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Il governo ha colto al volo l’allarme suscitato dai casi di stupro per ricorrere a un nuovo decreto «sicurezza» che anticipa alcune delle norme contenute nell’omonimo ddl già approvato dal senato e all’esame della camera. Il testo definitivo, che dovrebbe essere presentato al consiglio dei ministri di venerdì, ancora non c’è, ma ci sono anticipazioni e ritirate. Come quella fatta dal ministro dell’interno Roberto Maroni dopo l’incontro di ieri con il presidente Giorgio Napolitano: dal decreto sono state espunte le norme che avrebbero legalizzato le ronde care ai leghisti. Si sa che il testo prevede il divieto di domiciliari per i sospettati di stupro, nonché il gratuito patrocinio per le vittime di violenza e la riduzione dei benefici della legge Gozzini per i detenuti per stupro. Ci potrebbe essere, però, dell’altro. Mentre Maroni promette che il governo si rimangerà, in parte, i tagli di Tremonti alle polizie, il senatore leghista Federico Bricolo, quello dell’emendamento che cancella il divieto di segnalazione dei migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie, tuona per avere norme più severe. Il clima è molto pesante, tanto che i vescovi della Cei hanno lanciato l’allarme contro il rischio «caccia alle streghe». Un invito tardivo: a Sassari tre romeni sono stati aggrediti la notte scorsa nella loro abitazione.

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