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Traduzione dell’articolo del giornale inglese “The independent” dal titolo “Are mobile phones wiping out our bees?
I cellulari stanno sterminando le nostre api?Gli scienziati attribuiscono alle radiazioni da telefonia cellulare la causa della misterioso fenomeno del “collasso delle colonie” delle apiDi Geoffrey Lean and Harriet ShawcrossDomenica, 15 Aprile 2007Articoli collegati [in inglese]La grande domanda: Perchè le api stanno sparendo, e cosa possiamo fare per salvarle?Un amaro raccolto: le riserve di miele sono scarse a causa di un’estate inconsuetamente troppo piovosaSembra la trama di un film dell’orrore particolarmente inverosimile. Ma alcuni scienziati suggeriscono che il nostro amore per i cellulari potrebbe causare grossi problemi di approvvigionamento alimentare, dal momento che i raccolti sono a rischio.Tali scienziati ipotizzano che le radiazioni dei cellulari e di altri dispositivi ad alta tecnologia sia la causa di uno dei misteri più bizzarri mai osservati nel mondo naturale – l’improvvisa scomparsa delle api che impollinano i cereali. La scorsa settimana, alcuni apicoltori affermarono che il fenomeno – che è iniziato in USA, e quindi si è diffuso nell’Europa continentale – stava iniziando a colpire anche la Gran Bretagna.Secondo tale teoria le radiazioni da cellulari interferiscono col sistema di navigazione delle api, impedendo agli insetti di trovare la strada per ritornare al proprio alveare. Per quanto possa sembrare improbabile, adesso abbiamo delle prove a supporto [della teoria].Il Disordine da Collasso della Colonia Colony Collapse Disorder (CCD) è ciò che si verifica quando gli abitanti di un alveare scompaiono all’improvviso, lasciando solo la regina, le uova e poche operaie immature, come se [gli alveari] fossero altrettante Mary Celeste [una nave canadese che fu ritrovata inspiegabilmente senza equipaggio]. Le api scomparse non vengono mai trovate, ma si pensa che muoiano lontano dalla loro casa. I parassiti, gli animali selvatici e le altre api che normalmente saccheggiano miele e polline lasciati da un colonia morente, rifiutano persino di avvicinarsi agli alveari abbandonati.Il primo allarme è stato dato lo scorso autunno, ma adesso sono coinvolti metà degli stati della confederazione americana. La costa occidentale si pensa che abbia perso il 60% degli insetti curati dagli apicoltori, la costa orientale il 70%.Il CCD si è quindi diffuso in Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Italia e Grecia. La scorsa settimana John Chapple, uno dei più grandi apicoltori londinesi ha annunciato che 23 dei suoi 40 alveari erano stati improvvisamente abbandonati. Altri apicoltori hanno registrato perdite di api in Scozia, Galles ed Inghilterra nord-occidentale, ma il Ministero dell’ambiente ha insistito: “Non c’è nessuna evidenza di comparsa del CCD nel Regno Unito.”Le implicazioni di tale diffusione sono allarmanti. La maggior parte dei cereali mondiali dipende dall’impollinazione delle api. Albert Einstein una volta disse che se le api dovessero scomparire, “l’uomo avrebbe ancora solo 5 anni di vita”.Nessuno sa perchè sta avvenendo. Sono state proposte teorie che puntano il dito su acari, pesticidi, riscaldamento globale, e cereali transgenici, ma sono tutte teorie che presentano dei difetti [nello spiegare il fenomeno].Ricerche in Germania hanno mostrato da tempo che il comportamento della api cambia in vicinanza delle linee ad alta tensione.Ora uno studio all’Università di Landau University ha mostrato che le api rifiutano di ritornare al proprio alveare quando dei cellulari sono posti nelle vicinanze. Il dottor Jochen Kuhn, che ha condotto l’esperimento, ha detto che questo potrebbe suggerire una possibile causa [per spiegare il CCD].Il dottor George Carlo, che ha condotto negli anni ’90 un ampio studio sui pericoli causati dalla telefonia mobile per il governo USA e per l’industria dei cellulari, ha detto: “Sono convinto che tale possibilità sia reale”La causa contro il cellulareLe evidenze che i cellulari possano essere pericolosi per gli esseri umani sta aumentando. Ma la prova definitiva non c’è ancora, soprattutto perchè molti dei pericoli più grossi, come il cancro, si manifestano dopo decine di anni.La maggior parte delle ricerche sulla relazione tra cancro e cellulari non hanno portato a nessuna conclusione. Ma uno studio ufficiale finlandese ha provato che le persone che usano il cellulare da più di 10 anni hanno il 40% di probabilità in più di sviluppare tumori al cervello sul lato dove tengono appoggiato il cellulare.Ugualmente allarmante, una ricerca svedese di alto valore ha rilevato che le radiazione da cellulari uccidono le cellule cerebrali, suggerendo che i teenager del giorno d’oggi potrebbero manifestare comportamenti senili quando sono ancora nel fiore degli anni.Studi in India e negli USA hanno suggerito la possibilità che gli uomini che usano cellulari producano meno spermatozoi. E, più prosaicamente, i dottori hanno identificato la condizione di “pollice da sms”, una forma di “patologia da sforzo ripetuto” [RSI, ovvero repetitive strain injury] causata dal continuo scrivere sms.Il professor Sir William Stewart, che ha guidato due inchieste ufficiali sull’argomento, ha avvertito che i bambini sotto gli otto anni non dovrebbero usare i cellulari ed ha fatto una serie di raccomandazioni per la sicurezza, largamente ignorate dai ministri.
