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Quante volte si sono spese parole per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro. Ad ogni strage, si versano lacrime e si pronunciano fiumi di parole. Lacrime di coccodrillo e parole di ipocrisia. Queste sono alla luce dei fatti.
Da quando questo governo si è insediato, sul tema della sicurezza sul lavoro non ha fatto altro che individuare la strada da seguire secondo il buon senso, e percorrere quella esattamente opposta. Così, questo governo ha prorogato i termini per la nuova valutazione dei rischi; ha eliminato le sanzioni per mancata esposizione del tesserino di riconoscimento, favorendo la possibilità di ricorso al lavoro irregolare; ha abrogato la sospensione dell’attività per il mancato rispetto degli orari di lavoro. Inoltre, in questi giorni stanno tentando di eliminare la figura del RLS dalle aziende al di sotto dei 16 dipendenti. Cosa mancava?
Mancava la riduzione delle ispezioni degli organi di controllo presso le aziende. Dopo aver cancellato la possibilità di denuncia anonima delle irregolarità, mancava questa scelleratezza ed ecco che il ministero del lavoro rimedia subito. Così, nel “Documento di programmazione dell’attività di vigilanza per l’anno 2009” si legge: “rispetto al numero delle aziende da ispezionare programmate nel 2008 il cambiamento di rotta dell’azione di vigilanza comporterà la realizzazione di un minor numero di interventi ispettivi – circa il 17% -“.
La stranezza (ma nella logica padronale che guida l’azione di governo nemmeno troppo), è che la riduzione programmata del numero di ispezioni avviene in concomitanza con la divulgazione dei risultati dell’attività di vigilanza 2008. Il rapporto delle ispezioni dello scorso anno, evidenzia che il 61% delle aziende ispezionate è risultato irregolare e sono risultati irregolari 303.301 lavoratori, di cui il 42% totalmente in nero. Ed inoltre sono stati adottati 3.978 provvedimenti di sospensione.
Troppi controlli. Troppe sanzioni. Le aziende, specie in tempi di recessione vogliono le mani libere. Vogliono meno costi. Meno lacci e lacciuoli legislativi, specie se si tratta del “fardello” sicurezza sul lavoro. Ed eccole accontentate: il governo da loro la possibilità di mantenere condizioni di irregolarità, grazie alla riduzione del rischio (già remoto) di essere sottoposte a controlli. Ora i padroni potranno stare un po’ più tranquilli. I lavoratori hanno un motivo in più per essere preoccupati.

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