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Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/6022009-fermiamo-lassalto-alla-costituzione/

Il presidente Napolitano non firmerà il decreto per sospendere la sentenza relativa a Eluana Englaro. Silvio Berlusconi ha annunciato la sua intenzione di convocare le camere d’urgenza, far approvare una nuova legge e se dovesse essere necessario cambiare la Costituzione.
Appena qualche ora prima la maggioranza berlusconiana aveva approvato una legge che ha recepito nell’ordinamento repubblicano elementi di razzismo e xenofobia, sino a regolarizzare le ronde padane e a imporre la delazione ai medici. Persino nelle fila della destra si sono udite voci preoccupate e sdegnate da quella del presidente della commissione antimafia Pisanu a quella del presidente della regione Veneto Galan.
Non sappiamo se Gianni Letta costringerà Berlusconi alla solita finta rettifica, ma quanto sta accedendo corrisponde ad una scelta lungamente meditata e premeditata.
Con questa mossa il presidente del consiglio cerca di stringere una santa alleanza con le gerarchie vaticane e di lanciare l’assalto finale nei confronti del presidente Napolitano che rappresenta l’ultimo ostacolo sulla strada di una repubblica presidenziale a reti unificate di tipo plebiscitario. Per queste ragioni non ci hanno mai convinto le campagne tese a colpire l’arbitro e il supremo garante della Costituzione.
La vita e la morte di Eluana, la sua sofferenza, la disperazione del padre e dei familiari non hanno alcun posto in questa brutta, lurida, cinica scelta politica:
“Sconcertante, stanno manomettendo la costituzione, tentano di sospendere per decreto una sentenza”, questo il commento del professor Stefano Rodotà alla decisione del governo.
Si tratta di un vero e proprio assalto alla costituzione che va ben oltre il caso Englaro
Berlusconi, in modo irresponsabile, sta tentando di giocare la carta della guerra di religione, della contrapposizione tra credenti e non credenti. Guai a cascare in questa trappola!
Bisogna, invece, lavorare alla costruzione di un grande fronte che unisca quanti hanno a cuore lo stato di diritto, la divisione dei poteri, la legalità repubblicana e costituzionale. Di fronte al torbido quadro che si sta configurando è forse giunto il momento di riunire e tutte le forze politiche di opposizione, presenti o meno nel parlamento nazionale, e di concordare una serie di inziative comuni sino alla convocazione di una grande manifestazione unitaria che metta insieme tutti quegli italiani che non intendo alzare bandiera bianca di fronte alla prepotenza e all’arbitrio.
Ci sono dei momenti nei quali bisogna essere capaci di mettere da parte rancori, gelosie, narcisimi di varia natura, prima che sia troppo tardi.
Questo è uno di quei momenti.

Giuseppe Giulietti

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