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Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2009/02/05/dalema-questione-morale-non-e-una-domanda/

La rete sta insaccando tutti i politici da strapazzo. Ormai le loro uscite pubbliche sono sempre più a rischio di incontri con cittadini liberi senza peli sulla lingua. Massimo D’Alema è barricato in parlamento. I suoi colloqui telefonici con Giovanni Consorte per la scalata all’Unipol rimangono impuniti perché Clementina Forleo non ha potuto utilizzarli per chiederne l’eventuale rinvio a giudizio. Il parlamento ha negato l’autorizzazione a procedere contro Massimo D’Alema. E lui, il baffo beffardo, in tutta risposta aveva pure giustificato il suo barricarsi dalle indagini del magistrato sua conterranea, perché caratterizzata da “acrimonia e animosità“.

Per chi, come il prescritto per tangenti Massimo D’Alema, quand’era segretario del partito comunista in Puglia intascava soldi da qualche malavitoso che gli chiedeva favori, la questione morale “non è una domanda”. La frase la rivolge candidamente ad un ragazzo di Qui Bari libera che gli ha teso un’intervistina fuori programma durante una delle sue sfilate pubbliche tutte applauso.

D’Alema, Fassino, Rutelli, Veltroni sono entità morte assieme a tanti altri. Peccato che pesino e peseranno sulle nostre tasche di cittadini fino alla fine dei loro giorni. E forse anche dopo.

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