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L’ironia sui senatori della maggioranza «fannulloni» è nata fin troppo spontaneamente quando in un primo tempo – questa mattina – il ddl Brunetta sulla pubblica amministrazione non è stato approvato a Palazzo Madama per la mancanza in aula del numero legale. La cosa, però, è durata poco e ora il provvedimento è legge. La così detta legge «anti-fannulloni» prevede la creazione di un ente per la valutazione dell’«efficienza dei dipendenti pubblici», ognuno dei quali sarà dotato di una cartella personale. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro [Cnel] predisporrà una relazione annuale al parlamento e al governo sull’efficienza della pa. La Corte dei conti assume un ruolo di controllo sull’efficienza della pubblica amministrazione e ne viene riformato il consiglio di presidenza nel senso di una maggior rappresentanza dell’esecutivo, cosa che ha provocato l’indignazione dell’Italia dei Valori. Il dl incentiva la mobilità dei dipendenti pubblici, rende più facili i licenziamenti e introduce – per i cittadini – la possibilità di una sorta di class action che, però, non comporta risarcimenti. Il dl parla anche di contrattazione. Mentre lascia alle leggi attuative di stabilire gli ambiti che rimarranno di competenza della contrattazione tra le parti e quelli che potranno essere definiti per via legislativa, delega al governo il riordino delle procedure di contrattazione nazionale e integrativa in coerenza con il settore privato. “”:/campagne/precariato e lavoro/16175

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