Addendum: 1) Che dire di queste simpatiche contraddizioni di un giornalista che prima asserisce”Le evidenze che i cellulari possano essere pericolosi per gli esseri umani sta aumentando. Ma la prova definitiva non c’è ancora”e subito dopo”Uno studio ufficiale finlandese ha provato che le persone che usano il cellulare da più di 10 anni hanno il 40% di probabilità in più di sviluppare tumori al cervello sul lato dove tengono appoggiato il cellulare”… forse ci troviamo nella stessa situazione descritta in questo altro mio articolo?2) Disse Albert Einstein: “Se le api scomparissero dalla superficie della terra allora all’uomo resterebbero solo cinque anni di vita. Niente api, niente più impollinazioni, niente più piante, niente più animali, niente più uomini”3) Traggo da un articolo del sito mieli d’italia che riporta una notizia della CBS“(18 marzo 2008) Anche questa primavera i fiori negli Stati Uniti saranno visitati da ben pochi ronzanti ospiti, portatori di polline e di vita. I primi rapporti che provengono dagli allevamenti apistici americani sono negativi: stesse mortalità in un areale un po’ più ampio.”4) Non credo che cellulari da soli, nè i pesticidi da soli possano essere la sola causa della morìa delle api, dal momento che la presenza sempre più inquietante delle scie chimiche va sicuramente aggiunta ai due fattori precedentemente citati. Cito le parole di Franco Bovone, presidente della commissione naturalistica del parco Regionale Capanne di Marcarolo (Alessandria): “nel parco naturale [le api] continuano a morire, sebbene non si usino i pesticidi (neonicotinoidi) indicati come causa e non vi sia attività antropica inquinante”.
Come scrive l’amico Straker sul suo blogI cellulari sono solo una parte del problema: infatti i telefoni cellulari erano diffusi in Europa ancor più che negli Stati Uniti (soprattutto in Italia la concentrazione è maggiore che nel resto del mondo). Invece abbiamo assistito ad una progressiva scomparsa delle api nei paesi irrorati dalle chemtrails ed irraggiati da H.A.A.R.P. e da altri apparati di antenne. Infatti le api hanno cominciato a scomparire dagli alveari a partire dal 2003, in Italia, nell’estate del grande caldo, in concomitanza con l’accordo Italia – U.S.A. per le sperimentazioni climatiche e quindi con la climax delle attività aeree clandestine sul nostro territorio. Lo stesso fenomeno si è riscontrato progressivamente, con una tempistica impressionante, negli altri paesi che hanno via via conosciuto le scie chimiche, mentre, pur essendo la telefonia mobile diffusa in altri stati, laddove non sono diffuse le chemtrails, le api sono ancora nei loro alveari. E’ anche assodato che le antenne di telefonia mobile e gli hot-spot wireless hanno funzioni nascoste complementari alle emissioni e.m.f. ed e.l.f., nell’ambito del piano di controllo mentale governativo, dunque la correlazione tra la telefonia mobile e la moria di questi insetti va ridimensionata. Agli scienziati manca la tessera principale e, sino a quando continueranno ad ignorare il fenomeno chemtrails/H.A.A.R.P., non giungeranno ad una reale ed esauriente comprensione del problema.
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Secondo alcune ricerche compiute in particolare dal professor Cumminis dell’università dell’Ontario, per trovare le cause di questo “colony collapse disorder”, (sindrome da collasso delle colonie di api), “esistono evidenti indizi che suggeriscono che dei funghi parassiti incorporati nei pesticidi chimici per eliminare i grilli, la piralide del mais (Ostrinia nubilalis) e dei pesticidi del gruppo dei neonicotinoidi interagiscono in sinergia provocando la distruzione delle api”, vittime dell’aumentata efficacia delle nuove generazioni di pesticidi chimici.L’entomologo cita, in particolare, la pratica sempre più frequente che consiste nell’avvolgere industrialmente le sementi con pesticidi, per evitare di doverli polverizzare sulle piante in pieno campo. Questi pesticidi penetrano in tutta la pianta, dalle radici al polline che le api riportano nei favi.E’ così che i pesticidi, a base d’imadaclopride e distribuiti dalla Bayer in Europa sotto varie denominazioni, Gaucho, Merit, Admire, Confidore, Hachikusan, Premise, Advantage etc., molto controversi sia in Francia sia negli Stati Uniti, eppure autorizzati dall’Unione Europea, attaccano il sistema immunitario delle api, che diventano vulnerabili a questi funghi parassiti di grilli e piralidi.Ciò è confermato dalla scoperta di una mezza dozzina di virus, microbi e di questi funghi su alcune api sopravvissute. Questo è anche il motivo dell’assenza di insetti “squatter” nelle arnie abbandonate: non sopravvivono.Il professore Cummins aggiunge che questa micidiale associazione tra funghi parassiti volontariamente sparsi sulle coltivazioni, e i “biopesticidi” prodotti dalle piante modificate geneticamente hanno lo stesso effetto.Ha illustrato in modo sperimentale che le larve di piralide del mais infettate dal fungo Nosema pyrausta, sono 45 volte più sensibili alle infezioni che le larve sane. Questo provocherebbe il collasso del sistema immunitario delle api.”Le autorità fitosanitarie incaricate della regolamentazione hanno trattato il declino delle api con un approccio ristretto e limitato, ignorando l’evidenza, secondo la quale i pesticidi agiscono in sinergia con altri elementi devastatori” afferma.Dunque le concomitanti cause del decremento delle api possono essere le seguenti: pesticidi, virus e batteri diffusi con le chemtrails, elementi chimici nocivi contenuti nelle scie chimiche, campi elettromagnetici che disorientano gli imenotteri e danneggiano la loro capacità di ipercomunicare.

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