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Per anni, in un bar di Milano, prima della stagione dell’urlo, tra un negroni e un motto di spirito, ho discettato di politica con il mio amico Enrico, barba grossa e cervello fino, che mi aiutava a temperare lo sdegno con l’ironia. Le nostre apparenti boutade, le nostre surreali previsioni si sono quasi tutte avverate, fino a questa Italia qui, ormai ridotta al monopoli di un autocrate da opera buffa e della sua corte di servi, banditi, mignotte, ruffiani. E oppositori dialoganti. In fondo bastava capire il meccanismo. Che pena! Enrico ha il gusto del dettaglio rivelatore. Segue i segnali deboli, le piste marginali. Come la cacciata del suo ex compagno di scuola Enrico Mentana, il “comunista” di Mediaset, il nuovo resistente dalla lingua veloce e i riflessi lenti: scopre solo oggi che il partito azienda è giusto un po’ sovietico. Ecco la lettera di Enrico.
Caro Piero
ormai non c’è più nulla da fare: lo sai, vero?
Comunque, vorrei ‘mettere in guardia’ su un piccolo, a questo punto, accadimento: le dimissioni di Enrico Mentana da Mediaset. Improvvisamente è diventato un anti-berlusconiano ‘doc’, quasi un montanelli che ha scoperto come funziona il sistema di potere che ha sempre appoggiato.
Davvero qualcuno può credere che sia così, oppure che ‘mitraglietta’ abbia colto la palla al balzo per lasciare l’azienda di ‘famiglia’ perchè lusingato dalle sirene di Murdoch ?
Macchè, è semplicemente iniziata (in realtà da tempo) la ‘normalizzazione’ della Rai, e un Mentana accreditato come ‘oppositore’ può fare molto comodo.
Forse non come presidente di garanzia, ma di posizioni da ‘regolare’ nell’azienda di Stato ce ne sono parecchie, a partire dalla direzione del TG3. Solo il buon Mentana potrebbe essere accettato, visto che è così anti-berlusconiano!, come sostituto del ‘comunista’ Di Bella; in fondo chi fa così alti ascolti nei suoi talk show sarebbe un gran bel regalo alla Rai, nevvero.
Ma, a scendere, gli si può trovare posto come sostituto di Santoro, Floris o perfino di Vespa, udite, udite…
Dai retta a un vecchio scemo che in alcuni casi (pochi) non ha sbagliato le previsioni.
Comunque il ‘farai la fine di Ceausescu’ è sempre più probabile… peccato che forse la mia generazione non sarà ‘tutta’ lì a godersi lo spettacolo.
Enrico

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