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Fonte: http://www.carta.org/campagne/ambiente/16471

Il 24 luglio dello scorso anno, 1800 cariche di tritolo mandarono in polvere il Velodromo dell’Eur, sprigionando una nube che invase i palazzi circostanti per alcuni giorni. Ma gli artificieri gli abitanti del quartiere non sapevano che stava per esplodere una bomba ecologica: l’impianto costruito per le Olimpiadi del 1960 conteneva, al momento dell’esplosione, molto amianto. Il materiale può provocare il cancro ai polmoni, e non conta quanto se ne sia inalato o quanto è stata lunga l’esposizione alla polvere. La conferma dell’allarme lanciato dall’accademico dei Lincei Annibale Mottana, viene dal carteggio intercorso tra la ditta incaricata dello smaltimento del rudere, la Eur spa [proprietaria dell’edificio] e la Asl Rm C. È stata la consigliera dei Verdi Matilde Spataro, a segnalare i contenuti della lettera in cui la ditta incaricata dei lavori rivela di aver trovato due tubi di «cemento-amianto» della lunghezza di 25 metri l´uno. Sono 2000 i litri smaltiti negli impianti autorizzati alla data 29 novembre 2009, ma nella stessa informativa alla Asl i tecnici ammettono: c’è ancora da cercare nella parte orientale del rudere.

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