e Senato per porti qualche domanda di approfondimento sull’emendamento ridicolo e inutile che hai tenuto a battesimo. Le tue risposte saranno diffuse al popolo della rete. Che ti piaccia o no.

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.